ANIME CHE POTEVANO ESSERE MIGLIORI

Vi siete mai chiesti perché ci piacciono certi anime piuttosto che altri?

Potremmo parlare dei capolavori conclamati dalle classifiche stilate da pubblico e critica, oppure di serie e film che si distinguono per innovazioni e qualità. Ma in questa pagina di diario mi riferisco piuttosto ad anime imperfetti, capolavori mancati o opere riuscite a metà, che ci lasciano comunque qualcosa.

Voglio solo farvi qualche esempio mio personale e proporvi una spiegazione fornita dal romanzo di un grande autore giapponese, che è diventato una fonte di ispirazione per molti anime. Sto parlando naturalmente di Murakami, che in Kafka sulla spiaggia si riferisce alla letteratura e alla musica, ma il discorso vale benissimo anche per gli anime!  La lista è più lunga di quel che si pensi ed è in continua espansione. Mi limiterò a tre titoli esemplificativi, per poi lasciare la parola a uno dei più grandi scrittori contemporanei.

1) OLTRE LE NUVOLE, IL LUOGO PROMESSOCI

Il primo lungometraggio di Shinkai rivela, a differenza di Your Name, uno spirito innovativo e sperimentale. Tratti di indubbio pregio che sfuggono però al controllo dell’autore. L’impressione generale è che ci sia troppa carne al fuoco. Sia per le molte suggestioni abbozzate, tra passato e presente in un universo distopico difficile da definire. Sia per la forte componente onirica, quasi allucinatoria, che crea spaesamento e confusione. Tuttavia alcuni elementi narrativi e simbolici rivestono grande fascino. Si pensi ai due amici che vogliono costruire un aeroplano per volare insieme alla ragazza che amano, al di là di una torre misteriosa e altissima che svetta sull’isola di Hokkaido.

2) ANGEL BEATS!

Le soluzioni semplicistiche (e a volte inutili) dai risvolti sentimentali rovinano una serie molto promettente. Partiamo dall’idea folgorante: un liceo nell’Aldilà, che ha come studenti le anime di ragazzi con un passato doloroso alle spalle. Ma sono le tematiche a dare spessore alla storia. La ribellione dell’uomo contro Dio porta in sé numerosi interrogativi e i caratteri epici e romantici di una lotta titanica. Verrebbe voglia di leggersi meglio la Divina Commedia, Leopardi o Lord Byron! Inoltre, la colonna sonora è difficile da dimenticare!

Anime che potevano essere migliori - Angel Beats!

3) KOKORO CONNECT

Uno scolastico che a livello di sceneggiatura ha tanti buchi e difetti, ma che rimane nel cuore dello spettatore nonostante tutto. C’è un’iniziale caratterizzazione dei personaggi che serve solo a colmare un vuoto narrativo. Inoltre è difficile riconoscere i primi e improvvisi scambi di corpo dei personaggi. Segue un ostentato altruismo attribuito al protagonista, per motivare i suoi comportamenti. Ma soprattutto, per tutta la serie ci si domanda chi diavolo sia questo Fuuzen Kazura! Il valore dell’amicizia, messa a dura prova dai vari scambi, è il grande punto di forza della serie.

Anime che potevano essere migliori - Kokoro Connect

Soseki, a cura di Murakami

Gli anime che potevano essere migliori, anche in virtù della loro imperfezione, possono piacerci anche molto. Se avete letto il romanzo Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami, riprendete in mano il capitolo tredicesimo. Il protagonista (un quindicenne scappato di casa) riceve una grande lezione di estetica dal bibliotecario che si prende cura di lui. L’uomo chiede al ragazzo il motivo per cui trova interessante Il minatore di Natsume Soseki:

È diverso dagli altri romanzi di Soseki, sia per il contenuto che per lo stile un po’ grezzo, e in genere direi che sia una delle sue opere meno apprezzate…

La storia racconta di uno studente benestante di Tokyo che va a lavorare in una miniera, sperimentando la durezza della vita. Kafka (così ha scelto di chiamarsi il ragazzo) si sforza di dare forma alle sue impressioni confuse:

La sua è un’esperienza di vita e di morte. Poi riesce in qualche modo a uscirne, e ritorna in superficie, al mondo di prima. Ma il romanzo non dice se il ragazzo ha tratto da ciò qualche lezione, se la sua vita è cambiata, se ha fatto delle riflessioni profonde, se ha messo in discussione l’ordinamento della società… Su tutto questo Soseki non spende una parola. Non si nota nessun effetto sul protagonista, nessuna sua crescita come persona. Quando ho finito di leggerlo, mi sono sentito strano. Mi sono chiesto che cosa volesse dire questo romanzo. Però la cosa curiosa è che questa sensazione di “non capire che cosa voglia dire” ti lascia qualcosa dentro. Non so come spiegarlo.

Quello che vuole dire, lo aiuta il signor Oshima, è che Il minatore è molto diverso dai classici di formazione moderni di Soseki. Lo studente del romanzo non matura. Anche se sbatte contro degli ostacoli, non ci ragiona e non cerca di superarli. Esce dalla sua esperienza più o meno uguale a come ci è entrato. È incredibilmente passivo. Però, aggiunge Kafka, non è così facile per gli uomini scegliere in base alla propria volontà.

Anime che potevano essere migliori - Love Hina

La perfezione? Fa venire voglia di addormentarsi e morire così

Qualche pagina dopo, Oshima fa ascoltare a Kafka la Sonata in re maggiore di Schubert, che spesso mette a tutto volume mentre guida. Eseguire le sonate per piano del compositore viennese è una delle imprese più difficili che esistano. Molti pianisti famosi ci hanno provato, ma hanno mostrato delle pecche evidenti. L’esecuzione perfetta non è ancora stata realizzata. La ragione è molto semplice: è la sonata in sé che è imperfetta. Lo stesso Schumann, che ammirava l’opera di Schubert, l’aveva definita “di una noia celestiale”. Ma se come composizione è imperfetta, perché tanti pianisti hanno voluto eseguirla? Prova a darne una risposta il bibliotecario:

Le opere che possiedono un certo tipo di imperfezione possono attrarre proprio a causa della loro imperfezione. Ad esempio tu sei attratto dal Minatore, perché quel romanzo ha per te un fascino che non trovi in romanzi più perfetti come Il cuore delle cose e Sanshiro. […] Un’imperfezione di qualità, intensa, può stimolare la coscienza e destare l’attenzione. Se uno mentre guida ascolta musiche di ineguagliabile perfezione eseguite con altrettanta perfezione, è probabile che gli venga voglia di addormentarsi e morire così. Io, invece, ascoltando la Sonata in re minore riesco a cogliervi i limiti dell’attività umana. E imparo che un certo tipo di perfezione è raggiungibile solo attraverso un’infinita accumulazione di imperfezioni. Io lo trovo incoraggiante.

Bé, tanto per dirne una, dopo Oltre le nuvole, Shinkai ha diretto Il giardino delle parole e Your name. Incoraggiante, non è vero?

Anime che potevano essere migliori - Il giardino delle parole

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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