PLANETARIAN

Titolo PLANETARIAN
Titolo originale planetarian ~ちいさなほしのゆめ~ Planetarian ~Chiisana Hoshi no Yume~  (lett. “Planetarian ~il sogno di un piccolo pianeta~”)
Genere Drammatico, Fantascienza
Durata 5 episodi (14 – 24 min.)
Anno 2016
Regia Naokatsu Tsuda
Soggetto Yuichi Suzumoto (visual novel)
Sceneggiatura Naokatsu Tsuda, Shogo Yasukawa
Character design Eeji Komatsu (orig.), Hitomi Takechi
Musiche Shinji Orito, Tomohiro Takeshita
Una produzione David Production
In breve In un futuro post-apocalittico, un rottamaio giunto in una città ormai disabitata trova rifugio in un planetario. Qui incontrerà la custode della struttura, una ragazza robotica ignara degli stravolgimenti accaduti nel frattempo nel mondo esterno.
Planetarian - Yumemi sul proiettorePlanetarian è, in buona sostanza, un film artificialmente suddiviso in 5 episodi. Si tratta di un ONA (Original Net Anime) adattato da una visual novel della Key (Kanon, Air, Clannad). Due personaggi: un rottamaio e un androide dalle sembianze femminili. E due luoghi: una città abbandonata dopo una catastrofe che ha ridotto la Terra a un’area desolata, e l’interno di un planetario.

Qui il rottamaio incontra Yumemi, una ragazza robotica un tantino petulante. Poverina, non è colpa sua: lei non sa nulla di ciò che è successo al nostro pianeta, e tratta il rottamaio come il cliente tanto atteso negli ultimi decenni. Sulle prime, l’uomo è infastidito da tante inutili premure. E poi, non dimentichiamolo, ha ben altri problemi a cui pensare. Pian piano, però, si lascia condurre nel magico mondo delle costellazioni proiettate sulla volta del planetario.  E torneranno a galla l’umanità, la speranza e la compassione da troppo tempo soffocate, in un mondo dove non servono più a nulla.

Ogni trasposizione è inevitabilmente condannata a pagare il debito contratto con l’opera originaria. Ai fan della visual novel questo adattamento potrà piacere o meno. E potranno pronunciarsi a buon diritto sulla maggiore o minore fedeltà dell’anime. Tuttavia, limitiamoci in questa sede a valutare l’anime di per sé. Prendiamo pure atto dei presupposti dai quali è scaturita la genesi dell’operaTali presupposti possono magari risultare funzionali all’economia della sceneggiatura di una visual novel. Ma nel passaggio alla versione animata, ecco svelarsi tutti i limiti intrinseci che gravano sull’impalcatura di fondo. 

Affidare l’impatto emotivo di Planetarian al profluvio incessante delle battute di Yumemi non pare una scelta troppo azzeccata. Risultati migliori, in questo senso, si ottengono quando si opta per il ricorso al linguaggio non verbale (la pioggia, le stelle del planetario…). La sceneggiatura dell’anime si mantiene perlopiù coerente con se stessa. Il concept, benché non originalissimo, rimane comunque interessante. Solo, talvolta si inciampa in eccessi di descrittivismo. Con il rischio conseguente della caduta nel retorico.

Ciò nonostante, l’impressione globale è buona. La narrazione di questa favola delicata affronta male qualche curva particolarmente insidiosa, ma sostanzialmente rimane in carreggiata. E se non arriva prima al traguardo, senz’altro si guadagna un buon piazzamento. E chissà che anche a noi, come al burbero rottamaio, non torni la voglia di elevarci dalle quotidiane miserie per innalzare lo sguardo al cielo stellato. 

Punti di forza Benché il tema di fondo sia già stato usato e abusato, nella sua semplicità e brevità l’opera non manca di momenti di poesia. Peccato soltanto che…
Punti di debolezza … tali momenti a volte non riescano a trasmettere in modo efficace tutto il lirismo in essi racchiuso. Colpa forse della scarsità di personaggi e di scenari, che conduce la sceneggiatura a gestire certi esiti narrativi indugiando troppo nella teatralità.
Visione del mondo Per quanto l’umanità possa sprofondare nel caos e nella disperazione, dobbiamo sempre sforzarci di mantenere lo sguardo rivolto alle stelle.
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Planetarian - The Junker and Yumemi

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