YURIKUMA ARASHI

 Titolo YURIKUMA ARASHI
Titolo originale ユリ熊嵐 Yurikuma Arashi (lett. “La tempesta delle orse giglio”, dove yuri – giglio – allude al lesbismo)
Genere Fantastico, Fantascienza, Psicologico
Durata 12 episodi (24 minuti) 
Anno 2015
Regia Kunihiko Ikuhara
Soggetto Kunihiko Ikuhara, Takayo Ikami
Sceneggiatura Kunihiko Ikuhara, Takayo Ikami
Character design Etsuko Sumimoto
Musiche Yukari Hashimoto
Una produzione Silver Link
In breve L’esplosione di un piccolo pianeta chiamato Kumaria causa una pioggia di meteoriti che precipita sulla Terra. Da quel giorni gli orsi cominciano ad attaccare gli umani, che per difendersi costruiscono il Muro dell’Estinzione. Anni dopo, le orsette Ginko e Lulu assumono le sembianze di due adolescenti ed entrano come studentesse nell’Istituto femminile Arashigaoka.
Punti di forza Opera in pieno stile Ikuhara, che riprende tematiche, simboli e il contenuto politico dei suoi precedenti lavori. La breve durata dell’anime impedisce all’autore di perdere (troppo) tempo in divagazioni inutili. Storia profonda, commovente e non troppo difficile da decifrare.
Punti di debolezza I toni esasperanti dello yuri e del fanservice nei primi episodi scoraggiano il proseguimento della serie, che si presenta come un bizzarro divertissement di Ikuhara e nulla più. Per fortuna non è così, ma non siamo ai livelli di Revolutionary Girl Utena né di Mawaru Penguindrum.
Visione del mondo L’amore, quando è autentico e non egoistico o pulsionale, è in grado di salvare il mondo, superando ogni divisione sociale.
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PRECAUZIONI PER L’USO DI YURIKUMA ARASHI

Dopo Utena e Mawaru Penguindrum, vi sentite pronti per affrontare Yurikuma Arashi. Se è il vostro caso, siete nel posto giusto, perché potrebbero tornarvi utili alcuni avvertimenti preliminari. Altrimenti, vi consiglio di partire con i primi titoli che vi ho citato.

Conoscendo Kunihiko Ikuhara, non sarà necessario soffermarsi troppo (né mettervi in guardia) sulla complessità visionaria della serie. Ormai siete vaccinati! Ma probabilmente vi starete domandando se valga la pena guardare Yurikuma Arashi. La verità è che non sapete bene che cosa aspettarvi. Avete dato un’occhiata alla trama e temete di finire risucchiati in un vortice di follia e perversione zoofila.

È comprensibile stimare con qualche riserva la genialità di Ikuhara. Vi propongo perciò un invito alla visione di Yurikuma Arashi. Leggetelo prima di (non) far partire lo streaming. Sono solo dei consigli per prevenire eventuali perplessità e seguire meglio la serie.

Yurikuma arashi orsette

Non interrompere la visione di Yurikuma Arashi dopo i primi episodi

La tentazione sarà forte, ma non demordete. I lavori di Ikuhara richiedono costantemente la fiducia (ripagata) dello spettatore. Ricordate il senso di straniamento all’inizio di Mawaru Penguindrum? Nonostante i toni leggeri della commedia, si coglieva un’abbondanza allegorica, quasi urtante rispetto all’apparente linearità delle vicende. Ma al netto degli omini stilizzati della folla (e di altri espedienti), la caccia al misterioso diario e l’evoluzione del rapporto tra Shoma e Ringo riuscivano comunque a intrattenerci. Poi una scioccante rivelazione a metà serie, che rimescola le carte in gioco e capovolge il senso dell’opera.

L’esordio di Yurikuma Arashi è davvero disturbante. Un vero e proprio shock visivo (anzi un orso shock!) basato sull’esasperazione del genere yuri e della componente furry. L’omosessualità spinta, non soltanto tra le studentesse, ma anche delle orse, sembra un’operazione commerciale destinata agli otaku più lascivi. È tutto un tripudio di personaggi moe, feticismo, leccatine, simboli fallici e di natura sessuale. I temi portanti, così come il consueto apparato allegorico del regista, risultano quasi pretestuosi. Inoltre, gli inserti dello strano processo allo yuri, un tribunale che ha come imputate le orsette, rende la trama ancora più sconclusionata.

State già pensando a quale altra serie guardare? Resistete solo per i primi tre o quattro episodi. Al contrario di Mawaru Penguindrum, che ha un inizio lineare e poi la trama si complica, in Yurikuma Arashi dopo l’impatto traumatico la storia si rivela molto più comprensibile di altre opere di Ikuhara.

Yurikuma Arashi sex

Yurikuma Arashi non racconta l’omosessualità femminile

Sarebbe fuorviante e riduttivo raccomandarvi questa serie perché affronta le problematiche che ruotano intorno all’omosessualità femminile. Soffermarsi troppo sul fatto che Ikuhara abbia sempre strizzato l’occhio allo yuri – e considerare Yurikuma Arashi come una decostruzione del genere – restringe troppo l’orizzonte dei significati.

Lo stesso Ikuhara in un’intervista del 2000 (consultabile qui) aveva già dichiarato di non volersi focalizzare su relazioni eterosessuali, per evitare che la storia d’amore prenda il sopravvento sul senso dell’opera. Il suo discorso è rivolto come sempre all’umanità, contro l’emarginazione e il sacrificio di chi non si conforma e non è utile al sistema. Non vi sfuggiranno ad esempio parallelismi tra il macella-bambini di Mawaru Penguindrum e la tempesta invisibile di Yurikuma Arashi. Ma sono davvero tanti i rimandi a Penguindrum e a Utena. Provate a cercarli!

In questa prospettiva, l’amore oltrepassa la discriminazione di genere e aspira all’universalità. In Yurikuma Arashi assistiamo alle più disparate rappresentazioni dell’amore: come manifestazione degli istinti più bestiali o nella sua forma più egoistica. Ma ci sarà possibilità di salvezza soltanto per chi non abbandona i propri sentimenti. Naturalmente devono essere autentici e disinteressati affinché i baci (della promessa) generino frutti.

Sì, va bene, ma Yurikuma Arashi merita di essere guardato?

A patto di sapere a che cosa si va incontro, la risposta non può che essere affermativa. A discapito di come si presenta, Yurikuma Arashi si rivela una storia persino commovente che riprende le tematiche care al regista. Per certi versi si può considerare un’appendice (o un vero e proprio compendio) di Mawaru Penguindrum. Potrebbe addirittura essere un modo per comprenderlo meglio.

Non si tratta quindi di un’opera con tematiche diverse da altre produzioni del regista. Il ricorso esasperante dell’omosessualità femminile non è mero fanservice, né un elemento di novità, ma è funzionale per delineare ancora una volta il complesso e poetico universo di Ikuhara. Perciò il giudizio della corte è… Yuri acconsentito!

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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