SEISHUN BUTA YARО̄

Titolo SEISHUN BUTA YARŌ
Titolo originale 青春ブタ野郎はバニーガール先輩の夢を見ない Seishun Buta Yarō wa Bunny Girl-senpai no Yume wo Minai (lett. “Il giovane maiale non sogna una senpai coniglietta”). Conosciuto anche come 青ブタ AoButa e con il titolo inglese Rascal Does Not Dream of Bunny Girl Senpai
Genere ScolasticoPsicologico, Soprannaturale 
Durata 13 episodi
Anno 2018 (it. inedito)
Regia Sōichi Masui
Soggetto Hajime Kamoshida (light novel illustrata da Keeji Mizoguchi) 
Sceneggiatura Masahiro Yokotani
Character design Keeji Mizoguchi (orig.), Satomi Tamura
Musiche Fox Capture Plan
Una produzione CloverWorks
In breve Sakuta è schivo, ha pochi amici e una reputazione non eccezionale. Ma quando si trova a fronteggiare i sintomi di una misteriosa sindrome adolescenziale che colpisce pure le persone intorno a lui, il nostro eroe decide di intervenire. Primo caso da affrontare: una fascinosa senpai fornita di un costume da coniglietta…
Punti di forza Lodevole l’intenzione di approfondire la psicologia dei personaggi, sebbene il tentativo rimanga a volte congelato in uno stadio potenziale. Piacevole e interessante la narrazione dell’intrigo principale, anche se gli interventi delle comprimarie impediscono a Mai di dominare effettivamente la scena (e alla love-story di svilupparsi più di tanto).
Punti di debolezza La sintesi tra scientifico e magico-soprannaturale à la Haruhi Suzumiya (lì però era riuscita meglio) operata dalla così detta sindrome adolescenziale suona, di quando in quando, stonata e artificiosa.
Visione del mondo La dimensione psicologica dell’individuo come cifra costitutiva dell’ambiente sociale circostante. E l’importanza della relazionalità nel processo di risoluzione dei conflitti interiori tipici dell’adolescenza.
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SEISHUN BUTA YARŌ, O IL MAIALE E LA CONIGLIETTA

Il 2018 si è aperto con la piacevole sorpresa di Takagi-san e si è chiuso con un’altra piacevole sorpresa. Parliamo di Rascal Does Not Dream of Bunny Girl Senpai o, se preferite, Seishun Buta Yarō. Sorpresa, perché – confessiamolo – all’inizio eravamo piuttosto scettici. C’era un fondato sospetto di harem di cui non riuscivamo a liberarci. E, in tutta onestà, dopo esserci sciroppati due stagioni di Nisekoi, ci sentivamo a posto almeno fino al 2030.

Per fortuna, abbiamo scoperto di sbagliarci. Anche se, in principio, c’è voluto un po’ di tempo prima di dissipare i nostri dubbi. Non si capiva dove intendesse esattamente andare a parare la sceneggiatura. Cosa mi stai raccontando, di preciso? Ciò nonostante, abbiamo deciso di fidarci, e alla fine non ci siamo pentiti.

Tutti a parlare di connessioni con Bakemonogatari ma noi, in un primo momento, siamo riandati con la memoria, piuttosto, a OreGairu. In effetti, se si parla dei personaggi in sé e per sé, si ritrovano diverse analogie. Mai, la protagonista femminile nonché intrigante coniglietta di Seishun Buta Yarō, pare la cugina di Yukino. E il nostro eroe, il Rascal del titolo – alias, Sakuta Azusagawa – ha una sorellina che adora e una vita sociale non proprio invidiabile. Per intenderci, a scuola lo evitano tutti. Insomma, ci ricorda per certi versi Hachiman, sebbene in versione soft.

Dopotutto, infatti, l’isolamento di Hachiman, fuori dalle mura domestiche, è totale. Mentre Sakuta due amici li ha pure: l’asso del club di basket Yuuma Kunimi, e l’introversa scienziata Rio Futaba. Inoltre, Sakuta non ostenta una sorta di autocompiacimento della propria condizione. Sotto sotto, vorrebbe cambiarla. Tanto per cominciare, levandosi di dosso la cattiva fama attribuitagli all’interno dell’istituto.

Rascal Does Not Dream of Bunny Girl Senpai - Sakuta tra Futaba e Kunimi
Sakuta (al centro) e i suoi più cari amici: Futaba e Kunimi

Rascal? Non scherziamo…

Di Bakemonogatari è ripreso invece l’assetto della trama, strutturata anche qui in minisaghe narrative calibrate sulle light novel di Hajime Kamoshida (sì, l’autore di Sakurasou no Pet na Kanojo). E anche qui, in ciascun arco narrativo il nostro eroe dovrà ingegnarsi per risolvere i problemi della ragazza di turno. Sempre riconducibili alla stessa matrice: no, non la possessione da parte di spiriti maligni, ma una non meglio precisata sindrome adolescenziale (tranquilli, la Chūnibyō non c’entra per nulla).

Il titolo inglese allude a un mascalzoncello, una simpatica canaglia (Rascal, per l’appunto). Quello giapponese scomoda addirittura buta, il maiale. In realtà, Sakuta fa a gara di altruismo con Koyomi Araragi, ed è di una monogamia a dir poco esemplare. Semplicemente, ha gli ormoni del tutto in regola. Magari gli possono essere giusto rinfacciate alcune tendenze vagamente masochiste, ma chi di noi è privo di difetti?

Bando alle facezie, di Rascal Does Not Dream of Bunny Girl Senpai convincono i due protagonisti, Sakuta e Mai, il maiale e la coniglietta. Temevamo, a dire il vero, di trovarci di fronte ad un certo stereotipo di personaggio maschile abulico e disincantato, di quelli divenuti abbastanza in voga negli ultimi 10-15 anni.

Per fortuna, non è così: Sakuta ha una verve, una carica umana, una faccia da schiaffi davvero irresistibili. Qui non c’è neppure bisogno di riconciliarsi con la vita: Sakuta ci ha già fatto pace da un pezzo. Aspetta solo l’occasione giusta, lo stimolo adeguato (ad esempio, una bella senpai coniglietta) per rimettersi in gioco. E Mai? Forse lei è già più di maniera, ma resta comunque un pezzo da novanta (non stiamo alludendo alle misure).

Convince di meno, invece, lo pseudo-scientifico apparato soprannaturale sul quale è imperniata la trama. Suona poco genuino, e lascia onestamente un po’ freddini. Ma anche così, rimane pur tuttavia un’opera fresca, godibile, avvincente. E siamo in attesa di vedere il film, previsto in uscita il 15 giugno prossimo nelle sale giapponesi.

Rascal Does Not Dream of Bunny Girl Senpai - Mai e Sakuta
Mai e Sakuta
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