SPERANZA E DISPERAZIONE IN MAWARU PENGUINDRUM E MADOKA MAGICA

ATTENZIONE Contenuto a rischio spoiler

2011: a detta di molti, annus mirabilis dell’animazione giapponese. Escono Ano HanaFate/Zero, Steins;Gate. Ed escono anche due opere dall’ispirazione per certi versi molto simile: Mawaru Penguindrum e Madoka Magica. Apparentemente, Shinbo e Urobuchi (regista e sceneggiatore in PMMM) sembrano il contraltare degli omologhi Ikuhara e Ikamie di Penguindrum. Tanto visionari quanto lucidissimi i primi. Tanto prosaici quanto surreali i secondi.

Ma benché si tratti di due opere profondamente diverse, ritroviamo alcune tematiche comuni. Madoka Magica procede con una struttura tesi – antitesi – sintesi. Ordine apparente (bene contro male, maghe contro streghe). Quindi Disordine (la scoperta del Caos da parte di Sayaka). Infine, un nuovo Ordine, che non ignora la dolorosa e assurda realtà del Caos, bensì lo include e lo supera.

In Mawaru Penguindrum riscontriamo un’analoga contrapposizione. Qui però assume la forma di un confronto tra punti di vista differenti, incarnati nei vari personaggi. C’è chi crede nel destino e chi non riesce a trovare una valida giustificazione per le sofferenze umane. Oddio, chi promuove una visione consolatoria, incentrata su un senso profondo e recondito di tutte le cose, non ci fa poi una gran figura. Ringo è a tutti gli effetti una stalker. E Tabuki non la racconta giusta: il mite e occhialuto professore cova inaspettati propositi di vendetta.

Speranza e disperazione in Mawaru Penguindrum e Madoka Magica - Ringo e Tabuki

Tra le file degli ottimisti, in Madoka Magica, troviamo invece Sayaka, che esordisce piena di fede e di speranza. Nel corso della serie, tuttavia, assistiamo alla sua lenta ma inesorabile discesa nell’abisso. La goccia che fa traboccare il vaso è l’incontro con i due yuppies sul treno. Di fronte al sessismo squallido e violento dei loro discorsi, la ragazza arriva a dubitare della sua missione e a perdere fiducia nell’umanità:

Questo mondo merita davvero di essere protetto? Per che cosa sto combattendo, in realtà? Ditemelo! Ditemelo immediatamente!

Le domande di Sayaka non possono essere eluse in alcun modo. Bisogna capire se l’Uomo è davvero passibile di redenzione. Se non è così, perché questa umanità non meriterebbe di essere abbandonata a se stessa? O addirittura di essere colpita al cuore, come si propongono i terroristi in Mawaru Penguindrum?

Battaglia senza fine

Questo è il tavolo su cui si gioca la partita di Mawaru Penguindrum e Madoka Magica. La parola definitiva spetterà, rispettivamente, a Himari e a Homura. Quest’ultima, dopo aver rivissuto per l’ennesima volta la tremenda notte di Walpurgis, propone a Madoka di arrendersi, di lasciarsi trasformare in streghe e di distruggere tutto. Ma la generosità di Madoka avrà la meglio. E Homura continuerà a combattere.

Speranza e disperazione in Mawaru Penguindrum e Madoka Magica - Homura e Madoka

A Himari è affidato invece ciò che Manzoni chiamerebbe “il sugo di tutta la storia”: per quanto Sanetoshi sia di diverso avviso, alla fine c’è un senso in tutte le cose. E questo senso è dato dall’amore. Memorabile, l’incontro fra la più piccola dei Takakura e l’uomo dal capolinea del destino nell’episodio 09. Sanetoshi cerca di insinuare nel cuore di Himari il tarlo del dubbio, ma il suo tentativo è destinato al fallimento. D’altro canto, neppure con Momoka, sedici anni prima, era riuscito a spuntarla.

A questo proposito, c’è chi ha parlato di amore-odio da parte di Sanetoshi nei confronti della sorella maggiore di Ringo. Comprensibile: da un lato, lei costituisce un’eccezione in un mondo nel quale, per citare ancora Homura si ripetono dolore e odio all’infinito. Ma d’altro canto Momoka, con la sua disponibilità all’estremo sacrificio per il bene degli altri, smentisce le tesi dell’uomo dal capolinea del destino.

Tocca a Ringo, il giorno in cui (nei piani di Sanetoshi) si dovrà compiere il secondo attentato, rivestire i panni dell’eroica sorella. E tuttavia, non si può cambiare impunemente il corso del destino: il prezzo da pagare sarà la vita. L’intervento di Shoma però mischia tutte le carte in tavola: il ragazzo si sacrificherà a sua volta al posto di Ringo, proclamandole il suo amore.

Ringo si salverà, ma perderà la memoria degli incredibili avvenimenti passati. Solo in Himari e in Masako riaffiorerà per un istante la consapevolezza degli affetti perduti. Anche questo è un punto di contatto con Madoka Magica, in cui la sola Homura – e, in parte, il piccolo Tatsuya – conserverà il ricordo di Madoka.

Sanetoshi è definitivamente sconfitto, dunque? Niente affatto: anche la lotta di Homura contro le bestie magiche non avrà mai fine. L’uomo dal capolinea del destino non si dà per vinto: prima o poi quel treno passerà di nuovo. Il dilemma posto dall’alternativa fra il baratro del pessimismo disperato e la forza dell’amore capace di giungere al sacrificio di sé non giungerà mai ad una definitiva risoluzione.

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