LA VITA NON È UN ANIME (O FORSE SÌ?)

Lo scollamento tra vita e anime, raccontato da La malinconia di Haruhi Suzumiya, Oregairu, Come dopo la pioggia e altre serie.

Dalla Malinconia di Haruhi Suzumiya in poi, si è incominciato a delineare un nuovo tipo di protagonista maschile degli scolastici: disincantato, isolato, sarcastico e passivo (e altre qualità definibili col prefisso privativo). Sembra ormai lontano il “suono gentile delle campane” che ha accompagnato l’adolescenza di Kyosuke di Orange Road, o il titanismo di Video Girl Ai, inscenato dalla battaglia eroica tra chi crede ancora nell’amore e chi lo rifiuta.

Nelle serie dell’ultimo decennio invece, domina la delusione delle aspettative, lo scollamento tra vita e anime ben esemplificato dalle parole di Kyon:

Rispetto al mondo ordinario, in cui mi svegliavo ogni mattina e che salutavo ogni notte quando andavo a dormire, quello ritratto nei racconti di anime e manga era decisamente più affascinante.  

L’adolescenza non solo è scandita dalla noiosa routine di tutti i giorni, ma è soprattutto una menzogna, se non addirittura la manifestazione del male. O così perlomeno ci avverte il cartello d’apertura di Oregairu, portavoce dei pensieri di Hachiman. La vita di un quindicenne sembra ben diversa da quella raccontata dagli anime. Non ci sono esper, alieni o viaggiatori del tempo. Ma non trovano spazio nemmeno i sogni o quel primo bacio che sa di limone.

Il torpore esistenziale accompagna una vita senza slanci. “Non fare nulla che non sia costretto a fare, e se proprio devo fare qualcosa, meglio sbrigarla in fretta” è il motto di Oreki, l’ombroso protagonista di Hyouka. L’elenco potrebbe continuare, senza parlare dei casi patologici degli hikikomori che sono diventati una realtà sempre più presente nelle serie dell’ultimo decennio.

Tra i protagonisti non più adolescenti che devono fare i conti con la realtà, troviamo Kondo di Come dopo la pioggia. Da studente universitario non era ancora così disincantato come i vari Kyon, Hachima e Oreki. Sognava di rivoluzionare la letteratura contemporanea con i suoi libri, ma è finito a gestire una tavola calda, dopo aver guastato la sua vita matrimoniale a causa di questa sua passione ossessiva. Iconica è l’immagine riproposta più volte di lui che fuma una sigaretta, guardando distrattamente fuori da una finestra un acquazzone estivo.

La discrepanza tra aspirazioni artistiche ed esigenze economiche tormenta anche i personaggi maschili di Honey and clover. Non tutti diventeranno grandi artisti, ma tutti sono chiamati ad affrontare le necessità della vita.

Anime e vita - Inuyasha

Ma come ricomporre questo scollamento tra anime e vita? Già in Inuyasha si potevano cogliere i segni di questo malessere. Diciamoci la verità, Kagome preferisce restare nell’era Sengoku, non solo per amore di un demone cane, ma anche perché il medioevo giapponese si rivela molto più avventuroso di un tema in classe.

A pensarci bene, nei rari momenti in cui la vediamo in famiglia o a scuola, la serie cala di interesse. Lo spettatore percepisce la vita ordinaria in cui è immersa Kagome, contesa tra compagne pettegole e un loffio spasimante. Non tutti però possono calarsi dal pozzo di un tempio shintoista e tornare all’epoca feudale degli stati belligeranti. Dobbiamo quindi rassegnarci alle nostre miserie quotidiane?

Una tendenza (non sempre positiva) è quella di idealizzare la realtà. School days porta alle estreme conseguenze il bovarismo di Kotonoha. La ragazza che sogna una storia d’amore molto romanzata, dovrà scontrarsi con le esigenze ormonali di Makoto. In Re:Zero, al contrario, si assiste alla fuga dalla realtà come reazione alla grettezza della vita. Subaru, catapultato in un universo fantasy, non si scompone affatto di vedere draghi, streghe e demoni. Tutt’altro, ne è davvero entusiasta! Noi di meno, perché ci aspettavamo alternative più costruttive. Ce ne sono?

Una soluzione ci viene offerta dai teneri protagonisti di Takagi-san. Si tratta di due studenti di scuola media che hanno un modo tutto particolare di relazionarsi. Si punzecchiano a vicenda con scherzetti a cui, in realtà, abbocca soltanto lui. Takagi infatti sembra capace di prevedere ogni mossa degli ingegnosi piani dell’amico. Ed è in questo modo che la quotidianità dei due ragazzini si scardina dai suoi prevedibili binari e diventa quasi arte. Entrambi hanno una ragione per svegliarsi la mattina, che interessa l’intelligenza, la creatività e (perché no?) l’amore.

Anime e vita - Takagi-san

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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