USAGI DROP

Titolo USAGI DROP
Titolo originale うさぎドロップ Usagi Doroppu
Genere Slice of life
Durata 11 episodi (23 min.) + 4 episodi bonus (5 min.)
Anno 2011 (it. inedito)
Regia Kanta Kamei
Soggetto Yumi Unita (manga)
Sceneggiatura Taku Kishimoto
Character design Yuu Yamashita
Musiche Suguru Matsutani
Una produzione Production I.G
In breve A una riunione di famiglia, Daikichi scopre l’esistenza della piccola Rin, figlia illegittima del nonno defunto. Mentre tutti i parenti fanno orecchie da mercante, lui la prende con sé cominciando una nuova vita a due.
Punti di forza Storia tenera e piena di poesia: fa venire voglia di mettere su famiglia e di contribuire all’incremento del PIL.
Punti di debolezza Peccato per certe situazioni che avrebbero meritato una risoluzione convincente (e concludente) nel corso dell’anime. Passiamo al manga, dunque? Ma neanche per idea: c’è solo di che rimanere delusi, se non inorriditi.
Visione del mondo Che bella la famiglia, per quanto improvvisata e fuori dagli schemi!
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USAGI DROP, O LE GIOIE DELLA PATERNITÀ

Capita di andare al funerale del nonno e di scoprire che il vecchio aveva messo incinta una mangaka. Questa l’idea di partenza di Usagi Drop. E come si fa, con la figlia illegittima dell’arzillo patriarca? Chi è disposto a prendersi cura della piccola Rin, vivace bimbetta di sei anni? Tutto il parentado allarga le braccia, tranne il nipote Daikichi, trentenne single interamente concentrato sul lavoro. Nasce così una famiglia atipica, ma non per questo meno unita e affettuosa.

Ben presto ci troviamo a seguire il tran-tran di Daikichi alle prese con l’esperienza di essere padre. Un padre che, magari un po’ goffamente, cerca comunque di assolvere come meglio può i suoi doveri e le sue responsabilità. Si riveleranno preziosi i consigli dei genitori, della cugina mal maritata, dei colleghi sposati. E soprattutto, di Yukari, la bella madre divorziata di Koki, amichetto e compagno di scuola con cui Rin lega particolarmente.

Una soluzione provvisoria – Daikichi all’inizio ci prova pure, a rintracciare la madre di Rin per affidarle la bambina – si trasforma ben presto in una realtà condivisa nel quotidiano. In Usagi Drop troviamo da  una parte Rin, che bagna ancora il letto (leggi: il futon) perché non ha ancora superato il trauma dell’abbandono. E dall’altra, un uomo in carriera che rinuncia alle serate fino a tardi in ufficio e alle bevute liberatorie con i colleghi per occuparsi della piccola. Ma è davvero una rinuncia? O piuttosto, un nuovo senso di cui riempire la propria esistenza?

Usagi Drop - Daikichi e Yukari con i figli

Usagi Drop, lo slice per eccellenza

Usagi Drop è, prima di tutto, la storia dell’incontro di due vite. Una storia d’amore, inteso in senso lato, quindi. Un vero e proprio slice of life, dove ci è illustrata (a gioiose e giocose tinte pastello) ogni singola fetta della vita di Daikichi con Rin e della poesia che la accompagna. Non tutto è rose e fiori, si capisce. Epiche le scene in cui ci sono mostrati gli scatti da mezzofondista di Daikichi (e Yukari) per correre a recuperare i figli. O l’angoscia di Daikichi per la febbre di Rin che non si decide a scendere. Per non parlare del demansionamento che Daikichi accetterà di buon grado, pur di ottenere dall’azienda orari più consoni alla vita in famiglia.

Ma il bilancio complessivo è nettamente positivo. Perché, come spiega Yukari, non è che un figlio sottragga tempo per sé. Al contrario, anche il tempo che si trascorre con i figli è tempo per sé. E del più prezioso. Il tempo dello spettatore, invece, scorre fin troppo velocemente, ed è con una certa malinconia che ci stacchiamo (presto, troppo presto: dopo soli 11 episodi) dal racconto della crescita di Rin. Un invito a procedere alla lettura del manga, come vi abbiamo consigliato con Re:LIFE? Date retta, lasciate perdere: senza scendere nel dettaglio, la storia sviluppandosi perde d’incanto e suscita sconcerto, per non usare termini più forti. Meglio fermarsi qui.

Tornando all’anime, non possiamo nascondere la nostra soddisfazione nel constatare che slice of life non significa soltanto “storie di adolescenti in formazione”, come Hanasaku Iroha. Ma anche storie di adulti, si suppone già formati (anche se, come ci insegnava Eduardo de Filippo, gli esami non finiscono mai) alle prese con le sfide inaspettate che a volte ci lancia la vita. In questo senso, Usagi Drop si configura come esponente di un sottogenere (a cui appartiene, per esempio, The Great Passage) che ci piacerebbe vedere maggiormente esplorato dall’animazione giapponese.

Usagi Drop - Rin sulla schiena di Daikichi

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