ASATTE NO HOUKOU

 Titolo ASATTE NO HOUKOU
Titolo originale あさっての方向 Asatte no Houkou (lett. “La direzione del dopodomani”*)
Genere Drammatico, Fantastico, Sentimentale
Durata 12 episodi (25 min.)
Anno 2006 (it. inedito)
Regia Katsushi Sakurabi
Soggetto Seishi Minakami
Sceneggiatura J-ta Yamada
Character design Ikuko Itō
Musiche Shinkichi Mitsumune
Una produzione J.C.Staff
In breve Karada non vuole sentirsi un peso agli occhi del fratello che si occupa di lei. Shoko vive la sua giovinezza col rimpianto di un grande amore perduto. Finiranno per desiderare di avere l’una l’età dell’altra. La pietra di un piccolo tempio realizzerà le loro preghiere.
Punti di forza Un episodio tira l’altro, complici l’elemento soprannaturale e le sofferenze spesso taciute dei personaggi, che contribuiscono a creare un orizzonte d’attesa e di tiepido mistero.
Punti di debolezza La storia si regge fin troppo sulla casualità degli incontri dei personaggi, artificiosamente legati gli uni agli altri. L’esperienza formativa cui lo scambio dei corpi dà luogo lascia qualche perplessità.
Visione del mondo Il coraggio di affrontare la vita senza ricercare una fin troppo facile via di fuga dalle proprie responsabilità.
Nota *L’espressione giapponese Asatte no Houkou è un modo di dire difficilmente traducibile in italiano. Suggerisce l’idea di guardare al dopodomani lasciandosi sfuggire, invece, il domani. In altre parole, affrontare un problema soffermandosi sui punti assolutamente irrilevanti, e trascurando per contro gli aspetti realmente significativi.
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Asatte no houkou recensione

ASATTE NO HOUKOU, O DELL’ETÀ INCERTA

Karada ha 12 anni ma sembra ancora una bimbetta. Tetsumasa, suo compagno di classe, viene spesso scambiato per uno studente universitario. I ventiquattrenni Hiro e Shoko, l’altra coppia (o meglio ex coppia) della serie, sono invecchiati precocemente. O perlomeno questa è l’impressione che danno.

Lui è rientrato dagli Stati Uniti per prendersi cura della sorella, rompendo i rapporti con lei tramite cartolina. Sciatto, apatico e buono a nulla il primo, quanto fredda, disincantata e scorbutica la seconda. Queste le premesse di Asatte no Houkou, ovvero come il tempo agisce sui personaggi, irridendoli pure.

Kanada vorrebbe crescere in fretta per non essere un peso per il fratello. Shoko probabilmente non crede che il tempo curi tutte le ferite. L’unico modo per superare la sua delusione d’amore potrebbe essere quello di tornare bambina. Un’età non certo felice per lei, ma almeno allora sapeva convivere meglio con la solitudine. E, soprattutto, Hiro non esisteva nel suo cuore.

A dire il vero, la serie non rivela se la trasformazione di Shoko sia dovuta a una sua eventuale richiesta alla “pietra dei desideri” o a un’effetto collaterale della preghiera esaudita di Karada. Di fatto, nessuna delle due è soddisfatta della propria età: né di quella effettiva, né tanto meno della nuova età biologica.

Tutto lascia intendere, in Asatte no Houkou che non ci si può sbarazzare dai nodi irrisolti della propria vita. Non resta che affrontare i pesi che portiamo. Karada prova a scappare dal fratello rifugiandosi in una pensione, ma nemmeno l’allontanamento spaziale può sbrogliare la matassa. È l’animo che si deve cambiare, non il cielo, suggeriva Seneca.

Asatte no Houkou - Tetsu e Karada

In questo senso, Tetsumasa è il personaggio che si propone, nella sua impulsività, di ricongiungere animo e cielo. Anche lui, come Shoko, riceve una cartolina. Non è di addio, ma rappresenta comunque un invito a mettersi il cuore in pace. Karada gli comunica che si trova da certi suoi parenti e che sta bene.

Ma Tetsumasa non è per niente rassicurato dalle parole dell’amica e, senza darsi pace, monta sulla sua bicicletta o prende il treno per andarla a cercare. Potrebbe non riconoscerla, ma sarà capace di trovarla ovunque. In fondo ha dodici anni, ma sembra più grande per la sua età. Ed effettivamente ha un atteggiamento più maturo dei veri protagonisti della storia.

E, a proposito di età, chi  riesce veramente ad aiutarlo nella ricerca, spronandolo (come fa la sorella) o accompagnandolo (come fa la cugina) non sembra né più giovane né più vecchio. In altre parole, le due giovani parenti dimostrano fondamentalmente l’età che hanno.

Per finire, non si può non menzionare l’ex professore che gestisce la pensione. I motivi per cui abbia abbandonato la scuola non ci vengono spiegati. Rimane tutto molto sfumato. Lo spettatore si domanda se le ragioni del suo licenziamento dipendano o meno da qualche incidente di percorso. Che sia riuscito a fare i conti col proprio passato? Sicuramente, conserva ancora l’animo di un bambino e, a quanto pare, riesce a dedicarsi con serenità alle sue passioni. Ancora una volta l’età anagrafica non corrisponde a quella dello spirito.

A ben vedere, si potrebbero instaurare dei parallelismi con i film di Makoto Shinkai. Basti pensare allo scambio dei corpi di Your Name o alle distanze spazio-temporali che separano i personaggi, come in 5 cm al secondo. In Asatte no Houkou però i protagonisti non riescono veramente ad allontanarsi. Anche se in corpi diversi dai propri, nonostante gli sbalzi d’età e a chilometri di distanza, sono destinati (o, meglio, costretti) a ritrovarsi. E a questo punto non ci si può più sottrarre.

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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