HANTSUKI

Titolo HANTSUKI
Titolo originale 半分の月がのぼる空 Hanbun no Tsuki ga Noboru Sora (lett. “Il cielo dove sorge la mezzaluna”)
Genere Drammatico, Sentimentale
Durata 6 episodi (24 min.)
Anno 2006 (it. inedito)
Regia Yukihiro Matsushita
Soggetto Tsumugu Hashimoto (light novel illustrata da Keiji Yamamoto)
Sceneggiatura Katsuhiko Takayama
Character design Keiji Yamamoto (orig.), Makoto Kohara
Musiche Shinkichi Mitsumune
Una produzione Group TAC
In breve Yuuichi e Rika sono entrambi diciassettenni, ed entrambi ricoverati in un piccolo ospedale di provincia. Grazie ai buoni uffici di una bizzarra infermiera, i due si conoscono e diventano amici. Ma ombre oscure e inquietanti si stagliano sullo sfondo del loro rapporto.
Hantsuki - I personaggi principaliiYuuichi, 17 anni, abita a Ise, una cittadina del Kansai. Negli ultimi mesi, però, sta soggiornando in una struttura ospedaliera locale. Colpa di una forma abbastanza ostinata di epatite A. D’altro canto, lui non è proprio un paziente-modello. Al posto di starsene tranquillo in camera ed assicurarsi una pronta guarigione, tende ad assentarsi di notte dall’ospedale per raggiungere gli amici. Questo manda su tutte le furie la giovane infermiera Akiko, incaricata di assisterlo (e di prevenire le sue ricorrenti fughe).

Nonostante i modi rudi – dovuti a un passato da teppistaAkiko è comunque una brava persona. È lei a segnalare a Yuuichi la presenza nella struttura di Rika, un’adolescente sua coetanea ricoverata per problemi alle valvole cardiache. Lui allora va a trovarla e da quel momento comincia ad instaurarsi tra i due un bel rapporto di amicizia

Ma mentre la permanenza di Yuuichi in ospedale è a tempo determinato, la sorte di Rika pare assai più incerta. La sceneggiatura di Hantsuki non perde tempo: non si sa quale sarà il destino di Rika, e la serie dura solo sei puntate. Meglio giocare d’anticipo, e lasciar sfuggire più o meno casualmente a Yuuichi, fin dal termine del primo episodio, che lui prova qualcosa per lei. Salvo poi intervenire tirando il freno a mano con l’apparizione di Goro, un chirurgo antipatico e ficcanaso, chiamato a turbare e a rallentare lo sviluppo dell’idillio. Un antagonista quasi suo malgrado, un cattivo fastidioso e seccante, con un evidente bagaglio di frustrazioni mal digerite alle spalle. Riusciranno i due potenziali piccioncini a chiarire i sentimenti che nutrono l’uno nei confronti dell’altra? E a superare le evidenti problematiche destinate a sorgere nel loro rapporto?

Hantsuki è un onesto ed ingenuo strappalacrime. Onesto perché, in fin dei conti, riesce a svolgere il lavoro che gli è stato assegnato. Ingenuo, perché manca anche solo il tentativo di rendere il tutto un po’ più credibile e un po’ più elaborato. Troverete, sparse per il web, numerose stroncature di quest’opera da parte degli addetti ai lavori. Sono poi però gli stessi critici che ti esaltano drammoni caratterizzati, stringi stringi, dalla stessa (evanescente) sostanza. Solo, ecco, più furbi, più curati, meglio confezionati. E giù uno scroscìo di applausi.

Se non si hanno chissà quali pretese, se si inquadra subito la serie nel sottogenere di appartenenza, allora con Hantsuki vola via la serata. Si riescono a vedere tutte e sei le puntate d’un fiato, e scusate se è poco. Attenzione! Con ciò non si sta rivalutando affatto un’opera di caratura alquanto modesta. Dove la sceneggiatura procede a fisarmonica, dove i personaggi sono abbastanza stereotipati, dove certe svolte narrative sembrano messe a caso e appiccicate con lo sputo. Il tutto poi servito insieme ad un comparto tecnico per nulla memorabile.

Hantsuki tuttavia non si merita neppure l’ingiustificata (e incoerente) severità con cui spesso viene valutata. Se questa serie ha un pregio, chiamiamolo pure così, si può riassumere con queste parole: non si atteggia, non va mai sopra le righe, non pretende di apparire a tutti i costi migliore di quanto non sia. Onesta, appunto.

Punti di forza Gioca sui cliché senza vergognarsene, tentando umilmente di portare a casa un risultato dignitoso. Ma sì, ci sta pure. Molti spettatori scopriranno l’esistenza di un certo Roger Martin du Gard (autore della saga I Thibault, premio Nobel per la letteratura 1937) e non è certo un male. Su Kenji Miyazawa, invece, ci aspettiamo che siate già tutti eruditissimi, grazie al nostro approfondimento su Mawaru Penguindrum.
Punti di debolezza Troppo approssimativo in tutto: sceneggiatura, grafica, animazioni, musica…
Visione del mondo

Non si vive, se non il tempo in cui si ama (Claude-Adrien Helvétius)

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Hantsuki - Yuuichi e Rika intenti a leggere sulla terrazza dell'ospedale

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