TSUKIGAKIREI

 Titolo TSUKIGAKIREI
Titolo originale 月がきれい Tsuki ga kirei (lett. “È bella, la luna”)
Genere Scolastico, Sentimentale, Slice of life
Durata 12 episodi + 1 riassuntivo (24 min.)
Anno 2017
Regia Seiji Kishi
Soggetto Yūko Kakihara
Sceneggiatura Yūko Kakihara
Character design Loundraw, Kazuaki Morita
Musiche Takurō Iga
Una produzione feel
In breve All’ultimo anno delle medie, Kotaro e Akane capitano nella stessa classe. Lui è appassionato di letteratura, lei di atletica. Entrambi sono talmente timidi che, nonostante si piacciano, faticano ad approcciarsi. Riescono a sciogliersi messaggiando sul cellulare, ma a scuola non riescono nemmeno a guardarsi in faccia. 
Tsukigakirei locandinaNon è necessario precisarlo. Tutte le recensioni (o quasi) lo ribadiscono. Dipende poi dalla quantità di zuccheri che ciascuno di noi riesce a tollerare. Ma è impossibile non parlare di Tsukigakirei come di una storia d’amore tenera e delicata. Questo è l’assunto di partenza, se si vuole esprimere una valutazione dell’uno o dell’altro segno.

Tsukigakirei ci potrà perciò apparire più o meno sdolcinato. I mugugni imbarazzati dei due protagonisti (che da soli riassumono bene lo spirito della serie!) rischiano di causarci qualche disturbo di troppo. I più sentimentali faranno appello al profondo realismo psicologico adolescenziale. Come per 5 cm al secondo, la componente emozionale incide notevolmente sui gusti personali.

Ciò detto, vorrei provare a inquadrare la serie da un’altra prospettiva, a cominciare della sua letterarietà. Certo, tutte le recensioni (o quasi) hanno colto i riferimenti ai grandi classici della narrativa giapponese. Quando c’è di mezzo un aspirante scrittore – succede anche in Dopo la pioggia – i consigli di lettura non mancano di certo! Già il titolo, Tsukigakirei, è una citazione attribuita a Soseki Natsume*.

Al di là delle belle frasi di Osamu Dazai, mi sono domandato per quale motivo la storia insistesse tanto sulla letteratura. Mi si potrebbe replicare che è la passione del protagonista e serve a conferirgli una certa sfaccettatura. Ma a dire il vero, mi sembrava più autentico l’amore  per i libri di Shizuku dei Sospiri del mio cuore. O, per essere più precisi, la questione è da intendersi diversamente: perché proprio la letteratura?

Prima di provare a rispondere a questa domanda (che forse può sembrare  capziosa), vorrei segnalare, a mio parere, il più grande limite della serie. Mi servirà per avvicinarmi meglio alla soluzione che voglio proporvi. Il problema in Tsukigakirei è il fatto che la storia non ha un vero momento di rottura. Si seguono le vicende di due studenti molto timidi, che dopo qualche episodio si mettono insieme. Ma le insidie di Chinatsu sul loro rapporto di coppia o il trasferimento di lei non sconvolgono veramente gli equilibri. Si rivelano piccoli incidenti di percorso e niente più. Come si spiega che tutto sommato tra Kotaro e Akane fili tutto liscio?

È colpa della letteratura. Anzi, abbassiamo il livello, è colpa di quelle storie che Kotaro non sa scrivere, cestinate puntualmente dagli editori. L’ironia è che gli viene consigliato di dedicarsi alle light novel. In effetti, la storia d’amore messa in scena da Tsukigakirei potrebbe essere interpretata come un parto dell’immaginazione di Kotaro. Una fantasticheria con cui un adolescente si culla prima di addormentarsi.

Punti di forza La storia d’amore tra i banchi di scuola che ogni adolescente desidera. Con molta cura e semplicità si delinea un tenero affresco adolescenziale. Si evitano risvolti eccessivamente melodrammatici. Buono il character design dei personaggi.
Punti di debolezza L’imbarazzo dei protagonisti imbarazza anche lo spettatore. La storia si sviluppa senza troppi ostacoli o rimescolamenti di carte. L’amore è troppo autocelebrativo.
Visione del mondo

A questo voglio credere: l’uomo è nato per l’amore e per la rivoluzione 

(Osamu Dazai, Il sole si spegne)

Nota *Si racconta (ma probabilmente è solo una leggenda) che Soseki, quando era insegnante di inglese, invitasse i suoi studenti a non tradurre letteralmente in giapponese I love you. Con ciò intendeva che fosse inappropriato, per un uomo, esprimere in modo così plateale i propri sentimenti. In caso di dichiarazione – ipotizzando una romantica serata all’aperto con la donna amata – sarebbe stato sufficiente dire La luna è bella.
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Tsukigakirei

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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