WELCOME TO THE NHK

Titolo WELCOME TO THE NHK
Titolo originale NHK ようこそ! NHK ni yōkoso! 
Genere Commedia drammatica, Psicologico
Durata 24 episodi (24 min.)
Anno 2006 (it. 2011)
Regia Yusuke Yamamoto
Soggetto Tatsuhiko Takimoto (romanzo)
Sceneggiatura Satoru Nishizono
Character design Masashi Ishihama, Takahiko Yoshida
Musiche Pearl Brothers
Una produzione Gonzo
In breve In una Tokyo spietata e indifferente al destino dei suoi figli, si consumano le vite di un hikikomori (Tatsuhiro Sato) barricato in casa da più di tre anni, di un otaku (Kaoru Yamazaki) che affida alla creazione di un galge le sue speranze di riscatto e di una ragazza timida e spaurita (Misaki Nakahara) con un oscuro passato.
Punti di forza L’iper-realismo della serie rifugge da schemi convenzionali e consolatori e non concede sconti a nessuno. Pur affrontando temi esistenziali molto forti, come la solitudine e le dipendenze, lo spettatore ride spesso: amaramente, ma di gusto.
Punti di debolezza L’eccessivo disincanto fa apparire la storia fin troppo arida. L’esiguo numero dei personaggi rende talvolta le dinamiche interpersonali piuttosto soffocanti.
Visione del mondo Ci si può salvare solo se si condivide insieme la fatica di vivere. Diversamente, l’alternativa è posta tra l’emarginazione e la felicità illusoria dell’integrazione.
Per approfondire Quando hai terminato la serie ti invitiamo a ragionare sulle possibilità di salvezza in Welcome to the NHK. Non sono molte, a dire il vero, e nemmeno riservate a tutti. Ricorrendo a suggestioni letterarie (Leopardi e Montale in primis) seguiamo gli sviluppi esistenziali dei personaggi che tentano di fronteggiare una vita idiota e senza senso.
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WELCOME TO THE NHK: E PURURIN SE NE STA A GUARDARE

Una sinfonia urbana in tono dimesso: così si può definire Welcome to the NHK. Nella megalopoli tentacolare non c’è spazio per chi non sgomita alla ricerca di un posto al sole. Già Haruhi Suzumiya si era accorta che il destino del singolo individuo è così piccolo e insignificante, in mezzo ad una folla di milioni di persone.

Welcome to the NHK - Misaki, Sato e Yamazaki

Una lente d’ingrandimento si posa su tre microcosmi isolati e marginali: Sato, Yamazaki e Misaki, spettatori della vita, finiscono (loro malgrado) per assumere il ruolo di protagonisti. Tre solitudini che si intrecciano, tre “umiliati e offesi”, per dirla alla Dostoevskij, che inseguono la speranza di dare in un modo o nell’altro una svolta al loro avvenire.

I personaggi di Welcome to the NHK sono insetti prigionieri di un bicchiere capovolto. Continuano a sbattere contro il vetro, ma non perdono mai di vista la possibilità di guadagnare prima o poi la libertà. A Yamazaki spetta la pars destruens. Il suo cinismo arrabbiato, credibile a livello di sceneggiatura, non lo è però sul piano umano. Si percepisce la disillusione – ma soprattutto la delusione – nei confronti di un mondo ben diverso dagli episodi di Pururin, l’eroina del cartone animato preferito.

Misaki e Sato - Primo contratto

Sato e Misaki agiscono invece sulla pars construens. A dire il vero, al principio sembrano ricadere nel cliché trito e ritrito del disadattato e della crocerossina, ma bastano poche puntate per capire che non è così. A Sato il ruolo va stretto, e cerca di svincolarsi come Ulisse con Calipso. Misaki invece non la conta giusta: per la prima metà della serie, appare quasi come il personaggio meno riuscito. Ignoriamo le sue motivazioni, e quando finalmente ci sono svelate, appariranno tragicomiche e paradossali. A pensarci bene, pienamente in linea con lo spirito dell’opera.

Welcome to the NHK e il sorriso di Pururin

Si ride spesso durante la visione di Welcome to the NHK, anche se si tratta perlopiù di risate amarognole. Chi sorride sempre, invece, è la bambola a grandezza naturale di Pururin. Dapprincipio musa ispiratrice di Yamazaki, viene trasferita poi in casa di Sato. Sotto il suo sguardo olimpicamente distaccato, ironia e autoironia diventano cifre costitutive tanto della trama quanto delle dinamiche interne ai personaggi.

Sato e Yamazaki al lavoro

Sato e gli altri sono infatti i primi a non prendersi troppo sul serio. E gli sceneggiatori di questo anime iper-realista sembrano divertirsi ad estrapolare e a smantellare miti consolatori sfruttati a piene mani in opere più convenzionali. E casomai il tono si innalzasse troppo, niente paura: accadrà qualcosa che lo riporterà, inevitabilmente, al livello di partenza.

In definitiva, Welcome to the NHK è un’opera moderna, alternativa, che non fa sconti a nulla e a nessuno, fan compresi. In fondo, si tratta di una salutare doccia fredda di cui avevamo bisogno. Confessiamolo: dopo anni e anni di shonen è già tanto se non ci siamo completamente rimbambiti. Ma è mai possibile che il protagonista maschile, per quanto sfigato, o inetto, o depresso, non abbia difficoltà – purché si mantenga fedele ai propri valori – nell’attirare stuoli di splendide fanciulle? Se siete in cerca di tematiche di questo tipo, lasciate perdere e guardatevi qualcos’altro. Lo diciamo per il vostro bene.

Chi invece sa guardare in faccia la realtà, senza per questo perdere la capacità di ridere della vita si affezionerà senz’altro a questi personaggi così scombinati. Figure nelle quali  noi spettatori (per un verso o per l’altro) ci rispecchiamo. Siamo davvero messi tanto meglio? Anche solo per rispondere a questa domanda e levarci un dubbio, vale veramente la pena di gustarsi questo gioiellino.

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