UNA GIORNATA A LUCCA COMICS 2017

Questa è la cronaca del mio viaggio a Lucca Comics.

Lucca Comics 2017 - Raduno di Cosplayers

In origine dovevo partire l’1 per tornare il 4, e invece motivi personali mi hanno costretto a trattenermi a Milano fino al primo pomeriggio del 3. Di conseguenza, il tempo effettivo da me trascorso a Lucca è stato inferiore alle 24 ore. Poco importa, ho imparato un sacco di cose utili per i prossimi Lucca Comics. Prima fra tutte: mai andare alla biglietteria accanto al piazzale della stazione, se non si vuole tirar notte. Ce n’è una più defilata dopo il sovrappasso pedonale di via Civitali, in via Consani. Meglio optare per quella.

Lucca Comics 2017 - BraccialettiPer chi fosse alla sua prima volta, come il sottoscritto, si risparmiano tempo e code acquistando il biglietto in prevendita. Non è necessario stamparlo: come in treno, basta esibire il PDF da cellulare. Vi daranno quindi un braccialetto di colore diverso per ogni giorno della manifestazione e dovrete mostrare ad ogni ingresso nei padiglioni sia biglietto che braccialetto. Meglio comunque stampare, perché farete un sacco di foto e la batteria del cellulare non reggerà a lungo. Già, ma voi siete organizzati e avete un caricabatterie portatile. Ah beh, allora…

Le premesse

I miei compagni di nerdaggine sono già partiti all’alba dell’1. Li raggiungo prendendo il treno nel primo pomeriggio del 3. Intercity da Lodi a Prato e poi regionale per Viareggio da Prato a Lucca. Sul treno ascolto le conversazioni, ma sembra che tutte vertano su un solo argomento: Lucca Comics. Anche l’insospettabile ragazza seduta accanto a me, intenta a leggersi una biografia in inglese di Isadora Duncan, si rivela una cosplayer. “Porto Beverly di It” mi spiega. “Ah, io porto Miroku di Inuyasha” ribatto.

Lucca Comics 2017 - Cosplay da MirokuPiù che porto, farei meglio a dire “porterei”. Perché ho appena sentito Rachi, l’organizzatrice – tesoriera – tuttofare del nostro gruppo e ho scoperto di aver capito male. Non si torna domenica 5, ma sabato 4. E il check-out dall’appartamento che abbiamo affittato al Lido di Camaiore è sabato mattina, perciò non c’è tempo per rientrare a cambiarsi. Quindi portare il cosplay sarebbe più un impiccio che altro. Poco male: è vero che ho portato tutto in un valigione ingombrante, ma ho dimenticato la parrucca. Amen, si vede che era destino.

Arrivo, se Dio vuole, con un ritardo di 17 minuti a Lucca alle 19,46 di venerdì sera. Rachi e gli altri mi aspettano. C’è Guzza, c’è Tony, c’è Davide. Non c’è molto tempo per i convenevoli. Siamo attesi per cena dalla signora Maria, amica di famiglia di Rachi. La signora è di un’ospitalità squisita. Ha preparato un banchetto nuziale apposta per noi. Rendiamo degno onore tanto al cibo quanto al vino della casa: fa 14 gradi e mezzo, ma scivola giù benissimo. Anche troppo, io e Davide finiamo per ritrovarci in una sorta di gara a chi spara più cazzate. Rachi ci rivolge ogni tanto un’occhiata di compatimento, Guzza se la ride, mentre Tony è l’alfiere della decenza, e questo ruolo gli riesce pure bene.

Si entra nello spirito di Lucca Comics

Lucca Comics 2017 - Connect, la mia svegliaDopo un’emozionante serata trascorsa a scoprire i segreti più reconditi e inquietanti gli uni degli altri giocando a obbligo o verità – con nessuno che sceglie l’obbligo – andiamo finalmente a dormire. Chiedo a Rachi a che ora ci sveglieremo la mattina dopo, cioè tra poche ore. “Le sette e mezza” risponde lei. E alla mia proposta di puntare pure io la sveglia (per la cronaca: Connect, ossia la OP di Madoka Magica) per sicurezza, mi replica di non preoccuparmi: c’è già la sua e basta e avanza. Il fato vorrà che lei si dimentichi di attivare la sua sveglia e io di disattivare la mia. Alle sette e mezza udiremo le ClariS cantare a squarciagola kawashita yakusoku wasurenai yo me wo toji tashikameru

Una volta svegli (si fa per dire) mettiamo a posto tutto e prepariamo i bagagli. Si parte finalmente per Lucca Comics. Un’ora e tre quarti circa per arrivare dal Lido di Camaiore alla stazione di Lucca (27 km, tutti di autostrada) dove abbiamo il posto macchina prenotato. Comprensibile: è sabato, la giornata clou. La gente è a casa dal lavoro e per domenica è previsto il nubifragio, perciò tutti si sono affollati il 4. La mia giornata è piuttosto piena. Più che i padiglioni, mi importa sfruttare l’occasione per conoscere persone che ora sono soltanto amici virtuali con cui condividiamo interessi su Facebook.

Da Matsumoto a Makoto

Mangio un hotdog con gli altri sulla passeggiata delle mura, e poi ci dividiamo. Appuntamento nel tardo pomeriggio per il rientro. Il tempo è abbastanza buono, il sole va e viene ma la temperatura è gradevole. Nella moltitudine di cosplayer, un ricordo della mia infanzia: Maetel – o Maisha, come preferite – di Galaxy Express 999, la straziante e bellissima saga di Leiji Matsumoto.

Lucca Comics 2017 - Lo stand Dynit

Mi reco al padiglione Napoleone, allo stand Dynit in cui campeggia una gigantografia dedicata a Your Name. Il film ha poi uno stand tutto per sé poco più in là. Ma per quanto sia affezionato a Makoto Shinkai, non compro nulla. Ci penseranno i miei fratelli, a Natale. Per il momento, sarò paziente. In realtà, il padiglione Napoleone per me è solo un luogo di incontro con Kihara, una fanciulla da me ribattezzata così in onore di uno dei personaggi di Toradora! Le faccio compagnia mentre pranza seduta sul basamento della statua di Garibaldi e discutiamo assieme del nostro adorato Mawaru Penguindrum, io con la mia giacca beige, lei in cosplay da Ookurikara di Touken Ranbu. Mi presenta una sua amica, probabilmente una delle più splendide Rem (di Re:Zero, ovviamente) che abbia mai contemplato.

Tra piramidi e pennelli

Lucca Comics 2017 - Kim Jong-Un e Trump
Anche Kim Jong-un e Trump non si sono persi Lucca Comics

Ma tempus fugit, come dicevano gli antichi Romani, e io devo ancora vedermi, al baluardo di San Regolo, con Manuela, un’autrice di fanfiction di Inuyasha che adora Rumiko Takahashi. Mi aspetta vestita da Ranma sulle mura, presso la piramide di Assassin’s Creed Origins. Ci facciamo un ultimo giro per Lucca, dove ingorghi pedonali ci costringono a fermarci ogni mezzo minuto per evitare di perderci di vista. Passa un cosplayer vestito da imbianchino della mitica pubblicità del Pennello Cinghiale, con tanto di megapennellone dietro. La gente gli fa largo disponendosi su due ali intorno a lui: è un grande, e il popolo del cosplay gli tributa il rispetto che si merita.

Faccio ancora una scappata al padiglione della Bonelli in cerca di ispirazione, guidato dalla mia passione per Tex, Dylan Dog e soprattutto Volto nascosto, che mi ha regalato lo pseudonimo che uso. Ma ormai si è fatto veramente tardi. Rachi e gli altri mi aspettano. Incastro alla bell’e meglio la mia valigia in stile Tetris nel bagagliaio della macchina e mi infilo dietro a sinistra. Davide spara sempre cazzate insieme a me, dal posto del passeggero. Tony si dimostra sempre una delle poche persone rispettabili che io conosca. Guzza se la ride. Rido anch’io, tra un microsonno ristoratore di pochi minuti e l’altro. Ventiquattr’ore scarse, ma tra le più intense di questo 2017.

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