OREGAIRU

Titolo OREGAIRU
Titolo originale やはり俺の青春ラブコメはまちがっている。Yahari ore no seishun rabukome wa machigatteiru (lett. “La mia commedia romantica giovanile è sbagliata, come mi aspettavo”). Conosciuto anche come 俺ガイル OreGairu
Genere Scolastico, Psicologico, Slice of life
Durata Prima stagione: 13 episodi (24 min.) + 1 OAV
Seconda stagione: 13 episodi (24 min.) + 1 OAV
Anno 2013 (1a stag., it. inedito)
2015 (2a stag., it. inedito)
Regia Ai Yoshimura (1a stag.)
Kei Oikawa (2a stag.)
Soggetto Wataru Watari (light novel illustrata da Ponkan8)
Sceneggiatura Shotaro Suga
Character design Ponkan8 (orig.), Yuu Shindou (1a stag.), Yuichi Tanaka (2a stag.)
Musiche monaca
Una produzione Brain’s Base (1a stag.), feel (2a stag.)
In breve La sfiducia nella vita e nel prossimo di Hachiman lo portano a uno sdegnoso isolamento. Una sua insegnante gli suggerisce allora di aderire a un club di volontari, dove conoscerà una mora algida e fascinosa ed una rossa svagata, ma piena di buone intenzioni. Insieme, i tre cercheranno di aiutare gli altri studenti dell’istituto (e se stessi) a risolvere i piccoli grandi problemi che li affliggono. 
Punti di forza Le battute al fulmicotone e la caustica ironia del protagonista sono la cifra costitutiva della serie: meriterebbero un discorso a parte. Estremamente interessante il lavoro di approfondimento sulla psicologia dei personaggi. Scendendo nel dettaglio, spiccano la sceneggiatura priva di sbavature della prima stagione e la grafica estremamente curata della seconda.
Punti di debolezza Nella prima stagione, l’introspezione psicologica si spinge talvolta al punto di inibire il naturale svolgimento dell’azione. Più accentuato il ritmo nella seconda. La sceneggiatura ellittica rende però certi sviluppi di difficile comprensione per chi non ha letto le light novel. Character design di alcune figure femminili assai poco diversificato.
Visione del mondo Forse gli esseri umani non sono un capolavoro, né la vita è tutta rose e fiori. Ma siamo sicuri che la soluzione consista nell’evitare sistematicamente il contatto con l’altro, per timore di soffrire e di far soffrire? Non è meglio invece accettare la sfida e lanciarsi nel vortice dell’esistenza, anche a costo di farsi male?
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OREGAIRU: STORIA DI UN DR HOUSE IN SALSA DI SOIA?

Tra gli appassionati di animazione giapponese, c’è chi è abbastanza vissuto da conoscere Orange Road. Magari, però, non segue le produzioni degli ultimi anni e non sa nulla di OreGairu. Poi c’è chi ha recentemente guardato OreGairu nello splendore della sua adolescenza (o dei suoi vent’anni) e di Orange Road non ha mai sentito parlare. E infine, c’è chi li conosce entrambi (giovanissimi amanti del vintage o adulti fatti e finiti in costante aggiornamento).

Se appartenete a quest’ultima categoria, avrete probabilmente istituito un paragone tra le due serie. In effetti, troviamo sempre un protagonista maschile che si divide fra due ragazze caratterialmente antitetiche. Una introversa, riservata, misteriosa e affascinante. L’altra spigliata, vivace, solare (aggettivo orribile, ma transeat) e comunicativa.

OreGairu - Yukino e Yui
Le protagoniste femminili: Yukino e Yui

Diversissimi sono invece i due ragazzi al vertice di questi triangoli. Kyosuke di Orange Road è timido, impacciato, ma di certo non scostante. Tutto l’opposto Hachiman in OreGairu: cinico, disincantato, insofferente all’umanità intera. Chiede solo di essere lasciato nel suo brodo e di non avere fastidi, mentre osserva con sovrumano disprezzo i compagni di classe. Non si salva nessuno. I migliori sono dei poveri illusi, che credono così acriticamente a certi valori preconfezionati da apparire quasi patetici. Gli altri ostentano invece un’affabilità di comodo, funzionale al conseguimento dei propri meschini interessi.

Forse c’è del vero, nell’analisi impietosa condotta da Hachiman. O non sarà invece che la sua visione delle cose è fin troppo severa? E poi, che cosa combinerà nella vita uno che parte da queste premesse nichiliste? Non può certo isolarsi dalla società e vivere da eremita. Anche per scongiurare la nascita dell’ennesimo hikikomori, la professoressa Hiratsuka, responsabile della classe di Hachiman, decide di intervenire.

OreGairu - La professoressa Hiratsuka tra Hachiman e Yukino
La professoressa Hiratsuka tra Hachiman e Yukino

Hachiman e gli altri

Yukino e Yui in cucinaHachiman viene perciò inserito a forza in un club che comprende solo un altro componente: l’asciutta e distaccata Yukino Yukinoshita. A quest’ultima spetta un duplice compito: da un lato, riportare Hachiman sulla retta via. Dall’altro, cooperare con lui per aiutare i compagni di scuola alle prese con le difficoltà tipiche degli anni verdi.

La prima “cliente” è Yui Yuigahama, una ragazza ingenua, calorosa e spontanea, del tutto negata in cucina. Dopo alcuni (non molto fruttuosi) tentativi di iniziarla all’arte di Gualtiero Marchesi, diventerà la terza iscritta al circolo.

Assisteremo quindi a siparietti imperdibili tra Hachiman e Yukino, veri mattatori del club, con la povera Yui a fungere spesso da maldestro paciere. Hachiman è cinico, beffardo e pungente, ma spesso sa trovare la soluzione giusta ad ogni problema. Adotta metodi assai poco ortodossi e non si fa problemi a mettere a rischio la propria reputazione. Tanto ormai, non ha nulla da perdere. Che importa del parere degli altri? Quel che conta è portare a casa il risultato.

Lo sguardo di Yukino

Yukino, per contro, gli sa tenere testa egregiamente. Apparentemente fredda e ipercontrollata, ti pone in soggezione con una semplice occhiata di traverso. E le sue battute taglienti non di rado mettono a disagio lo stesso Hachiman.

E Yui, che fa? Sta a guardare? Ma no, lei prende la vita in tutt’altro modo. Ha una visione delle cose più naïf, meno cerebrale. E la sua emotività si esprime senza filtri, a differenza degli altri due, spesso fin troppo calati nei rispettivi personaggi.

Completano la galleria una serie di figure molto più approfondite nelle light novel e a volte solo tratteggiate nell’anime: la bambina con problemi relazionali, il liceale che soffre ancora di chūnibyō, la tsundere con i suoi segreti nascosti, quella fissata con lo yaoi

Su tutti i comprimari, però, spiccano due personaggi, realizzati graficamente (tra l’altro) in modo abbastanza simile. Ossia, Haruno (la sorellona di Yukino) e Komachi (la sorellina di Hachiman). Due facce toste come poche, due esperte manipolatrici: non esitano infatti ad approfittarsi del loro visino d’angelo per inserirsi (in modo talvolta intrusivo) nelle vicende dei protagonisti. Lasciando spesso le cose più imbrogliate di prima.

OreGairu: uno scolastico senza se e senza ma?

Chiunque risponderebbe magari di sì, ma è davvero azzeccato, accostarlo tout court a opere come Toradora! o Nisekoi? Abbiamo cominciato il discorso affiancando Hachiman a Kyosuke. Ci si permetta, in chiusura, di chiamare in causa invece Rei: no, non la pilota dell’unità 00 di Evangelion, ma il protagonista di March comes in like a lion.

Perché di questo si tratta, quando parliamo di OreGairu. Non lasciamoci ingannare dagli armadietti per riporre le scarpe o dagli eventuali triangoli amorosi. Così come accade per il capolavoro di Chika Umino, questa è essenzialmente la storia di una riconciliazione con la vita. Beninteso, la Umino resta ad una portata irraggiungibile. Tuttavia, lo stesso OreGairu a sua volta si innalza ad una spanna sopra lo scolastico “canonico”.

Sì, forse paga lo scotto di un’eccessiva staticità. Alcune scene assumono un sapore esageratamente teatrale, con il terzetto rinchiuso nell’aula del club a dibattere di questa o quell’altra faccenda. Ma tale limite (?) è adeguatamente compensato da una sceneggiatura brillante, che a tratti oseremmo definire geniale. Perlomeno, questo è ciò che si percepisce nella prima stagione. La seconda è più movimentata, ma l’intreccio di fondo rimane poco chiaro per chi non si è preso la briga di leggere le light novel.

Ma persino così la visione è godibile, la dimensione psicologica dei personaggi è approfondita in modo non banale, la grafica è buona (ed è ancora più curata nella seconda stagione) e perciò promuoviamo Hachiman a pieni voti. Chissà se ora ha un po’ più fiducia nella vita…

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