TERROR IN RESONANCE

 Titolo TERROR IN RESONANCE
Titolo originale 残響のテロル Zankyō no teroru (lett. “Il terrore dell’eco)
Genere Thriller, Poliziesco, Mistero
Durata 11 episodi (24 min.)
Anno 2014
Regia Shinichiro Watanabe
Soggetto Shinichiro Watanabe (orig.)
Sceneggiatura Shōten Yano (ep. 1-3), Hiroshi Seko (ep. 4, 6, 9, 11), Jun Kumagai (ep. 5, 7), Kenta Ihara (ep. 8, 10)
Character design Kazuto Nakazawa
Musiche Yoko Kanno
Una produzione MAPPA
In breve Due adolescenti tengono sotto scacco il Giappone con i loro attacchi terroristici. Nei loro video caricati su internet, ricorrono a indovinelli per comunicare alla polizia il luogo dei prossimi attentati. Un agente scomodo accetta la sfida, anche a costo di rischiare il licenziamento.
Terror in resonance locandinaShinichiro Watanabe con Terror in Resonance sembra voler affrontare in una volta sola tutti gli incubi che terrorizzano il Giappone. I due avvenimenti più drammatici per il Sol Levante (se si escludono tsunami e terremoti) sono molto probabilmente le bombe atomiche sganciate a Hiroshima e Nagasaki nel 1945 e l’attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo del 1995

Terror in Resonance racconta di due adolescenti terroristi che minacciano il Paese con attentati e rubano del plutonio per l’ultimo – e definitivo – attacco “nucleare”.  Non c’è da stupirsi che per molto tempo il progetto di Watanabe non abbia ricevuto l’approvazione. Già i produttori di Mawaru Penguindrum avevano manifestato a Kunihiko Ikuhara tutta la loro perplessità per «una storia così infelice», che si riferiva all’attacco al sarin a opera della setta di Aum.

La serie ci presenta anche un personaggio come l’agente Shibasaki, sensibile alla questione nucleare. È originario di Nagasaki e appartiene alla generazione successiva alle vittime dei bombardamenti e agli hibakusa (coloro che riuscirono invece a sopravvivere). Ma non stiamo parlando certo di rievocazioni storiche sulla falsariga di In questo angolo di mondoTerror in Resonance è soprattutto un thriller. 

A differenza di Eden of the East, la tensione rimane alta per tutta la serie, anche quando si svelano certi retroscena misteriosi. Chi sono questi adolescenti? e perché hanno scelto la strada del terrorismo? si chiede legittimamente lo spettatore. Trattandosi del regista di Cowboy Bebop la risposta non sarà deludente! A deludere le aspettative ci pensa una sceneggiatura troppo zoppicante.

Terror in resonance assomiglia a una canzone bellissima, finché non ci soffermiamo sulle parole. Le scelte registiche e grafiche contribuiscono a tenerci incollati allo schermo. Ed è senz’altro un aspetto da tenere in considerazione. Ci sono purtroppo molte serie che vorrebbero tenerci col fiato sospeso, ma riescono soltanto a farci addormentare, come B The Beginning.

Luci, colori, atmosfere e – su tutti – il ritmo contribuiscono a creare suspense e a farci sentire soddisfatti della visione. Se si sofferma sulla storia si scoprono però incongruenze, risvolti poco plausibili e confusionari. Ci viene quasi il sospetto che sia una soluzione  fin troppo comoda per tappare i buchi di sceneggiatura, interpretare Terror in Resonance (un po’ come è avvenuto per Evangelion) come una metafora sulla difficoltà di crescere. A proposito, leggetevi questa intervista a Watanabe.

Punti di forza Ottimo comparto tecnico. Il ritmo coinvolge lo spettatore dall’inizio alla fine.
Punti di debolezza Non riusciamo ad affezionarci ai personaggi. Certi sviluppi narrativi avrebbero meritato un approfondimento.
Visione del mondo Combattere lo Stato può essere un modo per uccidere (freudianamente) i propri genitori.
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Terror in Resonance - Lisa e Twelve

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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