RAINBOW DAYS

Titolo RAINBOW DAYS
Titolo originale 虹色デイズ Nijiiro Deizu
Genere Commedia, Scolastico, Sentimentale
Durata 24 episodi (15 min.)
Anno 2016
Regia Tetsuro Amino (supervisione), Tomihiko Okubo
Soggetto Minami Mizuno (manga)
Sceneggiatura Aki Itami
Character design Minami Mizuno (orig.), Miyako Nishida
Musiche Hiroyuki Kozu
Una produzione Production Reed
In breve Natsuki è innamorato di Anna, ma non sa come approcciarla nel modo corretto. Per fortuna, può contare sull’aiuto dei suoi tre amici per la pelle, alle prese a loro volta con questioni di carattere sentimentale.
Natsuki Hashiba viene piantato dalla fidanzata, proprio alla vigilia di Natale. Non ha ancora finito di asciugarsi le lacrime versate per la dolorosa (?) separazione, che scatta il colpo di fulmine. Una ragazza di passaggio, invertendo un topos già incontrato in diverse altre serie, gli ha infatti allungato un fazzoletto. Tanto basta al nostro eroe per voltare completamente pagina. A maggior ragione quando poi scopre che la fanciulla misteriosa, alias Anna Kobayakawa, frequenta il suo stesso istituto.

Tutto liscio, quindi? Ma manco per idea: Anna è marcata a uomo (anzi, a donna) da Mari, una compagna di classe con una visione piuttosto ossessiva (e possessiva) dell’amicizia. Per fortuna, Natsuki può contare sulla sua inseparabile combriccola di amici, sempre pronti a dargli una mano (anche quando non è richiesto).

C’è Tsuyoshi, il nerd dall’atteggiamento perennemente blasé nei confronti della vita (Hōtarō Oreki di Hyouka, ormai, docet). Troviamo poi Tomoya, il playboy belloccio del gruppo, prezioso dispensatore di consigli e fornitore di assist. Non poteva mancare, infine, un tocco di perversione: e qui arriva il serafico Keiichi, con le sue insospettabili tendenze sadiche. Per i quattro si preannunciano Rainbow days dai colori ancora più smaglianti del solito.

Era da secoli che non ci confrontavamo con uno scolastico etichettato come shojo. Rispetto agli omologhi shonen, in questa sottocategoria abbiamo sempre ritrovato qualcosa di più, e al tempo stesso qualcosa di meno. Naturalmente, i personaggi maschili sono in media un po’ più cool. E magari si evitano le vagonate di etto e di ano – pronunciati in modo incerto ed esitante – alla base di qualsiasi interazione con l’altro sesso.

Il rischio, d’altro canto, è sempre quello di un’idealizzazione eccessiva dei rapporti umani, al punto da sconfinare nella melensaggine à la Orange. In questo senso, Rainbow Days non è del tutto immune da sbandamenti occasionali. Ciò nonostante, il plot fondato sul rapporto complice e cameratesco del nostro quartetto di eroi, nel complesso, regge bene la prova.

Peccato, invece, per le ragazze: sanno un po’ tutte di anonimo, o di già visto fin troppe volte. Si salvano però Yukiko – la spigliata, adorabile, fidanzata di Tsuyoshi – e, in fondo, pure Mari. Scontrosa, umorale e fastidiosa come poche, se presa da sola. Ma irresistibile nei panni di una moderna bisbetica domata.

Nonostante qualche allusione, di sfuggita, a Honey and Clover, Rainbow Days si mantiene nel solco della leggerezza senza pretese. E se il motore della trama – ossia, l’immancabile conquista dell’oggetto amoroso – non basta a tenere in piedi la serie, in compenso le narrazioni interne al gruppo dei ragazzi regalano momenti più che godibili.

Punti di forza Adeguato il bilanciamento tra dimensione corale e dinamiche di coppia. Ben assortito il quartetto dei ragazzi.
Punti di debolezza La trama già leggera è talvolta spiacevolmente annacquata da alcune digressioni di scarsa utilità. Il comparto tecnico è piuttosto povero. Avviso a chi ha in antipatia i finali aperti: in questo caso, è addirittura spalancato. Volate al numero 7 del manga per continuare a seguire le vicissitudini di Natsuki & C.
Visione del mondo L’amicizia fa risplendere la gioventù di tutti i colori dell’arcobaleno.
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Anna e Natsuki
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