SIMBOLI E ALLEGORIE IN MAWARU PENGUINDRUM (A – M)

ATTENZIONE Contenuto a rischio spoiler

Ecco un elenco, in ordine alfabetico dalla A alla M, dei principali elementi simbolici e allegorici e dei temi portanti che si ritrovano in Mawaru Penguindrum (2011) di Kunihiko Ikuhara.

INDICE
Amore
Conigli neri (e copricapi)
Figurine stilizzate
Gabbie
Macella-bambini
Mela
Metropolitana

AMORE

Che cos’è l’amore, in Mawaru Penguindrum? La risposta ci è offerta da Masako, nell’episodio 11:

I dolci sussurri d’amore, francamente per me non hanno alcun significato. “Amore” è soltanto una parola, un concetto. Anche la passione fugace che le persone scambiano con l’amore non è che l’influsso degli ormoni sul loro cervello.

Anche Sanetoshi, nell’episodio 20, affronta con Himari l’argomento:

SANETOSHI: Così vorresti un amore in grado di produrre frutti, eh? Potresti accontentarti di qualche bacio, invece.
HIMARI: I baci si corrompono in fretta. Inoltre, prima o poi finiscono. Se i miei baci non potessero generare frutti, io finirei per svuotarmi.
S: Cosa ci sarebbe di male, nell’essere vuota?
H: Se fossi vuota, verrei gettata via.
S: Però, anche se ti gettasse via, tu avresti potuto comunque dare migliaia di baci.
H: Impossibile. Se facessi così, il cuore mi gelerebbe tanto da impedirmi di respirare.
S: Ma potresti scegliere di continuare a dispensare baci finché il tuo cuore non gela e blocca anche il tuo respiro, no?
H: Sarei davvero patetica.
S: Oh, ma che importa se sei patetica? Basta che sia divertente, no? Se il tuo cuore è destinato a congelare, allora non è meglio che succeda perché hai concesso troppi baci? […] E se fossero i baci, i veri frutti?

Mawaru Penguindrum - Himari e Sanetoshi

Himari e Masako, pur così diverse, la pensano allo stesso modo. Non è la passione a marcare la genuinità dell’amore. Anzi, come spiega Masako, spesso ciò che chiamiamo così non è nient’altro che un vacuo ed effimero scompenso ormonale. Anche l’idea di Sanetoshi di vivere cogliendo l’attimo, mentre si assapora il piacere dei baci rubati, lascia Himari fredda e perplessa.

L’amore, in Mawaru Penguindrum, non è la cotta travolgente che ti permette di camminare a un metro da terra sentendo le campane. L’amore è autentico se è capace di dispensare frutti maturi. Pensiamo al senso dello stare insieme scoperto da Tabuki sulla terrazza dell’ospedale nell’episodio 24. Assomiglia di più ad una presa di coscienza che ad una dichiarazione romantica e appassionata. In realtà, amare significa scegliere e prendersi le responsabilità della propria scelta, condividendo insieme lo stesso destino.

Imparare ad amare non è facile. Occorre, prima di tutto, uscire dalle scatole del proprio ego. Ma non basta: anche Sanetoshi ci è uscito, ma i suoi propositi sono orientati alla distruzione e alla vendetta. Bisogna invece capire l’importanza di donarsi all’altro. L’esempio gioca un ruolo fondamentale: serve innanzitutto qualcuno che, amandoci, ci insegni l’amore come possibilità autentica, perfino nel mondo di ghiaccio (v. Macella-bambini). Come dice Yuri, nelle sue battute finali:

Anche se il destino portasse via tutto, i bambini che hanno ricevuto amore troveranno la via per la felicità, infatti siamo stati lasciati al mondo con questo unico scopo.

CONIGLI NERI (E COPRICAPI)

I conigli neri, citati anche nella Parabola di Mary e delle tre pecorelle rappresentano ed evocano la figura di Sanetoshi. Rimandano alla maledizione di cui l’uomo dal capolinea del destino è schiavo e dispensatore. I loro consigli portano Mary alla rovina, così come i cinici aforismi del medico-bibliotecario istradano gradualmente Kanba sulla via del crimine.

L’origine dei conigli neri è spiegata nell’episodio 23 di Mawaru Penguindrum: l’attentato del ’95 sarebbe stato ancora più grave se Momoka non fosse intervenuta. Nei piani della ragazzina, tutti i passeggeri si sarebbero dovuti salvare, ma Sanetoshi all’epoca bloccò a metà l’incantesimo. Risultato: la strage riuscì, ma solo a metà. Momoka scomparve, e la sua anima si divise a metà, spezzandosi in due copricapi (l’altro lo ritroveremo sulla testa di Mario, l’inutile fratellino di Masako). E anche Sanetoshi si divise a metà: appunto, i due conigli neri.

FIGURINE STILIZZATE

Fin dal primo episodio di Mawaru Penguindrum, siamo colpiti (e anche un po’ turbati) dalla presenza di uomini e donne appena abbozzati nelle scene di massa. Non camminano neppure: quasi a sottolineare un senso di non appartenenza al genere umano, si muovono scorrendo in orizzontale.

Le figure tratteggiate restituiscono la visione del mondo tipica degli affiliati ad una setta di terroristi. Le persone perdono la connotazione di individui separati e distinti. Diventano piuttosto una moltitudine impersonale su cui compiere la propria vendetta nei confronti di una società iniqua e avvolta nell’oscurità.

Mawaru Penguindrum - Ringo nella folla

A questa connotazione spersonalizzante sfuggono (naturalmente) i protagonisti. L’attenzione resta pertanto concentrata sull’intreccio che si dipana nel microcosmo di Kanba, Shoma, Himari, Tabuki, Yuri e Masako. L’arrivo di Sanetoshi allarga inevitabilmente gli orizzonti. Si offre una spiegazione alternativa per gli omini e le donnine da cui la folla è composta.

Nel macella-bambini chi non è scelto rimane indefinito. L’amore (inteso in senso lato) di Momoka per Tabuki e di Shoma per Himari conferisce ai due bambini una caratterizzazione. Se è vero che chi ha ricevuto amore troverà la via per la felicità, chi non lo ha ricevuto non saprà neppure offrirlo. Una moltitudine di vittime (e, in parte, carnefici) del sistema si staglia sullo sfondo di Mawaru Penguindrum, contribuendo ad accrescere il senso di solitudine e quieta indifferenza che si percepisce nel mondo di ghiaccio.

GABBIE

Nei due ultimi episodi di Mawaru Penguindrum, assistiamo a un flashback: i piccoli Shoma e Kanba sono rinchiusi in due gabbie. Come il conte Ugolino, sembra che la loro condanna consista in una lenta e atroce agonia. D’un tratto, però, avviene il miracolo: nella gabbia di Kanba compare una mela. Nessun dubbio sul fatto che l’accaduto non sia reale, bensì metaforico: ma allora, cosa simboleggia?

Le gabbie sono contraddistinte dall’emblema del gruppo Kiga: tanto per cambiare, un pinguino. Per cominciare, KIGA è la traslitterazione in romaji della parola giapponese 飢餓, che indica – appunto – la morte per inedia. Morire di fame significa quindi entrare nel gruppo Kiga. La mela, sfamando Kanba, rappresenta la sua possibilità di lasciare il gruppo. Ma perché solo Kanba e non Shoma?

Mawaru Penguindrum - Kanba divide la sua mela con ShomaUn marxista replicherebbe che Kanba (o meglio, la sua famiglia) detiene le risorse economiche. Quindi, è naturale che sia Kanba a salvarsi. Oppure è semplicemente un caso, un gioco di coincidenze. Fatto sta che Kanba divide la mela con Shoma, rinunciando alla sua possibilità di salvezza. Fuor di metafora, resterà nel gruppo Kiga insieme al vero padre, a patto che Mario e Masako possano tornare a casa. Quando il padre morirà, sarà Kenzan Takakura a occuparsi del piccolo Kanba.

Mawaru Penguindrum - Shoma divide la mela del destino con HimariNel frattempo, però, Shoma ha diviso la mezza mela donatagli da Kanba con Himari, scegliendola. Ciò permetterà alla bambina di salvarsi dal macella-bambini e alla famiglia Takakura di accogliere due nuovi componenti. Nell’episodio 20 dell’anime, ciò si realizza concretamente attraverso il gesto di uno Shoma bambino di avvolgere la piccola Himari in una sciarpa. La stessa sciarpa che lei, divenuta adolescente, restituirà a Shoma quando lui non crederà più alla favola della famiglia fittizia.

MACELLA-BAMBINI

Nell’episodio 20 di Mawaru Penguindrum si svolge un interessante dialogo tra un piccolo Shoma e suo padre:

SHOMA: Papà, senti, che cos’è il macella-bambini?
KENZAN: È il luogo in cui vanno i bambini che vengono abbandonati dalla società. Neppure noi possiamo fare nulla per salvarli. Questo è un mondo di ghiaccio.
S: Ma ai bambini che finiscono in quel posto, cosa succede?
K: Diventano invisibili.
S: Che significa?
K: Non otterranno mai nulla dalla vita.
S: Vuol dire che muoiono? (Kenzan rimane in silenzio senza rispondere) Non può essere!
K: Persino mentre parliamo, i bambini continuano a diventare invisibili. Un sistema che permette che accada è sbagliato. Per questo, noi… Shoma!
(Shoma esce di scena correndo)

Mawaru Penguindrum - Macella-bambini

Nel macella-bambini, si perde la propria individualità di esseri umani. Si diventa invisibili, ossia ci si candida ad una vita-non vita. L’unica possibilità di sfuggire a questo destino consiste nell’essere scelti. Il problema è che la società attuale è un mondo di ghiaccio: la scelta avviene in base ai talenti rivendibili sul mercato. Tabuki è “amato” dalla madre solo in quanto pianista promettente, così come Yuri è “amata” dal padre solo per la sua bellezza (da migliorare a colpi di scalpello). Chi non brilla, chi non è capace di emergere, chi non è spendibile da qualche parte non otterrà mai nulla dalla vita.

MELA

La mela compare a più riprese nello sviluppo della trama di Mawaru Penguindrum. Per Ringo, in essa è riposto il segreto della ricetta di famiglia, con la quale realizzare un curry delizioso da condividere con chi si ama. Ma nel primo e nell’ultimo episodio, la mela rappresenta una ricompensa per quelle persone che hanno scelto da sole di morire per amore.

Anche nell’immaginario occidentale, inevitabilmente debitore della tradizione cristiana, alla mela è associata una valenza altamente simbolica. Tutti ricordiamo la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre. A dire il vero, il libro della Genesi parla semplicemente di un frutto proibito e solo nel Medioevo si comincerà a identificare tale frutto con una mela.

Il racconto biblico viene citato da Shoma e Himari bambini nell’episodio 20. La mela qui però rappresenta, in generale, il destino dell’Uomo e, in particolare, la sorte dei protagonisti, ossia il Penguindrum. Quando Himari posseduta ordina a Kanba e Shoma di acquisire il Penguindrum intende che i due fratelli devono confrontarsi con il proprio destino.

Mawaru Penguindrum - La mela

Se crediamo alle parole finali di Himari nell’ultimo episodio, il destino non è il cieco caso che sembra reggere le sorti dell’Universo. Dal mondo di ghiaccio di Mawaru Penguindrum, così simile al nostro, sembra bandita la speranza. Non si salva nessuno: insane passioni, chiusura nel proprio ego, indifferenza, avidità, prevaricazione… e, in tutto questo, la lotteria del destino che scompiglia le carte in tavola e condanna una ragazzina a morire lentamente di malattia.

Eppure, anche in un mondo irrimediabilmente corrotto, esiste comunque una possibilità di salvezza. La mela (o Penguindrum, che dir si voglia) racchiude in sé tale possibilità. Ricomporre il Penguindrum è infatti lo scopo al quale tendono, più o meno consapevolmente, le azioni dei fratelli Takakura. Del resto, Mawaru Penguindrum significa proprio questo: “il Penguindrum che gira, che ruota” e quindi, in senso lato, “che passa di mano in mano tra i protagonisti”. Sarà meglio, a tal proposito, chiarire il tutto con uno schema:

Mawaru Penguindrum - Giro della Mela

Il giro della mela

Procediamo seguendo non l’ordine degli episodi, ma la cronologia degli eventi. Abbiamo detto che da piccoli (ep. 24) Kanba e Shoma sono metaforicamente imprigionati in due gabbie. Kanba rinuncia alla salvezza per condividere il suo destino con Shoma. Quindi, mezza mela a testa. Shoma a sua volta “adotta” Himari (ep. 20), perciò fa a metà della sua metà con lei. All’inizio della serie la situazione è quindi la seguente: Shoma ha 1/4 di mela (come Himari) e Kanba mezza mela. Ma quando Himari posseduta, nel finale del primo episodio, estrae qualcosa dal petto di Kanba, gli sottrae metà della sua mezza mela. Kanba si ritrova quindi con solo 1/4 di mela (come Shoma) mentre Himari ne ha ora mezza (1/4 + 1/4).

Mawaru Penguindrum - Kanba e Himari

Tale operazione è necessaria perché Himari posseduta ha bisogno di un altro quarto di mela per mantenere il suo corpo in vita. Ben presto però, anche la mezza mela di Himari non basta più allo scopo e bisogna ricorrere alle fiale di Sanetoshi (ep. 13). Le cose rimangono congelate in questo stato fino all’episodio 21, quando Shoma ripudia Himari come sorella. Con la restituzione della sciarpa, Himari rende a Shoma anche il quarto di mela da lui donatole. Ora Shoma si ritrova di nuovo con mezza mela, mentre Himari e Kanba dispongono di un quarto di mela a testa.

Tocca infine a Shoma restituire a Kanba la mezza mela da cui tutto è partito. Ora il povero Shoma non possiede più neppure uno spicchio, mentre Kanba ha raggiunto quota 3/4 di mela. I tre quarti di Kanba sono quindi ceduti a Himari, che finalmente completa la mela, assicurandosi la salvezza cui Kanba aveva rinunciato quando era prigioniero nella gabbia.

Kanba, rimettendo insieme il Penguindrum, salva Himari. Ringo, grazie alla formula segreta, impedisce che avvenga nuovamente una strage. Apparentemente, una sorte terribile accompagna chi si oppone al corso naturale degli eventi. Pensiamo a Momoka e alle ferite che deve sopportare ogni volta che usa il suo diario. O al sacrificio di Ringo, il cui prezzo sarà pagato da Shoma. Mentre Kanba si dissolverà sbriciolandosi in una miriade di frammenti di cristallo, uno dei quali procurerà un taglio sulla fronte di Himari. (Per questo, poi, a Himari non scompariranno del tutto i ricordi dei due fratelli: ci eravate arrivati, vero?).

Fu vera gloria?

Si potrebbe concludere che Kanba avrebbe fatto meglio a tenersi la mela intera fin da principio. Avrebbe senz’altro evitato un sacco di guai e si sarebbe goduto appieno la sua jeunesse dorée. Ma nel mondo di ghiaccio, dove sembrano trionfare grettezza ed egoismo, ciò che dà speranza all’Uomo è la capacità di amare veramente qualcuno. Come abbiamo già visto, l’amore vero è solo quello in grado di scegliere una persona condividendone il destino, se non addirittura scambiando con essa il proprio destino.

Ciò che dà senso all’esistenza dell’Uomo – accreditando la tesi di Himari, secondo la quale in questo mondo non siamo mai soli – è la capacità di donarsi all’altro, al punto di spingersi al sacrificio di sé. E nella mela si ritrova, per l’appunto, la credenza orientale nella reincarnazione delle anime: con la morte non finisce tutto, anzi, è proprio da lì che tutto ha inizio. Dalla morte si genera la vita o, per dirla in termini evangelici, il seme che muore produce molto frutto.

Mawaru Penguindrum - Finale

Una volta che la mela ha esercitato la funzione salvifica su Himari, essa viene metaforicamente donata a Kanba e Shoma. I “gemelli” Takakura sono pronti a ricominciare una nuova vita, presumibilmente insieme (hanno di nuovo condiviso il frutto del destino). La morte che dà frutto, il sacrificio di sé, la capacità di donarsi per amore non devono essere temute. Al contrario, testimoniano che, a dispetto delle apparenze, un senso (forse) c’è, anche nel mondo di ghiaccio in cui siamo condannati a vivere:

La storia del primo uomo e della prima donna sulla Terra in realtà io la conoscevo, sai? Loro due ricevettero una punizione: vivere era la punizione, vero? Però, Sho, io avrei accettato il castigo pur di stare con te. Io avrei voluto… essere scelta! (Himari Takakura, ep. 20)

METROPOLITANA

Per andare da una parte all’altra della città, i protagonisti di Mawaru Penguindrum prendono spesso la linea Marunouchi. Si tratta della seconda più antica linea di metropolitana di Tokyo, contraddistinta dal colore rosso e dalla lettera M. I fratelli Takakura (e Tabuki) abitano nei pressi del capolinea di Ogikubo. Ringo sale tutte le mattine alla fermata di Higashi-Koenji. Le scuola frequentata da Kanba e Shoma (così come la scuola di Ringo) si trova a Shinjuku-Gyoenmae. E il luogo cui sono associati tanti preziosi ricordi di famiglia di Ringo e Himari è il famoso acquario di Ikebukuro, all’altro capolinea della metropolitana.

Mawaru Penguindrum - MetropolitanaLa scelta della metropolitana non è casuale: si tratta infatti del luogo in cui nel ’95 si consumò l’attentato al Sarin ad opera di alcuni membri della setta AUM Shinrikyo. In un certo senso, la metropolitana, onnipresente e metaforica, è la vera protagonista della storia. I numerosissimi flashback sono introdotti dai visori che normalmente indicano tempo di attesa e destinazione finale del treno. Gli spostamenti dei protagonisti si compiono spesso sulla metropolitana, e sono introdotti da un’inquadratura in avvicinamento dei tornelli che si aprono. Gli episodi si chiamano station e gli eyecatch a metà di ogni puntata mostrano un punto che si muove da una fermata alla successiva.

Nelle scene che si svolgono all’interno delle carrozze non mancano mai gli spot interpretati dalle Double H. Ma questo aspetto merita una voce apposita (v. Triple H).

Continua nella parte seconda (N – Z).

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