GRAND BLUE DREAMING

Titolo GRAND BLUE DREAMING
Titolo originale ぐらんぶる Guranburu
Genere Commedia, Slice of life
Durata 12 episodi (24 min.)
Anno 2018
Regia Shinji Takamatsu
Soggetto Kenji Inoue (manga illustrato da Kimitake Yoshioka)
Sceneggiatura Shinji Takamatsu
Character design Kimitake Yoshioka (orig.), Hideoki Kusama
Musiche Yoshiyaki Dewa
Una produzione Zero-G
In breve Iori si trasferisce a Izu dallo zio per cominciare l’università. Si ritroverà a convivere con le due avvenenti cugine e ad inserirsi in un improbabile club di appassionati di immersioni subacquee che amano sbronzarsi a ripetizione, senza prendersi il disturbo di indossare vestiti.
Grand Blue Dreaming - Chisa e Iori in immersioneIl Golden Time di Iori Kitahara, neodiplomato alle prese con una nuova vita da matricola universitaria si svolge nella penisola di Izu. Sole, mare, ragazzi palestrati e belle ragazze in bikini. Soprattutto, tante immersioni. Sì, perché il Grand Blue del titolo altro non è, se non la ragione sociale del negozio dello zio di Iori. Una sorta di paradiso del sub, dove è possibile rifornirsi di tutta l’attrezzatura.

A dire il vero, Iori non è manco capace di nuotare. Si lascia però coinvolgere dall’entusiasmo di due senpai dell’università di Izu, Shinji e Ryujiro. I due energumeni lo introducono a viva forza nel mondo dell’esplorazione sottomarina. E anche in un altro universo, ossia quello delle sbronze colossali. Le bevute del gruppo comportano immancabilmente gare di morra cinese. Fin qui, nulla di male (eccessi etilici a parte). Senonché la penalità, in caso di sconfitta a carta-sasso forbici, consiste nel togliersi di volta in volta un indumento. Morale: Iori e gli altri si ritrovano completamente nudi e ubriachi per la maggior parte del tempo. 

Completano il quadro le due attraenti cugine del protagonista: Chisa e Nanaka. Entrambe hanno avuto senz’altro qualche problemino nello sviluppo della loro vita sessuale. La prima, dietro un’apparenza da tsundere, nasconde – neppure tanto bene – un’evidente cotta per il cugino. Più affabile, rassicurante – quasi materna – la seconda, non fosse per il pesante sister complex da cui pare affetta.

La formula applicata dal plot di Grand Blue Dreaming prevede una combinazione di tre fattori. Ossia, amicizie virili cementate a suon di epiche bevute. Quindi, spasimi amorosi non del tutto sani. E infine, il fascino delle immersioni subacquee. Ma questo ultimo elemento non riesce ad arrivare interamente allo spettatore. Tende infatti ad essere sommerso dal cumulo di gag – non tutte ugualmente riuscite – messe in scena dai protagonisti.

Proviamo allora ad offrire un parere sulla vis comica della serie. I risultati sono piuttosto discontinui. Alcune scenette (pensiamo al siparietto di Iori e Kohei barman improvvisati) sono sinceramente spassose. Si salvano pure l’uscita di gruppo con le ragazze dal maquillage sovrabbondante, o il tentativo di rovinare la nottata di passione romantica all’unico fortunello di una comitiva di illibati.

Dopo un po’, però, il continuo insistere sulle libagioni di gruppo in completo adamitico finisce col mostrare le corde. Il leitmotiv delle pudenda celate dalle apposite pecette nere fa sempre ridere, ci mancherebbe. Ma il suono delle risate, di episodio in episodio, diviene sempre più fioco. Se l’intento di Grand Blue Dreaming era di mostrare una visione più realistica della post-adolescenza coniugando umorismo di grana grossa e incanto degli abissi marini, il primo scopo è raggiunto solo in parte, mentre il secondo bersaglio viene mancato in pieno. 

Punti di forza Il tono leggero che rifugge dalle soliti idealizzazioni della gioventù, e l’irresistibile carica di simpatia dei personaggi.  
Punti di debolezza Gag a lungo andare fiaccamente ripetitive.
Visione del mondo Giovinezza = alcool, donne e… immersioni.
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Grand Blue Dreaming - I protagonisti
Quanta pazienza hanno le donne con noi uomini…
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