TRIBUTO A GUIDO MARTINA

Il mese scorso ci siamo abbandonati ai ricordi con Orange Road. Oggi vi proponiamo un pezzo scritto nel 2006 per un altro sito e non più disponibile. A proposito di nostalgia, sono stato un collezionista di Topolino e il mio autore preferito era e rimane Guido Martina. Dodici anni fa, ho voluto rendergli omaggio, anche perché in rete non avevo trovato notizie o curiosità che lo riguardavano (a parte un brevissimo trafiletto biografico). Non che la situazione sia migliorata nel tempo. Manca ancora un’opera di critica e analisi sui suoi innumerevoli lavori, come fa notare Gianfranco Gori su Anonima Fumetti. Mi fa piacere sapere almeno che il comune di Carmagnola e Roma gli abbiano dedicato una via! 

Ci tenevo a inaugurare prima o poi uno spazio del sito dedicato non solo agli anime. Voglio inoltre credere che questo mio contributo, bio-bliografico ma soprattutto affettuoso, possa risultare ancora di utile consultazione per gli estimatori del “professore”.

Un omaggio a Guido Martina, il più grande e prolifico sceneggiatore di Disney Italia, famoso per L’Inferno di Topolino

Guido Martina caricatura di Paolo LimidoUna volta avanzai la proposta di dedicare un reparto della biblioteca di Carmagnola al professor Guido Martina, ma purtroppo il sindaco non ebbe la gentilezza di rispondere alla lettera d’un ragazzino di tredici anni appassionato di fumetti.

Ho scelto questo aneddoto come introduzione al mio tributo al grande sceneggiatore nato per l’appunto a Carmagnola (Torino) il 9 febbraio 1906 e ricordato più per le sue storie, alcune immortali come L’inferno di Topolino (la storia italiana più conosciuta all’estero), che per le sue lezioni di letteratura e filosofia, anche se nelle oltre mille avventure Disney che portano la sua firma, molti sono i riferimenti a vicende storiche, alle pietre miliari della letteratura, e perfino al pensiero di certi filosofi antichi (una per tutte Paperino e la botte di Diogene).

Anche se soprannominato “Professore”, non dedicò molti anni all’insegnamento. Prima di incominciare la collaborazione con Topolino nel 1938, si trasferì a Parigi e realizzò, in qualità di regista e sceneggiatore, documentari per cinque anni.

In Disney ha tradotto le storie americane di Carl Barks, e probabilmente è suo il termine “Bassotti” (della banda Bassotti), così come è sua la versione italiana dei nomi di alcuni personaggi della banda disney; fu lui infatti a battezzare il geniale inventore di paperopoli Archimede Pitagorico e il papero più ricco del mondo, dall’originale Scrooge di derivazione dickensiana, Paperon de Paperoni!

A quei tempi collaborava con l’EIAR (oggi RAI) occupandosi della rubrica radiofonica “Rivistina”.

La prima storia Disney che scrisse è Topolino e il cobra bianco iniziata su Topolino giornale 713 del 16 Ottobre 1948 e conclusa sul primo numero di Topolino dell’aprile 1949. I disegni sono di Angelo Bioletto che firmò insieme a Martina, nei numeri dal 7 al 12, anche la parodia Disney dell’Inferno di Dante.

Guido Martina e L’Inferno di Topolino

Ritengo doveroso citare L’Inferno di Topolino, un capolavoro assoluto, per soffermarmi sulla brillante sceneggiatura, anzi verseggiatura, che rese grandissimo Guido Martina. Ogni vignetta contiene una o più terzine con versi endecasillabi in rima incatenata (ABA/ BCB), proprio come nell’opera originale. Scelgo a caso data la difficoltà di stabilire quali siano le migliori terzine (si legge anche una sorte di legge del contrappasso!):

Comparve poi la dolce Biancaneve,

Che fè un materno cenno di carezza

Di quei rottami sull’ammasso greve.

 

E tosto con un grido d’allegrezza

Dal legno si sdoppiarono i ragazzi

Rinati da quel cenno di salvezza.

 

“Se in vita per amore dei sollazzi,

Così la buona fata prese a dire

Con grave danno siete stati pazzi,

 

Da questo luogo vi farò fuggire

A patto che giurate a capo chino

D’esser buoni e studiosi in avvenire!”

(CANTO XV)

Inferno di Topolino - Guido MartinaÈ solo un assaggio, ma già si può notare la destrezza di Guido Martina nel mescolare poesia e umorismo, e la ricerca della rima, mai banale: è raro infatti l’uso delle rime tronche, che personalmente non amo.

Ma parlando più nello specifico della storia, la prima grande parodia Disney, presenta già tutte le caratteristiche del Martina che verrà: le “monellerie” che distinguono alcuni personaggi (Topolino che rifiuta di togliere i biglietti da diecimila che infiammano tanto l’ex cassiere Squick, i bambini che si vendicano della loro insegnante di matematica menandola, prendendola a martellate…), le situazioni comiche e surreali che vivono i protagonisti, la critica al sistema scolastico ( i professori tra i dannati!), il ritmo cinematografico, la satira sociale

Anticipa Marcello Toninelli, autore di una Divina commedia a fumetti in chiave umoristica, ma per il Giornalino. Anche con Marcello (usa solo il nome per firmare la parodia delle tre cantiche) si ride, ma è una storia più moderna e fedele al testo originale.

Ma continuando a scrivere sui primi anni di Guido Martina in Mondadori, è fondamentale sapere che per anni fu il solo sceneggiatore disney italiano, e che curò molte rubriche come Le confidenze di Gambadilegno, una delle più simpatiche e “pedagogiche”. Ogni settimava veniva proposta una pagina di diario del nemico preferito di Topolino, dove il lettore poteva apprendere molte notizie e curiosità (sapevate che il nandù non ha la coda?)

Un’altra rubrica che si può trovare dal primo numero di Topolino, e curata da Guido Martina, è Io so quasi tutto. Pippo risponde alle domande dei suoi lettori (compito che qualche anno dopo spetterà a Mike Bongiorno!). Il professore si serve raramente delle lettere che arrivano in redazione. Non sono molte in effetti e la maggior parte non pongono quesiti di interesse generale. Il più delle volte si inventava le domande attribuendole ai lettori che avevano scritto.

Ma Martina era soprattutto un autore attivissimo, nel 1949 inventa Pecos Bill, famoso eroe del fumetto western italiano, e tre anni più tardi il meno popolare Oklahoma. Collaborava anche con altri fumetti come Tiramolla e Cucciolo e con il celebre Marc’Aurelio e il Bertoldo, entrambe riviste satiriche (ha scritto inoltre qualche cineromanzo per il Vittorioso). Va ricordato che scrisse diversi romanzi e racconti per ragazzi (Tramonto ad EstLa storia del nostro amico Satellite) aggiudicandosi nel 1957 il premio Bancarellino.

Paperino e la scuola degli enigmi (e del sadismo)

Paperino e la scuola degli enigmi - Guido MartinaPerò il suo nome si associa immediatamente a Topolino. Non bisogna dimenticare che è stato il più prolifico sceneggiatore disney. Oltre mille storie! Sul numero 222 del 10 novembre 1959, Guido Martina pubblica un altro suo capolavoro: Paperino e la scuola degli enigmi, disegnata da Giulio Chierchini. Il lettore capisce che la storia non può essere ambientata ai giorni d’oggi, come si legge nelle note di Leonardo Gori e Massimo Marconi sul volume in edizione limitata di Top1959:

La scuola dei nipotini non è speciale: nel 1959, in Italia, l’anno scolastico cominciava proprio ai primi di ottobre

La didascalia che apre la storia infatti informa il lettore che le vicende sono ambientate nei primi giorni di ottobre e Qui, Quo, Qua sono ancora in vacanza. Ma non è tutto, osservano ancora Gori e Marconi:

Nel 1959 le punizioni corporali sono ancora all’ordine del giorno, ma già qualche anno dopo un comportamento simile sarebbe stato inammissibile.

Qui i tre nipotini “assaggiano le nespole” ovvero le bastonate di Paperino. Per il resto la storia propone una sfida di indovinelli tra Qui, Quo,Qua e Paperino. Indovinelli, o enigmi, molto simpatici e spiritosi che servono, da entrambe le parti, per dar sfogo al “sadismo” dei personaggi. Ad esempio, Paperino promette che comprerà un gelato per uno. E ci tiene a specificare che ne prenderà uno per uno. Ne compra però solo uno per sé. E non ha ingannato i nipoti, nella sua ottica, perché uno per uno in matematica fa uno! E questa è forse la più innocua!

L’umorismo più tagliente di Martina è messo in mostra proprio con questa avventura. Ci sono inoltre molti strafalcioni linguistici voluti dall’autore. I tre nipotini non sanno scrivere correttamente parole come “segreto”.

Altre storie e altri personaggi di Guido Marina

Guido Martina era sposato con un’altra sceneggiatrice di fumetti: Renata Rizzo. 36 Storie disney sono state attribuite a lei da Franco Fossati. Nell’elenco Inducks portano invece la firma del marito.

Tra queste Il doppio mistero di Slim Magretto e la casa degli svedesi del 1967 e pubblicata sui numeri 602 e 603. Ed è una storia che da piccolo mi piacque molto, la lessi per la prima volta su un Grande classico che poi persi. Si tratta di un divertente giallo diviso in capitoli, con personaggi bizzarri, tipici in Martina. Tra questi, l’investigatore francese che ricorda l’ispettore Clouseau con l’immancabile pipa e il suo cane poliziotto travestito da cervo per non dare nell’occhio! Il gangster svedese che continua a ripetere: “Poco ma sicuro”. Arricchiscono la storia colpi di scena, gag, equivoci, come i fiammiferi svedesi lasciati cadere per sbaglio dall’ispettore Giorgio e che insospettiscono Paperino e i nipoti sulla sua presunta colpevolezza.

Romano Scarpa, che è il disegnatore di questa storia, in una intervista descrisse il fumetto in questi termini:

Io non potrei definirlo in altra maniera che un delizioso modo di svagarsi, di evadere dalle incombenze, per uno che lo legge, naturalmente…

Questa definizione sembra calzare a pennello con questa storia.

Paperinik e il diaboliko vendicatore - Guido MartinaDue anni dopo, nei numeri 706-707 del 1969, Guido Martina e Elisa Penna scrivono Paperinik e il diabolico vendicatore, e nasce l’eroe paperopolese, alter-ego di Paperino. La k finale era un classico dei fumetti di quel periodo: Diabolik, Satanik, Kriminal. In televisione Johnny Dorelli interpreta Dorellik. Altri eroi di Martina: Paperinika, Topolino Kid e Pippo Sei-Colpi.

Paperinik rappresenta il riscatto dello sfortunato Paperino, personaggio che ha incontrato un successo di pubblico tale da dedicare al paladino di Paperopoli una rivista con le sue avventure.

Non si può non menzionare infine Storia e gloria della dinastia dei paperi, la prima storia kolossal italiana, apparsa su Topolino degli anni settanta, in otto puntate, dal numero 749 al 756, e disegnata da Scarpa (la prima, la quarta, la sesta, la settima e l’ottava puntata) e da Giovan Battista Carpi (la seconda, la terza e la quinta puntata). Narra, in contrasto con l’albero genealogico di Barks,le vicende della famiglia dei paperi dall’antico Egitto all’epoca della corsa all’oro nel Klondike.

Dopo questa saga, di indubbio valore artistico, molti sceneggiatori disney continueranno a scrivere degli avi paperopolosi, magari tramite le lezioni storiche di Pico. Altre storie memorabili di Guido Martina da recuperare  assolutamente sono Paperiade (TL 202-204, disegni di Luciano Bottaro), Paperino e l’oro di Reno, ovvero l’anello dei nani lunghi (TL 210-212, disegni di P.L De Vita), Paperopoli liberata (TL 598-599, disegni di G.B. Carpi), Paperino e il revival dell’indipendenza (TL 1077-1078, disegni di G.B. Carpi), Colombo Story (TL 1452-1454).

Guido Martina si spense il 6 maggio del 1991. Negli ultimi anni della sua vita si dedicò al progetto di una Storia d’Italia.

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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