PESSIMISMO (E POSSIBILI VIE DI FUGA) IN WELCOME TO THE NHK

ATTENZIONE Contenuto a rischio spoiler

Cosa c’entra un anime a base di otaku e hikikomori con la poetica di Montale? Quasi sicuramente, nulla. Tuttavia, dopo aver concluso la visione di Welcome to the NHK con la dolceamara puntata finale, ci sono tornati in mente alcuni versi di Casa sul mare.

Penso che per i più non sia salvezza / ma taluno sovverta ogni disegno / passi il varco, qual volle si ritrovi.

Già, non c’è salvezza per la senpai di Sato: possiamo figurarcela fin da ora come la classica casalinga disperata. Eh sì, volete che non lo abbia mollato, il suo impiego statale, dove nessuno la prendeva in considerazione? dove era abitualmente presa per una squinternata? dove, per sopravvivere ad una routine alienante, era costretta ad imbottirsi di psicofarmaci?

Welcome to the NHK- Sato con la sempaiNiente paura, la senpai si è ormai messa a posto con l’uomo in carriera brillante, affascinante, vincente. Poco importa se lui la lascia sempre sola per inseguire qualsiasi chiamata di lavoro. O se lei deve ripetersi costantemente che tutto gira per il meglio, nel tentativo di autoconvincersi. O se, alla fin fine, è solo con Sato (e non con il suo bel maritino) che può essere veramente se stessa.

Nell’episodio finale di Welcome to the NHK, la senpai rivela a Sato di essere in dolce attesa. Ci si augura che, nella solitudine dei suoi lunghi pomeriggi, si limiti a guardare tv-spazzatura e non si attacchi alla bottiglia. Non per altro, ma perché ne andrebbe della salute del feto.

Welcome to real life

Welcome to the NHK - Yamazaki e l'alcolChi invece nell’alcool ha trovato una facile fuga dalle sconfitte della vita è Yamazaki. Povero Yamazaki! Neppure per lui c’è scampo. Da ragazzino, ha già sviluppato un approccio problematico con il gentil sesso. Da liceale, viene pestato dai bulli della scuola. A vent’anni, ha già capito tutto della vita, o almeno così crede. Il mondo, là fuori, è uno schifo: si salvano solo Pururin e le ragazze dei videogiochi erotici cui ha affidato la sua speranza di rivalsa.

Eppure Yamazaki, dietro quella patina di disincantato cinismo, è un sognatore. Sa bene che la realtà della vita è ben diversa, ma sotto sotto attende sempre di essere smentito. Ricordate la battaglia a palle di neve con Sato? Le battute di Yamazaki rifanno il verso di proposito al lirismo, a volte un po’ di maniera, di serie come Toradora! e Ano Hana. Tuttavia Yamazaki ci sta, a giocare allo shonen sentimental-scolastico: in fondo, nutre la segreta speranza che la sua esistenza possa anche solo vagamente assomigliare a qualcosa di simile. Perché no, dopo tutto?

E invece, la vita è inesorabile: nessuno, in Welcome to the NHK riuscirà a coronare i propri sogni. Anche perché, probabilmente, nessuno ne ha. Solo la capoclasse sembra darsi la pena di combinare qualcosa, ma resterà intrappolata in mezzo ad una valanga di debiti, travolta dalla truffa delle vendite mul­tilivello. Quanto agli altri, la senpai esorcizza la propria incapacità di vivere evocando improbabili teorie del complotto. Sato si isola dal mondo, lasciandolo al di fuori della porta di casa: beninteso, purché il mondo non lo tormenti con le sue pressanti richieste.

Infine, Yamazaki coltiva il sogno americano in salsa giapponese. Ma forse gli sarebbe bastato (anche se non l’avrebbe mai ammesso) l’amore di Nanako. Non avrà né l’uno né l’altro: finirà a gestire la fattoria di famiglia nell’Hokkaido, seguendo di pari passo il destino inquietante che i suoi gli avevano cucito addosso, senza neppure chiedere il suo parere. E si sposerà attraverso un incontro combinato, verosimilmente con la figlia dei proprietari dell’appezzamento confinante.

Welcome to no hope

I personaggi di Welcome to the NHK sotto la neveIl panorama tracciato da Welcome to the NHK è davvero sconfortante. Non c’è posto per l’incanto, per la fantasia, per la poesia su questa terra: simili chimere sono riservate agli anime e ai videogiochi. Anche Nanako (forse il personaggio più positivo della serie, insieme alla madre di Sato) rifiuta la logica della fiaba. A lei, Yamazaki piacerebbe pure così com’è, nerd, occhialuto e sfigato. Peccato che si scopra quando è ormai troppo tardi. E Misaki, lungi dall’impersonare la classica fatina buona capace di valorizzare l’hikikomori Sato, si rivelerà messa solo un tantino meglio del protagonista, di cui ha bisogno per non sentirsi una fallita totale.

Ai nostri antieroi, a differenza di Madoka Magica, non è concessa neppure la sublime dignità del tragico. Yamazaki dissuade Sato dal suicidio con un’amara (e verissima) constatazione:

Noi non abbiamo il diritto di farci coinvolgere in cose tanto grandi come un suicidio. Per quanto possiamo deprimerci e soffrire, alla fine torniamo sempre alla solita vita idiota di tutti i giorni. E se non dovessimo tornarci, sarebbe perché da idioti siamo morti da qualche parte. Una morte drammatica non è fatta per i tipi come noi.

E il tentativo di Sato – tanto inutile quanto grottesco – di sacrificarsi per salvare Misaki dal complotto del NHK termina con un capitombolo nella rete di sicurezza tesa intorno alla scogliera.

Verrebbe da (sor)ridere per non piangere, non fosse per le categoriche affermazioni di Misaki, ex bambina maltrattata in un contesto familiare difficile: Il creatore di tutto questo, il responsabile dell’esistenza di un mondo tanto terribile – spiega la ragazza, durante una sedutanon può essere benevolo con noi. Se esiste un Dio deve essere malvagio, non c’è alcun dubbio. E quindi, che fare?

Welcome to a getaway

Forse, la soluzione ipotizzata da Welcome to the NHK nell’ultimo contratto stipulato da Sato e Misaki è la stessa trovata da Leopardi in una delle sue Operette più amate dagli studenti: il Dialogo di Plotino e di Porfirio.

Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Si bene attendiamo a tenerci compagnia l’un l’altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita.

Sato e Misaki proveranno quindi a fronteggiare il caos del mondo e l’insensatezza della vita aiutandosi e sostenendosi a vicenda, oggi come amici, domani… chissà. Ci piace pensare che, come Anna e Marco di Lucio Dalla, un giorno ci sarà qualcuno che li ha visti tornare tenendosi per mano.

Welcome to the Nhk - Ultimo contratto tra Sato e Misaki

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