HIKIKOMORI, QUESTI SCONOSCIUTI

Hikikomori, un fenomeno non solo giapponese. Conosciamoli meglio, anche attraverso gli anime.

Hikikomori - Dizionario

Hikikomori non è una parola coniata negli anni Duemila, figlia di un’epoca malata di internet, social e smartphone. Già in un dizionario giapponese-portoghese risalente al 1603 troviamo la voce Fiqicomori, tradotta come recolherseestar encerrado. Ossia mettersi in disparte, stare rinchiuso. Il fenomeno è però esploso in tutta la sua virulenza solo negli ultimi decenni. Sicuramente, la tecnologia disponibile al giorno d’oggi consente a molti adolescenti (e non) di chiudersi nella propria camera ricreando una comfort zone in cui sentirsi al sicuro. Computer con prestazioni inimmaginabili fino a pochi anni fa, schermi Full-HD e connessioni a banda larga permettono agli hikikomori di ricreare un mondo fittizio. Una realtà percepita come alternativa e migliore rispetto alla dura e prosaica vita di tutti i giorni.

Come trascorre la giornata un hikikomori? Presto detto: videogiochi e chat, serie (animate o meno) e fumetti. E tante lunghe dormite. Quando non si debbano aggiungere, per completare il quadro, droghe e psicofarmaci. Se sta ancora con i genitori, è spesso accudito in tutto e per tutto dai familiari. Diventa in certi casi una specie di murato vivo incapace di aprire porte e finestre. La drammaticità di tale condizione è racchiusa nell’immagine del vassoio con il pasto lasciato sulla soglia dell’uscio, in attesa di essere ritirato. Ma un hikikomori può anche vivere da solo: spesato dalla famiglia, ovviamente. In tal caso, il soggetto si concede sporadiche uscite per raggiungere il negozio più vicino, dove rifornirsi di cibi precotti.

Hikikomori - Subaru Natsuki
Subaru Natsuki durante una visita notturna al konbini, nell’incipit di Re:Zero

Italian hikikomori

Un problema solo giapponese? Niente affatto. Le dinamiche alienanti che contraddistinguono la società nipponica favoriscono questo processo autodistruttivo, è vero. Ma la piaga si è estesa ben oltre i confini dell’arcipelago. Anche il nostro Paese non ne è rimasto immune. Ad esempio, nel novembre 2016 si è registrato in Emilia Romagna un aumento del numero di ragazzi che smettono di frequentare, si ritirano del tutto dalla scuola e scelgono di chiudersi nella loro camera.

Spesso questa scelta da parte dei giovani avviene dopo una bocciatura, per le relazioni difficili con i compagni o in un contesto scolastico problematico. Dalla paura del dover rientrare a scuola si passa a un rifiuto drastico, a un rinchiudersi nella propria stanza, solo rimanendo connessi a Internet. Il fenomeno del ritiro sociale dalla vita offline registrato nelle scuole di Bologna colpisce soprattutto i maschi dai 14 ai 18 anni. Pochi i casi, ma si osserva che la tendenza è in aumento.

Hikikomori - Tipica camera di un hikikomori
La tipica stanza di un hikikomori. La presenza di Haruhi Suzumiya è del tutto casuale.

Hikikomori negli anime

Specialmente negli anni 2010, in seguito all’allarme sociale ingenerato dall’incremento del numero dei casi, l’animazione giapponese si è occupata spesso degli hikikomori. Difficile dire dove finisca la denuncia e cominci invece lo sfruttamento di una ricca vena aurifera. Non dimentichiamoci, infatti, che gli hikikomori sono assidui divoratori di anime. Non c’è da stupirsi, allora, se le case di produzione indulgono a strizzatine d’occhio nei confronti di un sottoinsieme del proprio pubblico di aficionados.

Prendiamo ad esempio Re:Zero, dove il protagonista è appunto un hikikomori proiettato in un intricato (e affascinante) universo fantasy. Un’esortazione a gettarsi comunque nella mischia e ad affrontare la vita? Oppure una ben architettata celebrazione della fuga dalla realtà? Ai posteri l’ardua sentenza. Diverso il caso di Welcome to the NHK, cronaca impietosa (e sconsolante) di tre forme di disadattamento urbano incarnate nei tre personaggi principali. Probabilmente l’anime più famoso con un hikikomori come protagonista.

Anche Jintan, il leader della compagnia di Ano Hana, non va a scuola ed esce di casa sporadicamente. Ma qui il problema è dovuto alla mancata rielaborazione di un lutto. Hikikomori femmine, tanto per attuare una variazione sul tema, sono invece Sasami (la protagonista del folle e allucinato Sasami-san@Ganbaranai) e Frau Kojiro in Robotics;Notes. La motivazione più curiosa addotta per giustificare il proprio isolamento dalla società? Forse quella di Yutaka Itazu in Eden of the East. Il nostro eroe si è barricato nel suo microscopico monolocale perché… ha perso i pantaloni.

Hikikomori - Yuzaka Itazu

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