LA VOCE DELLE STELLE

 Titolo LA VOCE DELLE STELLE 
Titolo originale ほしのこえ Hoshi no koe
Genere Drammatico, Sentimentale, Fantascienza
Durata 25 min.
Anno 2002
Regia Makoto Shinkai
Soggetto Makoto Shinkai
Sceneggiatura Makoto Shinkai
Character design Makoto Shinkai
Musiche Tenmon
Una produzione CoMix Wave Films
In breve Anno 2047. Mikako e Noboru sono due compagni di classe legati da un sentimento profondo. Sognano di entrare nello stesso liceo, ma Mikako viene selezionata per una missione spaziale che la costringe a separarsi dall’amico. L’unico modo che hanno per comunicare è inviarsi e-mail con il cellulare.
La voce delle stelle locandinaGuardare La voce delle stelle, aspettando l’uscita nelle sale italiane di 5 cm al secondo (per Weathering with you è ancora presto), e a distanza di quasi 15 anni da Your Name, ci fa capire come Makoto Shinkai abbia perfezionato il suo stile. Nel tempo e nello spazio, ci verrebbe da dire con riferimento alla frase manifesto di questo film (e della sua poetica in generale): “Noi probabilmente siamo la prima generazione di amanti separati dal tempo e dallo spazio“. 

Sono passati gli anni da quando Shinkai, nelle pause dal lavoro, utilizzava soltanto il suo portatile per realizzare un mediometraggio dalla durata di un episodio di una serie qualsiasi. Ora è giustamente considerato uno dei registi più interessanti dell’animazione giapponese e i credits nei titoli di coda dei suoi film durano diversi minuti. Ma è significativo come, mutatis mutandis, già ne La voce delle stelle siano presenti tutte le sue tematiche preferite, che in futuro declinerà nei modi più disparati. La più evidente è forse la difficoltà a coprire una distanza. Il gap generazionale tra padre e figlia in Lei e il Gatto, la differenza d’età in amore ne Il giardino delle parole, una separazione obbligata degli amanti in 5 cm al secondo, dove la protagonista si trasferirà in prefetture sempre più lontane da Tokyo.

Ne La voce delle stelle questa distanza è assoluta: “Noi siamo come amanti separati dal destino: uno sulla terra, l’altro nello spazio” dice Mikako. Ed è una distanza che aumenta in continuazione, perché più lei si allontana dalla terra, più i messaggi impiegano tempo per arrivare (da settimane, a mesi, fino a 8 anni).

Se le costanti del cinema di Shinkai sono note a tutti gli appassionati, così come è noto lo stupefacente comparto tecnico, credo sia più interessante sottolineare i cambiamenti, che si riscontrano nell’evoluzione narrativa di questo autore. Si potrebbe definire l’opera di Shinkai come un progressivo lavoro di lima, un avvicinamento all’indeterminato, all’essenzialità lirica. Sono proprio i suoi “esordi” (anche il suo primo lungometraggio Oltre le nuvole ha lo stesso limite) a mettere in mostra una certa sovrabbondanza.

Shinkai crea ne La voce delle stelle una cornice tanto suggestiva quanto ingombrante. L’intimità dei protagonisti (ciò che interessa veramente al regista) si inserisce all’interno di combattimenti spaziali contro gli alieni Tarsiani. E lo spettacolo dura solo 25 minuti. Forse per questo, caso raro, è stato apprezzato di più il manga uscito più tardi.

Il giovane Shinkai  sembra quasi temere che lo spettatore non riesca a empatizzare con la solitudine dei personaggi se non si inventa uno scenario catastrofico e fantascientifico, e se non spedisce uno dei due su Sirio o Plutone! Ma in realtà, ne La voce delle stelle c’è spazio solo per il minimalismo dei sentimenti: La parola ‘mondo’ era per me l’area di copertura del mio telefonino. Ora nessuno può ricevere le mie telefonate” pensa Mikako lontana anni luce da Noboru.

Solo quando Shinkai si allontana dal prodotto di genere per misurarsi con lo slice of life che a volte sconfina con il fantastico, realizza i suoi lavori migliori. Si ha l’impressione che il fantasy di In viaggio verso Agartha o la fantascienza de La Voce delle stelle, siano solo un pretesto in grado di complicare una storia altrimenti semplice e delicata.

Punti di forza E’ difficile immaginare che Shinkai abbia realizzato quest’opera (quasi) completamente da solo, doppiando persino il protagonista maschile! Grande successo di pubblico fin dal suo esordio.
Punti di debolezza Il materiale per un lungometraggio viene condensato in 25 minuti. L’eccessivo spazio dedicato al monologo interiore dei personaggi vanifica la componente fantascientifica.
Visione del mondo

La comunicazione dal cuore è infinitamente importante, dovunque tu sia.

(Makoto Shinkai)

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La voce delle stelle - Voices of distant star

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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