ReLIFE

Titolo ReLIFE
Titolo originale リライフ Riraifu
Genere Commedia, ScolasticoFantascienza
Durata 13 episodi (24 min.) + 4 OAV in uscita a marzo 2018
Anno 2016
Regia Tomochi Kosaka
Soggetto Yayoiso (manga)
Sceneggiatura Kazuho Hyodo, Michiko Yokote
Character design Junko Yamanaka
Musiche Masayasu Tsuboguchi
Una produzione TMS Entertainment
In breve Arata Kaizaki, 27 anni, vive di lavoretti saltuari e di un sussidio che i suoi gli inviano mensilmente. Quando i genitori chiudono il rubinetto e lui non sa più dove andare a parare, si imbatte in uno strano tipo che gli propone di tornare ad essere un liceale per un anno.
Punti di forza Uno scolastico originale, affrontato da una prospettiva interessante. Ha il pregio di non ridursi a un mero confronto generazionale, ma di offrire una panoramica più ampia sulla società giapponese e le sue storture.
Punti di debolezza Plot forse eccessivamente schematico e lineare. Qualche guizzo in più non avrebbe guastato. Commento sonoro affidato ad un pianoforte a volte troppo invadente.
Visione del mondo Com’è difficile trovare un equilibrio fra la propria dirittura morale e le spietate leggi che regolano il mondo del lavoro! E se ci fosse una terza via tra la fuga del NEET e l’integrazione tout court in un contesto sociale alienante e privo di valori?
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ReLIFE – STARTING LIFE IN ANOTHER SCHOOL

Ci risiamo: ecco l’ennesimo hikikomori. Non è improbabile sia questo il primo pensiero che salta in mente quando ci si affaccia a ReLIFE. Ma andiamoci piano: il protagonista stesso, Arata Kaizaki, si risentirebbe di tale definizione. Ci tiene infatti a precisare che non è un hikikomori né un NEET, bensì un freeter. In effetti, lui un lavoretto – sia pure saltuario, in un konbini – ce l’ha pure. E non rinuncia a passare incessantemente sotto le forche caudine degli infiniti colloqui a cui si presenta, purtroppo senza esito positivo.

Ma il bello è che, una volta laureato, il buon Arata (oggi 27enne) un posto fisso è anche riuscito a trovarlo. E poi, dopo soli tre mesi, le inspiegabili dimissioni. Non stupiamoci, allora, se durante i colloqui i selezionatori lo scartano a priori. Uno che si arrende subito, non appena il gioco comincia a farsi duro, sarà senz’altro un senzapalle. Sicuramente, un soggetto inaffidabile. E quindi gli tocca un’interminabile sequenza di “le faremo sapere”. Ma che vergogna, però, ritrovarsi con i vecchi compagni di università fingendo di lavorare ancora per la stessa azienda!

No, la vita di Arata non si può dire sia tutta rose e fiori. Ma una sera, di ritorno da una bevuta, ecco l’incontro decisivo. Gli si presenta un giovanotto, apparentemente suo coetaneo. Dice di lavorare per i laboratori ReLIFE. In pratica, gli propone di prender parte ad una sorta di esperimento scientifico e sociale allo scopo di studiare le possibilità di reinserimento dei NEET nella società. Se Arata accetta di inghiottire una magica pilloletta bianca e azzurra, ringiovanirà di 10 anni e sarà inserito in una classe di liceo per un intero anno scolastico.

ReLIFE - Arata e Ryo
Arata e la riscoperta della vita

Interamente spesato, con un anno di pausa dai problemi degli adulti e la prospettiva di ottenere un impiego al termine del periodo trascorso da adolescente. Che cos’ha da perdere, Arata Kaizaki? Nulla, e quindi firma il contratto seduta stante. Basterà mettersi buono e tranquillo in un angolino, e un anno passerà in fretta. Ma sarà proprio così, la ReLIFE che si prospetta per Arata?

Da una premessa di non eccessiva consistenza, si aprono in verità spiragli interessanti. Nessuna facile giustificazione che legittimi lo status di NEET, sia chiaro. Però quanto fa schifo il mondo del lavoro che attende le nuove generazioni di giapponesi? In fondo, la colpa di Arata è di essere rimasto un puro. Forse per questo conserva ancora negli occhi uno sguardo limpido. Lo stesso sguardo degli adolescenti suoi compagni di classe.

ReLIFE - Il sorriso di Arata

Scolastico sui generis, in cui le dinamiche tipiche del coming of age sono osservate da un punto di vista “adulto”, ReLIFE ha l’intelligenza di non perdersi in uno scontata rievocazione nostalgica degli anni verdi. C’è spazio per una riflessione sul significato di diventare grandi. E di riuscirci senza perdere la propria dignità di esseri umani. Non manca poi una riflessione critica nei confronti del culto fanatico del lavoro (ne sappiamo qualcosa da Hanasaku Iroha) e del maschilismo dominante nella società giapponese.

E sì, tranquilli: c’è pure una bella storia d’amore. Peccato che i 13 episodi della serie animata coprano soltanto meno della metà dei capitoli di un manga (a colori!) ancora in corso. I 4 OAV previsti per il prossimo marzo si limiteranno a trasporre un’altra minisaga? O tenteranno di giungere ad una (sia pur frettolosa) conclusione? Nell’attesa, leggete senza indugi il manga. Altrimenti, non vi basterà una ReLIFE per sapere come procederanno le vicende di Arata e compagni.

ReLIFE - Rena, An, Arata e Oga

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