NAGI NO ASUKARA

Titolo NAGI NO ASUKARA
Titolo originale 凪のあすから Nagi no Asukara (lett. “Dal quieto domani”)
Genere Commedia drammatica, FantasticoSentimentale
Durata 26 episodi (26 min.)
Anno 2013 (it. inedito)
Regia Toshiya Shinohara
Soggetto Project-118 (Toshiya Shinohara, Mari Okada et al.)
Sceneggiatura Mari Okada (composiz. serie), Akiko Waba, Hiroyuki Yoshino, Junji Nishimura, Michiko Yokote, Toshizo Nemoto
Character design Buriki (orig.), Yuriko Ishii
Musiche DEPAPEPE, Saigenji, Shunsuke Kawata, Yoshiaki Dewa, Zentaro Watanabe
Una produzione P.A.Works
In breve Shioshishio non è solo uno scioglilingua, ma anche un villaggio sottomarino, nel quale vivono Hikari, Manaka, Chisaki e Kaname. Costretti dalla chiusura della scuola sott’acqua a frequentare le lezioni sulla terraferma, entrano a più stretto contatto con il mondo in superficie. Ha inizio così un non sempre facilissimo percorso di integrazione fra terrestri e acquatici.
Punti di forza Grafiche e colonna sonora rendono in modo azzeccato l’atmosfera di placida malinconia e onirico incanto, in una storia dove il vero protagonista è il mare. Plot avvincente, con le diverse sottotrame sviluppate in modo fluido e ben bilanciato.
Punti di debolezza I personaggi – con qualche eccezione – risentono di una certa opacità, il che non contribuisce a renderli particolarmente memorabili. L’ultimo quarto della serie si concede qualche scivolata nello stucchevole.
Visione del mondo Barricarsi all’interno di un bozzolo di pregiudizi nei confronti di chi è diverso da noi non produce nulla di buono. Meno male che con l’amore e l’amicizia si riescono a superare tutte le divisioni.
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Nagi no Asukara - Chisaki, Kaname, Hikari e Manaka
Chisaki, Kaname, Hikari e Manaka. Da notare i pesci fluttuanti a mezz’acqua.

NAGI NO ASUKARA: QUANDO L’OKADA L’HA AZZECCATA

Una doverosa premessa: quando critichiamo Mari Okada, lo facciamo senza alcun livore. Più o meno come quando, a un pranzo di famiglia, ci si mette a sparlare della cugina impicciona. O dell’inquilino del terzo piano, con quei tic così ridicoli. Alla fine, zia Mari sa far bene il suo lavoro. E i difetti delle sue sceneggiature sono ormai diventati un inconfondibile marchio di fabbrica.

C’è però un’opera scritta da lei in cui, udite udite, il melodramma è contenuto nei limiti dell’accettabile. Le battute suonano credibili e genuine. E le svolte psicologiche dei personaggi riescono a trovare una giustificazione nell’ambito dell’economia della trama. Stiamo parlando di Nagi no Asukara, una delle serie animate più belle cui Mari Okada abbia messo le mani. Stavolta, niente scolastici alla Toradora! o slice alla HanaIro. Al contrario, siamo proiettati in un’atmosfera quasi fiabesca.

Al largo delle coste di una cittadina di pescatori sorge il villaggio di Shioshishio. No, non si trova su un’isola, come si potrebbe pensare, bensì in fondo al mare. Esiste infatti una vera e propria civiltà subacquea, composta da esseri in tutto e per tutto uguali a noi umani. Solo, hanno gli occhi color dell’oceano. E sono dotati di una membrana trasparente che permette loro di respirare sott’acqua.

Nagi no Asukara - Shioshishio - Panorama
Veduta di Shioshishio.

Gente di Shioshishio

Purtroppo, a Shioshishio non c’è molto lavoro. Si fan sempre meno figli, e i giovani fuggono in superficie. Quando la scuola sottomarina chiude per carenza di iscritti, i quattro adolescenti protagonisti sono costretti a completare il loro percorso formativo sulla terraferma. C’è Hikari, il leader del gruppo. Collerico e impulsivo, ma all’occorrenza generoso e altruista. Tratta come una sorellina cretina l’amica Manaka, e non si accorge della cotta che Chisaki ha per lui. Questo suscita la tacita gelosia di Kaname, l’elemento introverso e riflessivo della brigata.

Il confronto con i nuovi compagni di classe si rivelerà all’inizio problematico. Con la notevole eccezione del giovanissimo pescatore Tsugumu, di cui Manaka si innamora a prima vista. Anche Akari, la sorella maggiore di Hikari, vive una storia complicata con un uomo del mondo di sopra. Tutto ciò contribuisce ad alimentare la nomea di maiali attribuita dagli abitanti di Shioshishio ai terricoli, accusati di “rubare” le donne degli acquatici. Dal canto loro, gli umani sono stanchi dell’invasione dei pesci, come sono soliti chiamare gli abitanti del villaggio sottomarino. E propongono soluzioni alla Salvini per arginare l’ondata di emersioni.

Come spesso accade, i ragazzi si dimostrano molto migliori degli adulti. Se i genitori passano il loro tempo a discutere animatamente del nulla, i figli superano in fretta i motivi di incomprensione trasmessi dalle famiglie. Tsumugu è letteralmente affascinato dalla civiltà sommersa di Shioshishio. Desidera capirla, conoscere i suoi abitanti, esplorare a fondo i loro usi e costumi.

Hikari, invece, sulle prime non vede di buon occhio il bel pescatore per il quale Manaka ha perso la testa. E vorrebbe pestare per bene il fidanzato della sorella, da lui considerato un vile seduttore da strapazzo. Si ricrederà ben presto su entrambi. Col tempo, rivaluterà i compagni di classe e, più in generale, gli abitanti della terraferma.

Nagi no Asukara - Hikari con Tsumugu e Itaru
L’irruenza di Hikari con Tsumugu (a sinistra) e con l’aspirante cognato Itaru (a destra).

Largo ai giovani

Nagi no Asukara è, prima di tutto, un’incantevole favola moderna sulla difficoltà del “restare umani”, come diceva Vittorio Arrigoni. Riuscirci significa, in primo luogo, superare gli steccati artificiali che spesso si innalzano tra uomo e uomo. Da una parte troviamo l’ostilità dei terrestri nei confronti del diverso. Per contro, gli acquatici sono forse ancora troppo legati a tradizioni che non tengono in debito conto le esigenze del cuore.

Entrambi i popoli, ciascuno a suo modo, patiscono le conseguenze della medesima mentalità conservatrice. Solo la cooperazione e l’apertura reciproca garantiranno un futuro alle due comunità, minacciate da uno stesso pericolo che incombe sopra le teste di tutti. In Nagi no Asukara, il sentiero da percorrere sarà tracciato dalle nuove generazioni. Ad esse lo script della Okada (& co.) affida la speranza per il quieto domani del titolo.

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