LOVELY COMPLEX

Titolo LOVELY COMPLEX
Titolo originale ラブ★コン Rabu Kon
Genere Commedia, Sentimentale, Scolastico
Durata 24 episodi (24 min.)
Anno 2007 (it. 2009)
Regia Konosuke Uda
Soggetto Aya Nakahara
Sceneggiatura Midori Kuriyama, Mio Inoue, Takashi Yamada, Yumi Kageyama
Character design Hideaki Maniwa
Musiche Hironosuke Sato
Una produzione Toei Animation
In breve Risa e Otani sono due studenti di scuola superiore con il complesso dell’altezza. Lei è troppo alta, lui troppo basso. Per gli involontari siparietti che inscenano a lezione sono paragonati agli All Hanshin Kyojin. Ovvero un famoso duo comico di Osaka caratterizzato dalla notevole differenza di statura. Superati i litigi iniziali, uniranno le forze per riuscire a mettersi insieme ai ragazzi di cui sono innamorati.
Punti di forza Un ritratto adolescenziale credibile e scanzonato. Le vicende sentimentali si sviluppano senza facili concessioni al melodramma.
Punti di debolezza Rispetto all’arco temporale della narrazione, la serie è di brevissima durata. Tre anni scolastici sono condensati in pochi episodi.
Visione del mondo L’amore va oltre le convenzioni sociali. Chi l’ha stabilito che l’uomo deve essere il più alto? O che non possa cambiare sesso?
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LOVELY COMPLEX O QUESTA È LA VITA (NON PUOI FARCI NIENTE)

Fortunatamente per lo spettatore, l’unico complesso a cui fa riferimento Lovely complex è la differenza di altezza dei protagonisti. Trattandosi di un anime scolastico sentimentale, il rischio di ritrovarsi adolescenti complessati alle prese con l’amore era piuttosto elevato. In molti anime dello stesso genere, si finiva per ascrivere l’inettitudine dei personaggi ad aspetti tanto caratteriali quanto culturali. Prendete Orange Road, Video Girl Ai o altri ancora. Le domande sono sempre le stesse. Ma perché non si parlano, non chiariscono, se è stato tutto un malinteso? Se vi siete sempre amati, bisognava aspettare tre anni di liceo prima di mettersi insieme? È il caso di tapparsi in casa per una settimana aspettando una sua telefonata?

Lovely complex: uno school drama di provincia

Mika e Otani in infermeria - Lovely complexIn Lovely complex è tutto molto più leggero. Le vicende potrebbero essere riproposte in un qualsiasi liceo di provincia, qua in Italia, e risulterebbero ugualmente credibili. Forse è l’ambientazione a Osaka a fare la differenza.

Risa Koizumi e Nobuko Otani non hanno tempo di rimuginare sui propri sentimenti, che vengono subito accerchiati dagli amici fidati e impiccioni, con i quali si confidano a cuore aperto. Sono belle le dinamiche di gruppo se si pensa che solitamente, negli school drama, gli amici sono assenti, marginali o avvertiti come fastidiosi. Gli stessi protagonisti, oltre ad apparire come un inconsapevole duo comico, sono prima di tutto amici. Ma sarà per questo motivo, alla faccia dei vari amici d’infanzia in stile Shinichi e Ran di Detective Conan, che scatterà la friendzone! Ma come canta Umibozu, il musicista indie di cui Koizumi e Otani sono fan sfegatati, Questa è la vita non puoi farci niente.

Lovely complex-Nello sgabuzzino della palestraLovely complex è un anime realistico ed esilarante capace di raccontare l’adolescenza senza troppe concessioni alla finzione romanzesca o, come invece capita in Toradora!, ai risvolti melodrammatici. Sarà successo anche a qualcuno di noi di essere rinchiuso dai compagni di classe nello sgabuzzino della palestra con la ragazza che ci piace! Di ritrovarsi in un triangolo con l’ex di lui, di dover gestire un rapporto a distanza o di parlare francamente dei propri sentimenti. Forse meno di essere baciati all’improvviso da uno studente transessuale. Ma anche questo (rispetto alla topica dei puri di cuore tanto cara a Katsura) rientra nello scenario possibile della modernità.

Il realismo non magico di Lovely complex

Lovely complex al mareSe l’iper-realismo di Welcome to the NHK sfrutta il disadattamento urbano, Lovely complex mostra l’altra faccia della medaglia. Koizumi e Otani sono personaggi veri inseriti in una quotidianità credibile, spensierata e provinciale. La vità non li ha ancora segnati. Hanno tutt’al più i i problemi tipici dell’età color acquamarina (per dirlo con Mizuiro Jidai). Una rivale in amore, ad esempio. Si pensi a come lo si affronta in Video Girl Ai, quando Moemi, ragazza decisamente femminile, rivaleggia con la più mascolina Ai:

(Moemi si mostra a Yota con un look e un taglio di capelli differente) Che ne dici? Somiglio ad Ai? Io non ti lascio! […] A te piacciono le ragazze coi capelli corti no? Come Ai? Non ti basta così? Devo parlare come un ragazzo? Già come Ai […] Se non facessi queste cose tu non mi guarderesti nemmeno!

Lovely complex. UmibozuUn modo piuttosto drastico e poco equilibrato di imporsi al proprio ragazzo. Non so quante liceali riescano a immedesimarsi con Moemi. Quando invece succede a Koizumi di rivaleggiare con un’altra ragazza, che cosa potra mai suggerirle la sua migliore amica? “Devi tirare fuori le tette e poi metterle bene in mostra!”. Tette mentali, si intende. Ma anche in scambi di battute come questi ritroviamo i nostri sedici anni.

Certo, a differenza di Video girl Ai, in Lovely complex non si provano emozioni forti. Non c’è l’incanto, lo struggimento, la nostalgia, il senso di rimpianto per le occasioni perdute. Ma ha senz’altro il pregio di dosare i toni e di intrattenere lo spettatore senza mai annoiarlo. A guardare Lovely complex, il tempo scorre veloce. Anche perchè, ed è forse il dettaglio meno realistico o più relativo della storia, quasi ogni episodio è ambientato in una stagione diversa. In poco più di venti minuti di visione, si passa dalla piscina all’aperto ai regali di Natale. In fondo devono trascorrere tutti gli anni di liceo in soli ventiquattro episodi! Mentre il tempo, quello più vero delle intermittenze del cuore, è scandito invece dai concerti di Umibozu.

lovely complex personaggi

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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