I METODI DELLA NARRAZIONE IN PLANETES

ATTENZIONE Contenuto a rischio spoiler

Planetes si colloca idealmente lungo il percorso tracciato da Evangelion e Cowboy Bebop. Dai capolavori che l’hanno preceduto, ne eredita quantomeno lo spirito di sci-fi impegnato. Non solo nei termini più tipici del genere, ovvero la denuncia sociale, ma anche e soprattutto come indagine psicologica. Nonostante le suggestioni, poco importa se Shinji sia un pilota di Eva, Spike e Jet dei cacciatori di taglia o Tanabe e Hachimaki dei raccogli detriti. L’unità della trama (quando c’è) passa in secondo piano. Sono invece i personaggi il cuore pulsante della narrazione.

Si parla ovviamente di personaggi spesso affascinanti, in ogni caso complessi. Prendiamo a titolo di esempio, la dottoressa Ritsuko Akagi di Evangelion. Non figura certo tra i protagonisti della serie. Nessuno probabilmente si sarebbe lamentato se, in mezzo a tante altre personalità, fosse venuto fuori un personaggio più stereotipato. Hideaki Anno se ne guarda bene e le conferisce un carattere da eroina hitchcockiana, all’apparenza fredda ma molto passionale, col complesso di Elettra. In altri casi, con personaggi più ombrosi e sfumati, i sentimenti più nascosti sembrano suggeriti da elementi esterni: i cieli mutevoli di Ganimede, assomigliano alla volubilità di Faye, la desolazione dei paesaggi cosmici è quella più intima dell’animo degli space cowboy.

A partire da queste riflessioni su Evangelion e Cowboy Bebop, voglio provare a mettere in evidenza la struttura narrativa e i personaggi di Planetes. Non mi interessa tanto capire se Taniguchi regga o meno il confronto con Anno e Watanabe. Mi propongo invece di riconoscere le intenzioni di un simile progetto.

Planetes significato

Planetes tra incertezza identitaria e ambizione

Durante la visione di Planetes non ho potuto fare a meno di soffermarmi su due aspetti che mi sono saltati subito all’occhio: l’ambizione della serie e la sua identità. Se i primi episodi hanno un taglio da slice of life nello spazio, più avanti si assiste a un progressivo aumento di serietà. Sia nei contenuti (a un certo punto si trasforma in Mawaru Penguindrum!), sia a livello emozionale (certi episodi sono davvero struggenti). Questo a dimostrazione del fatto che le aspirazioni fossero ben più alte di quanto si potesse immaginare, dall’iniziale battaglia tra i sessi inscenata dalla nuova addetta allo smaltimento rifiuti con Mister Pannolone.

Tuttavia non è così semplice cogliere l’essenza di Planetes e delinearne un ritratto preciso. Sembra quasi che tentenni a trovare una sua direzione e che ci siano stati non pochi ripensamenti in fase di lavorazione. Cosa ben diversa sono gli esperimenti contaminatori di Cowboy Bebop, che interessano la fantascienza, il western crepuscolare e le tinte hard boiled. Nella serie di Taniguchi prevale l’incertezza. Si procede a tentoni e per sbalzi improvvisi: quando non va più bene la commedia leggera, si prova la carta del thriller psicologico. E se la retorica di Tanabe sull’amore stufa, c’è sempre l‘animo tormentato di Hachimaki o la profondità dei terroristi sudamericani.

Questa incertezza identitaria, caratterizzata forse da eccessiva ambizione, si riscontra nei metodi della narrazione di Planetes e nei suoi personaggi.

La narrazione negli episodi di Planetes

1-6

Gli episodi iniziali autoconclusivi non lasciano intravedere gli sviluppi futuri. Sembra quasi che non si credesse troppo al progetto e che solo in un secondo momento sia stato pienamente compreso il potenziale della serie. Si racconta la routine dei bizzarri dipendenti della Sezione detriti spaziali. Prevale il tranche de vie, la leggerezza macchiettista dei personaggi di contorno, l’idealismo forzato di Tanabe e il sogno infantile di Hachi di pilotare una vera astronave. I toni leggeri a volte sfociano nel demenziale. Si veda ad esempio l’episodio dei vicini di casa di Tanabe, che si spacciano per ninja. Non mancano occasioni di riflessione, come la compilazione del testamento da parte di tutti gli astronauti (peccato che Tanabe si dimostri patetica in modo esagerato).

Planetes - Ninja

7-13

Si cambia registro e si toccano i punti più lirici della serie, anche se si tratta di filler. I più toccanti riguardano una ragazza selenita malata che non ha mai visto la Terra e la storia dell’ossessione d’amore di Yuri. Si dà maggiore spessore ai personaggi secondari più promettenti (Fee, Yuri e Claire) e se ne introducono di altri molto interessanti (Gigalt, Akim, il fratellino di Hachi). Un episodio di forte critica sociale riguarda un ingegnere che vuole far certificare la tuta spaziale della sua piccola fabbrica, ma poiché appartiene a un paese del terzo mondo nessuno gli dà credito. E per finire (a metà serie esatta) sboccia l’amore tra Tanabe e Hachimaki.

Pur essendo i migliori episodi della serie, si avverte un po’ di perplessità che la cornice sia preferibile al quadro. In secondo luogo, si dedica un quarto d’ora di celebrità a membri della Toy Box come Yuri, che sono però destinati a rimanere in secondo piano.

Planetes - Hachi e la ragazza selenita

14-19

La frequentazione di Hachi e Tanabe muore sul sul nascere. Prima si mette in mezzo l’ex marito di Edel, che rovina il loro primo appuntamento. Poi ci pensa la svolta psicologica di Hachi, iniziata con la sindrome da smarrimento spaziale, che lo trasforma in un uomo cinico, che non si cura di perdere l’amore di Tanabe e l’amicizia di Cheng Shin pur di raggiungere il suo obiettivo: entrare a far parte della Von Braun. Intanto la Mezza Sezione rischia di chiudere.

Sono gli episodi più introspettivi in cui emerge il lato più oscuro di Hachi, il suo doppio. Non è l’unica svolta della serie che appare non troppo convincente e non troppo motivata. Tanabe non riesce a capire bene quale rivoluzione stia scoppiando nell’animo del suo fidanzato.

Planetes - Edel e l'ex marito

20-26

Giochi politici, declassamenti, licenziamenti volontari o imposti. Claire, per dirne una, in seguito a errori commessi sul lavoro è costretta a prendere il posto di Hachi, che nel frattempo sta partecipando alle selezioni per la Von Braun. Ma la piega degli eventi più sorprendente è un’altra. Non mi riferisco al tentativo di Cheng Shing di risultare odioso cercando di strappare un bacio a Tanabe contro la sua volontà, ma al colpo di scena che vede coinvolti Akim e Claire come terroristi del Fronte di Difesa Spaziale.

I risvolti politici, così come il cambiamento improvviso di Hachi, non sono sufficientemente preparati. O comunque appaiono espedienti per vivacizzare la storia, nonostante si sia tentato di calarsi senza retorica nelle argomentazioni dei terroristi.

Che cosa si può concludere?

Planetes è uno di quegli anime che potevano essere migliori. Il giudizio è parecchio positivo se ci riferiamo a singoli episodi davvero riusciti per lirismo, profondità o critica sociale. Alcuni di questi sono costruiti sulla falsariga di Cowboy Bebop. Si confrontino gli excursus sul passato di Faye da bambina o sulla donna amata e perduta da Jet con gli episodi già citati della ragazza selenita, dell‘amore perduto da Yuri o dei genitori che intendevano suicidarsi insieme alla figlia, dopo un ultimo viaggio sulla luna. Meno convincente, se il paragone è con Evangelion, l’aspetto introspettivo e il dialogo con se stessi.

Il punto forte della serie è senza dubbio il realismo dello spazio e del viaggio spaziale che si è tradotto, soprattutto all’inizio, nella descrizione della routine degli astronauti. Di fatto Tanabe, un po’ come Akane Tsunemori in Psycho Pass, è la nuova arrivata e necessita di un addestramento iniziale. Ciò permette allo spettatore di misurarsi con l’aderenza tecnico-scientifica della serie.

Ma se consideriamo in generale i personaggi e la struttura narrativa abbiamo qualche perplessità in più. Se Hachi ha un carattere più sfaccettato, Tanabe si limita a diventare nel corso della serie un po’ meno imbarazzante. I personaggi di contorno sfilano tra i due protagonisti, quasi reclamando la loro esistenza, rimanendo però sullo sfondo o in lontananza (come la Terra dallo spazio). Per non parlare del direttore o del suo vice, pure macchiette.

A livello narrativo permane l’impressione che Planetes sia sostanzialmente uno slice poco ispirato, che abbia ripiegato ora su una certa intimità minimalista ora sul sensazionalismo dell’azione terroristica.

Planetes spiegazione - Tanabe e Hachi

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

SuperWebTricks Loading...