RE:ZERO – STARTING LIFE IN A NEW WORLD

Titolo RE:ZERO – STARTING LIFE IN A NEW WORLD
Titolo originale Re: ゼロから始める異世界生活 Re: zero kara hajimeru isekai seikatsu (lett. “Re: vita da capo in un mondo parallelo”)
Genere Drammatico, Fantastico, Avventura
Durata 25 episodi (24 min. *tranne ep. 1 di 49 min.)
Anno 2016
Regia Masaharu Watanabe
Soggetto Tappei Nagatsuki (light novel)
Sceneggiatura Masahiro Yokotani
Character design Makoto Fugetsu (orig.), Kyuta Sakai
Musiche Kenichiro Suehiro
Una produzione White Fox 
In breve Subaru è un hikikomori che, dopo essere uscito da un conbini, si ritrova catapultato in un universo fantasy. Da quel momento in poi si trova coinvolto in una serie di disavventure, grazie alle quali scopre di avere un potere speciale. È in grado infatti di ritornare indietro nel tempo tutte le volte che viene ferito a morte. Proverà così a mettere in salvo la vita della ragazza coi capelli argentati appena conosciuta.
Re:Zero locandinaIn genere le serie di grande popolarità tendono a dividere il pubblico. Re:Zero, etichettato ovunque nel web con la formula “o lo ami o lo odi”, non fa eccezione. Ma pur da posizioni molto distanti, fan e detrattori non si sono lasciati sfuggire alcune perplessità che gravano su questa prima (ma, si spera, non unica) stagione. Proviamo a riassumerle.

1) Sul versante personaggi, Sabaru è poco credibile come hikikomori ed è imbarazzante come protagonista. Comprimari e altri personaggi importanti, scompaiono a lungo, dando la precedenza ad altri che sembravano marginali. Esempi significativi sono Wilhelm van Astrea e la candidata della casata Karsten.

2) I cicli narrativi che si aprono spostano continuamente l’attenzione dello spettatore. Ma, in definitiva, Re:Zero di che cosa parla? Di un ragazzo che si fa assumere come maggiordomo per stare più vicino a una mezz’elfa di cui si è innamorato? Di una lotta dinastica? O delle battaglie per sconfiggere una terribile strega?

3) Qualunque sia la trama, i buchi di sceneggiatura e le questioni irrisolte sono parecchie. Vogliamo saperne di più della maledizione che ha colpito Subaru, o del suo passato da hikikomori, affrontato in meno di due minuti.

Di fronte a queste zone d’ombra della serie, condivise da quasi tutti gli spettatori, le reazioni non sono state per niente omogenee. C’è chi sostiene che Re:Zero, pur coi suoi mille difetti, vada preso così com’è: magari non un capolavoro, ma un prodotto sempre godibile e comunque tra i migliori del suo genere. E, al contrario, per altri rimane una storia non originalissima e poco riuscita, su misura per otaku.

Comunque la pensiate, un giudizio netto su Re:Zero sarà possibile (se mai avverrà) quando completeranno la serie, interrotta alla nona light novel. Solo allora ci si schiererà definitivamente tra coloro che lo amano o che lo odiano.

Punti di forza C’è sicuramente di che meravigliarsi (e non ci riferiamo al mondo fittizio di Lugunica): grafica eccezionale, ottima colonna sonora e personaggi indimenticabili. Da rilevare, anche la sapiente alternanza di dramma e commedia, diluita da dialoghi profondi.
Punti di debolezza Il protagonista si riabilita a circa metà serie, ma si presenta inizialmente come un idiota. Non si fa in tempo ad affezionarsi ai coinquilini di palazzo Roswall, che vengono estromessi in fretta dagli archi narrativi. Persino Emilia rimane sullo sfondo.
Visione del mondo Come possiamo salvare gli altri, se non riusciamo nemmeno a salvare noi stessi?
Per approfondire Scomodiamo il grande romanziere russo per proporvi una chiave di lettura su Re: Zero: e se fosse la storia di redenzione di un hikikomori? Da personaggio imbarazzante a paladino, la riabilitazione di Subaru sembra possibile solo attraverso un percorso di sofferenza, fatica e punizione.
Altre informzioni Approfondisci su Social Anime

Re:Zero - Emilia

Ti potrebbe interessare:

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SuperWebTricks Loading...