LA COLONNA SONORA DI MADOKA MAGICA TRA INCANTO E DESOLAZIONE

ATTENZIONE Contenuto a rischio spoiler

Secondo il prestigioso sito francese SensCritique non ci sono dubbi. La colonna sonora di Madoka Magica sarebbe la migliore di tutta l’animazione giapponese. Di certo, la compositrice Yuki Kajiura (Pandora Hearts, Fate/Zero, Sword Art Online) si è sbizzarrita e ha messo la sua vena creativa al servizio dello sperimentalismo (qui non fine a se stesso) del regista Akiyuki Shinbo. Mischiando sacro e profano, sonorità medievaleggianti ed elettronica, ispirazioni folk e contaminazioni rock, ha dato vita a brani ormai entrati nel cuore e nella mente di tutti i fan delle cinque maghette.

Il titolo latino di ogni traccia contribuisce ad evocare la solennità tragica da cui la OST è pervasa. I testi delle canzoni invece, a dispetto delle apparenze, non sono in latino. Sono stati composti ricorrendo ad una sorta di lingua neolatina priva di senso ideata ad hoc, che gli appassionati hanno scherzosamente ribattezzato Kajiurago. Proviamo allora a scendere nel dettaglio, commentando sette dei pezzi più celebri e suggestivi.

Credens justitiam

Alzi la mano chi non ha mai pensato di imbastirci sopra una coreografia adeguata. Il brano probabilmente più famoso della colonna sonora di Madoka Magica si presta in effetti ad una rivisitazione dance. Pensandoci bene, accompagna l’ingresso in battaglia di Mami. E la sua trasformazione si compie attraverso una specie di balletto in cui le sue armi (ossia, una miriade di archibugi) le si materializzano da sotto la gonna (!). Siamo al confine col kitsch? Può darsi. Difficile, però, rimanere emotivamente indifferenti.

Colonna sonora di Madoka Magica - Danza di trasformazione di Mami

Esempio per antonomasia di uso del KajiuragoCredens justitiam riesce a rendere, al di là delle facili ironie, il clima gioioso e trionfante che dovrebbe accompagnare la condizione di maga. La modulazione improvvisa di un semitono, poi, contribuisce ad aggiungere enfasi e potenza. Come ben sappiamo, si tratta di un inganno: le maghe non sono semplici eroine senza macchia e senza paura destinate a vincere contro il male. Ma questo inganno si lega all’equivoco ingenerato dai primi due episodi, nei quali la sceneggiatura finge di presentarci il solito majokko già visto in ogni salsa.

• Colonna sonora di Madoka Magica: ascolta Credens Justitiam

Sis puella magica!

Atmosfere oniriche per un pezzo associato a Kyubey e alle questioni sollevate dalla sua incombente presenza. Il sapore etnico della traccia è conferito dall’uso sapiente dell’arpa e del bouzouki irlandese – sì, esiste uno strumento musicale che si chiama così. Si percepisce un senso ancestrale di incanto, come se i poteri accordati alle maghe discendessero da una tradizione immemore.

Colonna sonora di Madoka Magica - Sayaka e Madoka in terrazza

Sis puella magica! sospinge le fanciulle prescelte (e gli spettatori) in una dimensione collocata al di sopra delle ordinarie preoccupazioni mondane. Stringere il contratto significa proiettarsi in una sfera quasi divina, e assumersi le corrispondenti responsabilità. Se vogliamo, questo brano (sempre in Kajiurago) funge da contraltare a Credens justitiam: da una parte, l’entusiasmo della combattente. Dall’altra, la malinconia pensosa di chi non sa se accettare o meno una missione più grande della propria vita.

• Colonna sonora di Madoka Magica: ascolta Sis puella magica!

Puella in somnio

Fate attenzione, quando vi capita di sentire questa traccia: potrebbe sbucarvi Homura da dietro le spalle. Lenta, soffocata, straniante, si addice perfettamente alla dark lady della serie. Il mistero racchiuso nella maghetta in nero sarà svelato solo verso la fine. Ma già si intuisce la tristezza profonda e la condanna spaventosa sulle spalle di chi ha stipulato il contratto con Kyubey. Il prezzo da pagare: la perdita della propria umanità. E la Homura dei primi episodi ha in realtà un che di gelido e sinistro.

• Colonna sonora di Madoka Magica: ascolta Puella in somnio

Decretum

Si tratta del tema legato a Sayaka, che anticipa il tragico destino della maghetta preferita dallo stesso sceneggiatore Gen Urobuchi. Con un tempo inusuale di 6/8, richiama certi sound di musica celtica. Malinconica, ma non priva di solennità, la melodia ben si sposa con il ruolo assunto dalla fanciulla dopo la scomparsa di Mami. La Sayaka riprodotta in questo brano non conosce ancora la disperazione e il nichilismo. Piuttosto, prevale la ferma e nobile accettazione della propria sorte, non senza un doloroso presagio del sacrificio finale.

• Colonna sonora di Madoka Magica: ascolta Decretum

Nux Walpurgis

Se c’è una traccia nella colonna sonora di Madoka Magica che racchiude in sé le principali tematiche dell’opera, probabilmente è questa. La fatica di Sisifo di Homura la porta a rivivere infinite volte uno scenario assurdo e tragico, nel vano e disperato tentativo di salvare Madoka. La notte di Walpurgis diventa il teatro di un’impossibile battaglia finale, che si conclude immancabilmente con la disfatta della Signora del Tempo.

Il brano si può dividere in tre parti: l’apocalittico coro iniziale, scandito con enfasi dalle percussioni, trasmette la paura, il dolore, e la disperazione di chi combatte una battaglia insensata. Nel passaggio centrale, gli archi e i fiati sottolineano, in un crescendo maestoso, il sublime eroismo di questo pur nobile sforzo. Nel finale, la ripresa del coro evoca il destino successivo alla sconfitta. Le voci femminili, distanti e sconsolate, sono con ogni probabilità le streghe pronte ad accogliere Homura nell’oscurità, dopo la resa. Ma la resa non arriverà mai.

Una curiosità: la traduzione in latino di “notte di Walpurgis” dovrebbe essere Nox walpurgis, con la O. Nux Walpurgis significa letteralmente “la noce di Walpurgis”. Un errore? Nel fandom è diffusa una teoria che istituisce un parallelismo tra Madoka Magica e il racconto di E. T. A. Hoffmann Schiaccianoci e il re dei topi, cui si è liberamente ispirato il coreografo Marius Petipa per il suo celebre balletto, musicato da Ciajkovskij.

• Colonna sonora di Madoka Magica: ascolta Nux Walpurgis

Sagitta luminis

L’apoteosi di Madoka è introdotta dall’oboe, che restituisce la tristezza della solitudine e dell’oblio cui la protagonista è condannata. Ma poiché, come osserva (da una prospettiva cristiana) Daniel Oaks, “Madoka Magica is a story of grief and agony that is miraculously transformed into a story of joy” il sacrificio della fanciulla non è inutile. Corrisponde infatti ad un’opera di redenzione: mai più vi saranno streghe a questo mondo, perché nessuna maga del presente, del passato e del futuro cadrà mai più nella disperazione.

Colonna sonora di Madoka Magica - Apoteosi della Dea Madoka

 

Il tema principale è ripetuto quattro volte. Con la seconda gli archi creano un’attesa carica di speranza, in contrasto con le lugubri prospettive suggerite da Nux Walpurgis. La sospensione si scioglie alla terza ripresa, in cui l’annuncio di un mondo da cui è bandita la disperazione è proclamato senza riserve. L’ultimo passaggio ripropone la prima versione in tono maggiore. Testimonia la serena e consapevole accettazione, da parte di Madoka, del proprio destino, frutto di una scelta libera e responsabile.

• Colonna sonora di Madoka Magica: ascolta Sagitta luminis

Pergo pugnare

Il pezzo finale della colonna sonora di Madoka Magica non è desolante quanto Nux Walpurgis e neppure fiducioso nel mondo che sarà, come Sagitta luminis. Si tratta in realtà di una sintesi mirabile di speranza e disperazione operata dagli archi. Non illudiamoci: la città osservata da Homura dall’alto di un grattacielo resta avvolta dalle tenebre. Gettare la spugna sarebbe forse la scelta più sensata, date le premesse. Ma qui viene il bello: bisogna lottare comunque, restituendo con la propria lotta un senso ad un’esistenza che di senso non ne ha. Perché, come dice Homura

Sarà pure un mondo senza speranza nel quale si ripetono dolore e odio all’infinito, ma se anche così fosse, questo è il posto che lei ha cercato di proteggere.

• Colonna sonora di Madoka Magica: ascolta Pergo pugnare

Colonna sonora di Madoka Magica - Scena finale di Homura

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