AJIN E GHOUL: LE RIVENDICAZIONI DEL DIVERSO

Ajin, Tokyo Ghoul, Nagi no Asukara, Elfen Lied: come lottare per il riconoscimento dei propri diritti negli anime

In una pagina dei nostri diari, abbiamo parlato dei burakumin. I discendenti della casta più bassa del Giappone feudale, i cui appartenenti erano conciatori, scuoiatori o macellai. Si occupavano cioè di quei mestieri considerati impuri, perché legati al sangue. L’interesse per questa comunità deriva dal fatto che ancora oggi è vittima di discriminazioni. Dal Giappone all’Italia, passando per il Congresso Mondiale delle Famiglie che si è concluso ieri a Verona, è difficile dimenticare lo slogan contro il meeting ultracattolico: “I diritti si aggiungono, non si tolgono“.

Per associazione di idee, ho ripensato ai gruppi sociali che lottano negli anime per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Gli Ajin e i Ghoul ne sono un esempio. Gli Ajin hanno l’aspetto di esseri umani, ma non possono morire. Per questa loro capacità di rigenerarsi sono considerati una minaccia e vengono perciò sottoposti a esperimenti scientifici terrificanti. Contro le politiche vessatorie del governo, si costituisce allora un gruppo terroristico, con a capo un anziano signore, che  indossa una coppola e cita John “Hannibal” Smith dell’A-Team.

I Ghoul rappresentano potenzialmente una minaccia maggiore, dato che si nutrono solo di carne umana. Alcuni di loro, tuttavia, hanno scelto di non cacciare gli esseri umani, ma di cibarsi di corpi già morti. Come per gli Ajin, anche i Ghoul rivendicano il diritto di esistere e di essere riconosciuti anche se, come abbiamo già scritto altrove, la convivenza con l’inumano non è aproblematica. Anzi, va a scapito della stessa razza umana. I diritti che potrebbero essere conquistati da un gruppo sociale rischiano di costituire una minaccia per qualcun altro. Bisogna quindi optare per il compromesso: “Non dobbiamo combattere tra noi, né continuare a sottrarci gli affetti. E questo vale per gli umani come per i ghoul. Dobbiamo spezzare le catene di questa tristezza” avverte Kaneki.

Ajin e Ghoul - Ken Kaneki ha fame

Le catene di questa tristezza” contrappongono gli esseri umani agli Ajin e ai Ghoul. Il Centro di Ricerche di Kamakura ai Diclonius, i mutanti pericolosi di Elfen Lied. La Vingulf alle maghe di Brynhildr in the Darkness. Ma la conflittualità riguarda anche i popoli. Pensiamo a Nagi no Asukara e alle incomprensioni tra la civiltà subacquea e il villaggio di pescatori Oshioshi. Gli abitanti del mare sono costretti a trasferirsi in superficie a causa della scarsità di lavoro. Per questa ragione i terrestri li accusano di essere degli invasori.

Tutte queste serie (ma ce ne sono molte altre) sollevano interrogativi importanti. Ma non è così scontato riuscire a prendere una netta posizione a riguardo. Se è ragionevole sostenere che i diritti si aggiungono, non si tolgono, allo stesso tempo certi diritti possono entrare in conflitto con altri (ricordiamo ancora una volta Tokyo Ghoul).

Ajin merita una riflessione a margine. Uno dei problemi di questa serie è una certa banalizzazione del contenuto politico. Non ci aspettavamo di certo una risposta a Mawaru Penguindrum! Gli Ajin, in fondo, vogliono soltanto vivere in pace (o così pare). Manca comunque nella loro guerra una profondità ideologica, che i primi episodi instillano nello spettatore in forma di dubbio.

Se fossimo stati Ajin, ci saremmo schierati con Sato o con Tosaki? In un caso, ci chiediamo fino a che punto ci si possa spingere per il riconoscimento dei propri diritti civili. Nell’altro, finiamo per appoggiare un nemico, che non ha alcun interesse per la nostra causa. In realtà, ci sarebbe anche una terza via: andare in India, dove gli Aijin sono considerati delle divinità. Kei Nagai però non intende scappare dalle proprie responsabilità.

Fino a qui c’è materiale su cui riflettere! Poi però si scopre che Sato è un vecchio pazzo a cui non importa né degli uomini né degli Ajin. Ha semplicemente voglia di divertirsi in un eccitante gioco di ruolo. La serie rinuncia così al proprio sottotesto, preferendo il sicuro ancoraggio dell’action. Peccato. Avremmo seguito più volentieri sviluppi ben diversi.

Elfen lied - Ajin e ghoul

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

SuperWebTricks Loading...