REC

 Titolo REC
Titolo originale レック Rekku
Genere Commedia, Sentimentale
Durata 9 episodi (12 min.) + 1 OAV
Anno 2006 (it. inedito)
Regia Ryutaro Nakamura
Soggetto Q-taro Hanamizawa (manga)
Sceneggiatura Reiko Yoshida
Character design Hideyuki Morioka
Musiche Kei Haneoka
Una produzione Shaft
In breve Fumihiko, disilluso pubblicitario di un’azienda alimentare, dopo essere stato scaricato da una collega d’ufficio, incontra Aka, un’aspirante doppiatrice piena di sogni. In seguito a un incendio nell’appartamento della ragazza, Fumihiko si offre di ospitarla. Ma la convivenza risulta problematica. Lui vorrebbe accasarsi, ma lei pensa solo ad affermarsi come doppiatrice.
Punti di forza Commedia frizzante rivolta a un pubblico maturo, che sembra pensata per il cinema. I personaggi e le vicende sono molto realistici. Lo stesso vale per le dinamiche aziendali e l’ambientazione nel mondo del doppiaggio.
Punti di debolezza I lati negativi dei personaggi sono un po’ troppo fastidiosi. Per il resto serie gradevole, ma senza troppe pretese.
Visione del mondo Le frustrazioni sul lavoro non devono ricadere sul rapporto di coppia. Allo stesso tempo, si possono seguire le proprie ambizioni senza per questo diventare egoisti. 
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REC: ANIME ORDINARIO E INSOLITO

Se siete d’accordo con chi sostiene che l’unica vera trasgressione sia la normalità, allora Rec è la serie che fa per voi. Trattandosi di una produzione Shaft, aspettarsi una storia ordinaria sembra un paradosso degno di Oscar Wilde. Ma disponendo finalmente di un budget più elevato rispetto ai precedenti lavori, lo Studio più sperimentale dell’animazione giapponese decide di confezionare una commedia destinata al grande pubblico. Siamo lontani dalle folli trovate di Pani Poni Dash! prodotto soltanto un anno prima. Mentre i titoli Shaft più famosi, come Madoka Magica o la serie Monogatari, devono ancora vedere la luce.

Nel 2006 viene perciò serializzato Rec, l’adattamento del manga sentimentale di Q-Tarou Hanamizawa. Non certo un anime sopra le righe. Lo spettatore può così fare a meno della regia di Shinbo, di innumerevoli cartelli con scritte e citazioni, delle battute rapidissime dei personaggi o di altri marchi di fabbrica. Ma d’altra parte, quando inizierete a guardare Rec, non vi sfuggiranno lo stesso alcuni elementi che lo rendono estremamente particolare.

Sognando Audrey Hepburn

Rec - Audrey HepburC’è una battuta pronunciata dal padre di Audrey Hepburn in Sabrina: “Non allungare la mano verso la luna, bambina”. La luna, nell’ottica dell’autista di una famiglia miliardaria, rappresenta l’amore irraggiungibile della figlia per il ricco secondogenito dei Labanee. Questa è una delle tante citazioni dei film della Hepburn che compaiono in Rec. Anche Aka come Sabrina desidera che la luna allarghi le sue braccia verso di lei, aiutandola a coronare il suo sogno. Vorrebbe infatti diventare una famosa doppiatrice. Al momento però deve accontentarsi di lavori minori, come dar voce a un pupazzo di uno snack, a un personaggio femminile di un videogioco ecchi, o partecipare all’effetto sonoro della folla.

Un’altra battuta, ma questa volta è originale di Aka, si addice bene al protagonista maschile: “Se sei vecchio nel cuore non realizzerai mai nessun sogno”. Matsumaru, al contrario di lei, è un pubblicitario frustrato e disilluso di un’azienda alimentare. Per dirne una, incontra l’aspirante doppiatrice subito dopo essere stato scaricato da una collega di ufficio, che aveva invitato al cinema. Ma proprio mentre sta per gettare a terra i biglietti, Aka gli propone di andarci insieme a vedere Vacanze romane. Da quella serata le loro vite continueranno a incrociarsi.

Il realismo dei personaggi di Rec

Rec si presenta come una storia adulta che segue ora la routine di lui, ora la routine di lei. Nel mezzo c’è una relazione amorosa che fatica a decollare. Vicende assolutamente comuni, ma che hanno l’indubbio fascino di apparire credibili. Una qualità che abbiamo già apprezzato in un’altra serie molto realistica (ma più spensierata) come Lovely complex.

Prendiamo in considerazione i protagonisti di Rec. I loro caratteri sembrano modellati su persone realmente esistenti, tanto da apparirci quasi irritanti. Aka è ambiziosa e sentimentalmente confusa. Sfrutta la gentilezza di Matsumaru che a sua volta si mostra patetico e sgradevole. Inoltre, caso strano per un’anime, i due finiscono a letto al loro primo incontro. Ma mentre lui vorrebbe ufficializzare il rapporto (forse perché ha finalmente trovato una ragazza disponibile?) lei minimizza e continua ad approfittare della sua ospitalità.  Personaggi molto umani e per questo poco idealizzabili (se non addirittura mediocri!) sono un tratto distintivo della serie.

Rec - Notte d'amore

La “trasgressiva” normalità di Rec è esemplare in un episodio. Aka e Matsumaru vanno alle terme e per sbaglio si ritrovano nudi nella stessa vasca. Discutono per un po’ su chi ha sbagliato lato, finché arriva un collega di lui pronto a immergersi. Una scena simile c’è in Nisekoi, un altro prodotto “commerciale” dello Studio Shaft, che dà ampio spazio al fanservice (si pensi a quando Chitoge nasconde Raku sotto al sedere!). In Rec, Aka si limita ad arrossire e a nuotare sott’acqua verso l’uscita.

L’aspetto più “insolito” della serie riguarda invece la durata: 9 episodi (più un OAV) di poco più di 10 minuti! Se avete voglia di intrattenervi con una storia di tutti i giorni, scorrevole e leggera, date una possibilità a Rec. Non aspettatevi però uno slice of life poetico in stile Honey and Clover o Usagi Drop. Solo per chi vuole spegnere il cervello con una visione gradevole ma poco impegnativa.

Rec - Aka in sala doppiaggio

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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