PSYCHO-PASS

 Titolo PSYCHO-PASS
Titolo originale サイコパス Saikopasu
Genere Azione, Fantascienza, Thriller, Psicologico
Durata 22 episodi (24 min.)
Anno 2012
Regia Naoyoshi Shiotani
Soggetto Gen Urubuchi (orig.)
Sceneggiatura Gen Urobuchi, Makoto Fukami, Aya Takaha
Character design Akira Amano
Musiche Yuugo Kanno
Una produzione Production I.G
In breve Tokyo 2112. Il progresso tecnologico permette di monitorare lo stato mentale di ciascun individuo attraverso un rilevatore chiamato Psycho-Pass. Tra le sue funzioni, c’è il controllo del coefficiente di criminalità, ovvero la probabilità di commettere un crimine. Quando supera una certa soglia, si viene arrestati in quanto criminali latenti. Le vicende ruotano intorno all’ispettrice neo assunta Akane Tsunemori e alla sua unità anticrimine. 
Psycho-pass locandinaTanto ci sarebbe da dire su Psycho-Pass, che pare inevitabile perdersi per strada tentando un’analisi scrupolosa della serie. D’altra parte, ci spaventa anche il rischio di liquidarla troppo in fretta. Non stiamo parlando di Eden of the East, per intenderci, che affronta confusamente e per sommi capi tutti i mali del mondo. Il discorso si fa decisamente complesso con il progetto ideato da Gen Urobuchi. L’autore di Madoka Magica ha infatti pianificato nei minimi dettagli un prossimo futuro tecnologicamente avanzato, con un sistema di governo che fa apparire quasi desiderabile il Grande Fratello orwelliano.

Innumerevoli sono inoltre gli spunti filosofici e letterari in forma di citazione, le questioni di natura etica e politica, o le riflessioni sulla giustizia. Così come il punto di vista di Akane (a dir la verità, il meno interessante) non può essere lo stesso degli Esecutori o di Makishima. Voglio perciò sottolineare agli aspetti più originali e interessanti della serie. 

Come Arancia Meccanica, Psycho-Pass parla dei tentativi di limitare nell’uomo la libertà di scegliere tra bene e male. Ci sono altri parallelismi con il film di Kubrick. Ad esempio, Makishima (come Alex) sceglie liberamente il male, che appare preferibile a un bene imposto dal Sybil SystemCura Ludovico. Ma sempre riguardo al tema della libertà e dei suoi condizionamenti, c’è un particolare della serie che colpisce lo spettatore. Questo tipo di regime non è avvertito come autoritario. Tutt’altro. Pur con le sue imperfezioni, la società civile sembra convinta di vivere nel mondo migliore possibile. Persino Akane Tsunemori non mette in discussione l’autorità.

A pietrificare lo spettatore, già nel primo episodio, è una delle funzioni dello Psycho-Pass. Mi riferisco al controllo delle emozioni, che per certi versi, equipara la vittima al suo carnefice. Prendiamo una situazione estrema: un criminale si accanisce nei modi più violenti e brutali contro una donna. Lo stress e il terrore che subisce quest’ultima è in grado di alterare il proprio indice di criminalità, al punto da rendere inevitabile la sua elimiazione. La pericolosità sociale interessa chiunque abbia un animo sensibile, una coscienza critica, o provi soltanto ad andare oltre la superficie delle cose. Artisti, ribelli, nevrotici o depressi rischiano di essere giudicati come criminali latenti.

Ma tra tutte le stimolanti questioni sollevate da Psycho-Pass, una è di fondamentale importanza per capire a fondo la serie. Rappresenta quel tassello del puzzle in grado di offrirci una visione d’insieme. Se fosse un giallo tradizionale sarebbe, in un certo senso, la componente mistery. Episodio dopo episodio, bisogna prestare attenzione a tutti quegli indizi che ci permettono di rispondere a una domanda precisa: qual è la natura del Sybil Sistem? 

Questi sono in sistesi gli aspetti che incidono con forza sul bildungsroman di Akane Tsunemori. E, particolare non di secondo piano, rendono obbligatoria la visione di Psycho-Pass.

Punti di forza Sceneggiatura curata nei dettagli. Le tematiche affrontate sconvolgono e stimolano la riflessione. Buona la caratterizzazione dei personaggi, ci si affeziona in particolare agli Esecutori e alle loro storie. 
Punti di debolezza Atmosfere pesanti e da serie americana. Akane Tsunemori non convince fino in fondo.
Visione del mondo Quali sarebbero gli scenari futuri se la condizione psicologica e le tendenze caratteriali delle persone fossero misurate e trasformate in numeri? E se questa misurazione determinasse un criterio di giudizio sull’animo degli individui?
Per approfondire Perché il Sybil System ha ritenuto Akane Tsunemori idonea per lavorare nella Pubblica Sicurezza? “Ecco, forse, è perché sono un po’ ottusa?” si domanda Akane, in compagnia delle amiche stupite dalla limpidezza del suo Psycho-Pass. Il fatto che non si intorbidisca mai, o che l’ispettrice non ricorra alle terapie emozionali, è un vero e proprio mistero. Che dipenda da suoi presunti limiti mentali? Proviamo a capirne le ragioni. 
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Akane e Kogami - Psycho-pass

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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