INVITO ALLA LETTURA DI MARI OKADA

From Truant to Anime Screenwriter; My Path to “Anohana” and “The Anthem of the Heart” – Alla scoperta di Mari Okada attraverso la lettura della sua autobiografia

ATTENZIONE Questo articolo è parte integrante di una collaborazione realizzata con Far From Animation. Se sei interessato all’argomento, consulta l’intervista rilasciata da Mari Okada ad Animage nel novembre 2011, tradotta in italiano da Federico Russo.

L’anteprima di KokoSake (o Anthem of the Heart, come preferite) a fine agosto 2015, nella suggestiva cornice del Miyuzu Park di Chichibu – la cittadina dove il film è ambientato – non procede liscia come ci sarebbe aspettati. Si presentano infatti alcuni problemi tecnici, in grado di compromettere seriamente la riuscita dell’evento. La più allarmata tra i componenti dello staff è Mari Okada, la sceneggiatrice del film, nata e cresciuta proprio a Chichibu.

Questo lo spunto da cui prende le mosse From Truant to Anime Screenwriter, l’autobiografia dell’autrice di Anohana e Hanairo, tracciata sulla scia del ricordo di una critica lapidaria rivoltale in passato: “Okada, come essere umano sei un fallimento”. Un resoconto esistenziale pubblicato in Giappone nell’aprile 2017 da Bungeishunjū. Tradotto poi in inglese da Kim Morrissy di Anime News Network per la versione e-book edita nel maggio 2018 da J-Novel.

Ed eccoci trasportati all’infanzia di Mari, figlia di una madre single piantata in asso da un marito poco di buono. Una donna per certi versi impulsiva e sventata: messa di fronte all’opposizione della famiglia, arriverà a giocare la carta della fuitina col futuro sposo. Servirà da modello per la madre di Ohana, in Hanasaku Iroha.

Invito alla lettura di Mari Okada - Ohana e Satsuki in Hanasaku Iroha

La piccola Mari salta la scuola una o due volte la settimana, simulando di avere qualche linea di febbre. La mamma però si limita a rivolgerle “una fredda occhiata […] che smascherava i miei finti malesseri” e lascia correre. In classe, Mari è una ragazzina timida, non è brava nelle attività motorie e mangia il cibo molto lentamente. Diventa ben presto oggetto di scherzi di dubbio gusto e fastidiose prevaricazioni. I compagni allungano le gambe all’improvviso per farla inciampare e le sottraggono le matite.

Rinchiusa tra le montagne di Chichibu

Mari si sente prigioniera di un mondo che la soffoca e la opprime. Perfino le montagne intorno a Chichibu si trasformano ai suoi occhi in una gabbia enorme. Un giorno, stanca di essere vessata, scappa da scuola e ritorna all’improvviso a casa. Un evento destinato a segnare la sua vita, perché da allora “diventai una specialista nel fuggire dalle cose che non riuscivo a sopportare”.

Ben presto, Mari scivola progressivamente nella condizione di hikokomori: le servirà di ispirazione per il personaggio di Jintan in Anohana. Come Jintan, ogni tanto si reca pure a scuola, gli occhi bassi e i mormorii di curiosità dei compagni di scuola intorno a sé.

Invito alla lettura di Mari Okada - Jintan in Ano Hana
Nessuno è più preso male di Jintan

La situazione non cambia durante gli anni delle superiori: Mari si salva solo grazie all’intervento di Shimotani, il professore responsabile della sua classe. Intuisce il potenziale della ragazza, e riesce a traghettarla fino al diploma, nonostante le continue assenze. In cambio, dovrà consegnare periodicamente all’insegnante una recensione dei romanzi da lui consigliati.

E finalmente, la libertà: la scuola per game creators a Tokyo, la scoperta dell’amore, l’esordio come sceneggiatrice di un porno da cassetta. Poi, il grande salto nell’industria dell’animazione, sotto l’ala del regista Tetsuro Amino, con DT Eightron. In seguito, si occupa dell’adattamento di Angel Tales, diretto da Kazuhiro Ochi. Dapprima, gli insultanti commenti sul web degli spettatori (“Pezzo di m… di un’autrice. Dovrebbe solo morire”) la accusano di aver tradito lo spirito originale del manga. Di episodio in episodio, tuttavia, il pubblico da casa rivaluterà progressivamente il lavoro della sceneggiatrice.

La priorità più grande? Far crescere il protagonista

Il resto è storia recente, degli anni 2010. La recherche di Okada si concentra sull’infanzia e l’adolescenza, glissa rapidamente sulla giovinezza, e infine approfondisce alcuni aspetti poco noti delle produzioni più famose di cui ha firmato la sceneggiatura. Sapevate, ad esempio, che l’abitazione di Jintan, con qualche piccola variazione nei dettagli, è la stessa casa in cui è vissuta l’autrice?

Eppure, quando arriviamo alle pagine finali, l’impressione innegabile è che Mari non l’abbia contata giusta fino in fondo. Trasmettono senz’altro genuinità e sincerità le pagine in cui è descritta l’angoscia della futura sceneggiatrice, la sua incapacità di sostenere lo sguardo altrui, la sua insicurezza, il desiderio di scoppiare in lacrime da un momento all’altro. Appaiono invece più di maniera, se vogliamo, gli aneddoti riguardanti i momenti salienti della sua esistenza, come se lo sguardo retrospettivo dell’autrice li avesse resi poco più suggestivi, e molto più artefatti.

E del resto, le critiche all’operato della Okada non insistono forse sul forced drama che caratterizza certi suoi lavori? O sull’inconsistenza di certe dinamiche psicologiche espresse dai suoi protagonisti? Ci assale il dubbio che l’ex-hikikomori, una volta uscita dal suo bozzolo, abbia sì mordicchiato il mondo – come scriveva Montale della moglie defunta – ma a dosi omeopatiche.

Ma forse, alla fin fine, “la priorità più grande”, per dare la parola alla Okada, “è di far crescere il protagonista”. E se questo scopo è raggiunto, a prescindere dalla strada più o meno verosimile e tortuosa percorsa dallo script, possiamo pure ritenerci soddisfatti.

E ora, lasciamo la parola all’autrice, da cui abbiamo rubato brani scelti della sua opera, da noi tradotti in italiano.

Su Hanasaku Iroha:

Satsuki è una madre single con un fidanzato diverso per ogni settimana, e in più è un’accanita fumatrice. Quanto a questo, era come mia madre.

Ma l’enorme differenza tra di loro era che Satsuki aveva la forza di rompere lo status quo.

Mia madre era intrappolata a Chichibu. Era terrorizzata dallo sguardo di chi gli stava intorno. Ne soffriva così tanto che mi diceva cattiverie come “Vorrei che tu non fossi mai nata”. Ma non aveva mai provato a condurre un’esistenza differente.

Come madre, Satsuki andava contro le tradizioni. Costringeva sua figlia a vivere con la nonna, e poi scappava insieme a qualche uomo. Ma non stava soltanto vivendo alla giornata – era in grado di lavorare ovunque, sfidando il mondo là fuori senza alcuna esitazione. Non le importava di come gli altri la considerassero, e la sua vita non era condizionata dai capricci di un uomo. […]

Invito alla lettura di Mari Okada - Ohana con madre e nonna in Hanasaku Iroha

Per me, Satsuki rappresentava ciò di cui mia madre pensava fosse carente. Questo fu il mio presupposto di partenza: che sarebbe accaduto se mia madre avesse preso la patente?

Su Anohana:

Nagai [il regista] Tanaka [il character designer] ed io rilasciammo tutti e tre insieme numerose interviste su Anohana. Ci chiedevano spesso con quali personaggi della serie noi tre ci identificavamo. Poiché stavo nascondendo il fatto che ero stata un’alunna che si assentava da scuola, non potevo dire che inizialmente ero Jintan.

In un’intervista, Nagai e Tanaka dissero che io ero Yukiatsu. Ossessionato dal ricordo di una ragazzina, comincia a travestirsi da lei. Yukiatsu è un ragazzo che corre per un sentiero di montagna coperto di graffi, un ragazzo che cade per terra e piange. “Nagai e Tanaka mi conoscono bene”, pensai.

Invito alla lettura di Mari Okada - Yukiatsu travestito da Menma in Ano Hana

Anche io ero ossessionata da un passato che non sarebbe dovuto esistere più. Incanalavo il mio passato in ciò che scrivevo, e pure io cadevo rotolando sulle montagne di Chichibu, in lacrime. Tuttavia, andando in giro vestita da ragazza, ero riuscita ad incontrare persone in grado di capirmi.

Sulla scoperta dell’amore:

Un tipo mi dichiarò il suo amore e cominciammo a uscire insieme. Finalmente era arrivato il momento in cui qualcuno era in grado di nutrire sentimenti romantici nei miei confronti, ma non pensavo che questa fosse una cosa così impressionante. Alle medie e alle superiori, i miei amici mi lasciavano ascoltare i loro discorsi da maschi, perciò cominciai a fantasticare nei dettagli su cosa sarebbe accaduto se fossi stata coinvolta in una relazione. Tuttavia, nessuna delle mie fantasie si basava sulla realtà… Non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo, dal momento che conoscevo davvero poco della vita vera, ma le mie fantasie erano esageratamente melodrammatiche. Perciò, quando mi capitò l’amore nella vita reale, pensai soltanto “Oh, quindi è così che funziona, eh?” […] Il gyūdon [un piatto a base di carne di manzo in umido] per contro, andava ben al di là di quanto mi ero immaginata, e mi commoveva nel profondo del cuore.

Invito alla lettura di Mari Okada - Il gyudon è meglio dell'amore
Personalmente, continuo a preferire l’amore…
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