TORADORA!

Titolo TORADORA!
Titolo originale とらドラ Toradora!
Genere Commedia, Sentimentale, Scolastico
Durata 25 episodi (24 min.)
Anno 2008 (it. 2011).
Regia Tatsuyuki Nagai
Soggetto Yuyuko Takemiya (light novel illustrata da Yasu)
Sceneggiatura Mari Okada
Character design Yasu (originale), Masayoshi Tanaka
Musiche Yukari Hashimoto
Una produzione J.C.Staff
In breve Ryuji è un ragazzo gentile dallo sguardo tagliente, Taiga è famosa per la sua aggressività. Diventati amici, uniscono le forze per realizzare i propri sogni d’amore. Ma a scuola si incomincia a sospettare che tra i due ci sia del tenero.
Punti di forza Una godibile commedia romantica che preferisce puntare sull’amicizia di Ryuji e Taiga piuttosto che insistere sulle loro vicende sentimentali. Divertente e profonda, riesce a dosare i toni senza scadere nel patetico o contorcersi in deliranti flussi di coscienza. Non si perde l’entusiasmo nonostante la trama convenzionale e tutti i luoghi comuni dello school drama.
Punti di debolezza Gli sviluppi narrativi della seconda parte ci sembrano leggermente pretestuosi. È difficile comprendere fino in fondo certe reazioni manifestate dai personaggi. Fate caso allo strano comportamento di Yusaku in #15 Le stelle, come sono lontane o alle motivazioni della fuga di Ryuji e Taiga in #24 La dichiarazione. Sono credibili? O servono soltanto a giustificare i risvolti melodrammatici?
Visione del mondo Solo il destino può stabilire chi è in grado di vedere l’amore. Si possono aumentare le probabilità di successo, predisponendo il cuore e continuando a crederci.
Per approfondire Nella nostra analisi dei personaggi, non vengono semplicemente delineati i caratteri di Ryuji, Taiga, Ami, Minori e Yusaku. Si è preferito mettere in risalto le loro maschere, perchè i protagonisti della serie appaiono agli altri per quello che non sono. C’è chi è apertamente costruito, chi finge senza volerlo e chi ha raggiunto uno stadio avanzato di totale identificazione con la maschera. Andremo perciò alla scoperta del loro vero volto!
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TORADORA: RADIOGRAFIA DI UNO SCOLASTICO

Toradora è uno scolastico puro, che non conosce contaminazioni di genere, nè sconfinamenti nel fantastico. Non ha caratteri innovativi o quantomeno atipici. Ed è difficile parlarne persino in termini di variazione sul tema. Si presta quindi molto bene a essere assunto come modello di riferimento, destinato a chi si avvicina per la prima volta allo school drama. Eppure è un’opera amatissima dal pubblico e per niente dozzinale. Ci interrogheremo perciò sui motivi di interesse, confrontando anche anime (del passato e più recenti) ambientati tra i banchi di scuola.

Toradora! Un treno che porta al mare

Toradora: un prodotto di genere

Non solo grazie a Toradora e agli scolastici, ma anche guardando altre serie in cui i protagonisti sono minorenni, finiamo per conoscere meglio il sistema scolastico giapponese rispetto al nostro. Abbiamo ormai una certa confidenza con il calendario delle festività studentesche (su tutte la Golden Week), i club scolastici, il festival culturale e il periodo degli esami.

Toradora non solo è scandito da questi ritmi scolastici, ma ne è totalmente immerso. Evita infatti di concedersi deviazioni di percorso o espedienti narrativi che escano dalla routine dello studente liceale. Nella serie non ci sono ad esempio elementi soprannaturali. Si pensi ai poteri ESP del protagonista di Orange Road o alla ragazza che esce dal videoregistratore in Video Girl Ai. Una tendenza portata al parossismo da La malinconia di Haruhi Suzumiya, ma che vivacizza le sceneggiature e tiene incollato alo schermo lo spettatore.

Allo stesso tempo, i personaggi di Toradora non ci appaiono particolarmente realistici o credibili come quelli di Lovely complex e di Honey and clover. Seguono piuttosto le orme degli imbranati protagonisti di vecchi school drama, sistematicamenti inseriti in un triangolo amoroso. Tengono invece le distanze dalle più moderne e ciniche figure maschili in stile OreGairu.

Kitamura solleva Taiga in Toradora

Amore e destino: i sottotesti di Toradora

Sarebbe affrettato ritenere Toradora uno scolastico di vecchia maniera pieno di luoghi comuni di genere. Di certo non si distingue per originalità e non tenta nemmeno di caratterizzarsi troppo, come al contrario avviene nelle opere della Kyoto. In Hyouka si risolvono dei misteri legati alla scuola. Protagoniste di K-ON sono studentesse musiciste che sognano di esibirsi al festival scolastico. In Chunibyo si affronta la cosiddetta “sindrome da seconda media” (la mania adolescenziale di credersi dotati di poteri speciali). Gli unici aspetti un po’ curiosi sono lo sguardo truce di Ryuji quando invece è un ragazzo mansueto (ma non si gioca molto su questo suo lato) e l’aggressività di Taiga (ma fa parte del tipico carattere tsundere).

In realtà gli aspetti più significativi di Toradora non riguardano le pur godibilissime vicende, ma i suoi sottotesti. Come in Mawaru Penguindrum e Madoka magica c’è una riflessione sul destino, che per voce di Ryuji e Taiga ridefinisce la concezione dell’amore negli scolastici:

Esiste in questo mondo qualcosa che nessuno ha mai visto. Si tratta di qualcosa di gentile ed estremamente dolce. Presumo che se fosse possibile vederlo, tutti finirebbero per desiderarlo. Ed è per tale motivo che il mondo l’ha nascosto, per assicurarsi che non potesse essere ottenuto con facilità. Ma prima o poi qualcuno lo troverà. L’unica persona destinata ad ottenere quel qualcosa, l’otterrà senza meno. È così che ha stabilito il destino.

In Toradora si avanza una tesi disarmante. Pochi prescelti dal destino avvistano l’amore: evanescente come un fantasma, incredibile come un miracolo. Alla spensieratezza adolescenziale si fa strada il disincanto. Non è sufficiente la nobiltà d’animo per essere ricambiati dalla compagna di classe più carina. Per citare nuovamente l’opera di Katsura, i puri di cuore potranno vedere il Gokuraku ma non è detto che incontreranno una Ai Amano.

Toradora - Koschieda, tu ci credi ai fantasmi?

Toradora tra disincanto ed emozione

Toradora si colloca a metà tra lo school drama tradizionale e quello moderno. Pur rimanendo una storia romantica, si adatta a un pubblico giovanile meno incantato rispetto ai loro coetanei degli anni Ottanta e Novanta. I personaggi, a differenza degli anime del passato, sono sfaccettati e quasi ambigui. E, dato non irrilevante, non ci sono macchiette. Le personalità invece si sviluppano, come di consueto, durante una gita scolastica, la visita a un tempio, una vacanza o l’organizzazione del festival culturale.

Per il resto è una buona serie che, a differenza delle più recenti ambientate tra i banchi di scuola, è in grado di emozionare. Il disincanto non sfocia mai nell’aridità. Insomma, fa niente se non tutti possono vedere l’amore. Gli altri si impegneranno comunque per realizzare i propri desideri.

toradora al mare

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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