PIOGGIA DI RICORDI

Titolo PIOGGIA DI RICORDI
Titolo originale おもひでぽろぽろ Omohide poro poro (lett. “Pioggia a goccioloni”)
Genere Slice of life
Durata 118 min.
Anno 1991 (it. 2015)
Regia Isao Takahata
Soggetto Hotaru Okamoto e Yūko Tone (manga)
Sceneggiatura Isao Takahata
Character design Yoshifumi Kondo
Musiche Katsu Hoshi
Una produzione Studio Ghibli
In breve Taeko, un’impiegata ventisettenne di Tokyo, decide di prendersi delle ferie e andare in campagna a raccogliere il cartamo. Durante il viaggio in treno e per tutta la permanenza a Yamagata, ripensa con nostalgia a molti episodi della sua infanzia, come il primo amore, le difficoltà nello studio della matematica e il desiderio di recitare in una compagnia teatrale o di andare in vacanza con le amiche.
Punti di forza Il comparto tecnico d’avanguardia si plasma sul tempo vissuto dai personaggi: estremamente realistico nel presente, onirico e sfumato nel ricordo. Memorabile la scena del primo amore. Un plauso merita l’evocativa colonna sonora,  accompagnata da canzoni tradizionali dell’Europa orientale (c’è persino la rielaborazione di uno stornello romano!).
Punti di debolezza I ritmi lenti e riflessivi del cinema d’autore non sempre incontrano l’entusiasmo del pubblico, che potrebbe limitarsi a notare la discrepanza tra le due vicende raccontate.
Visione del mondo  La vita comunitaria e il ritorno alla terra come antidoto al capitalismo sfrenato.
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Pioggia di ricordi - primo amore

UNA PIOGGIA DI RICORDI, MA IN QUALE TEMPO?

I film dello Studio Ghibli (e, prima ancora, le serie d’esportazione di Miyazaki e Takahata) hanno sempre goduto di una particolare attenzione in Italia come in Occidente. Ma solo dopo la vittoria dell’Oscar con La città incantata, pubblico e critica nostrani si sono accorti dei due grandi maestri dell’animazione giapponese. Tanto che era abbastanza frequente ascoltare discorsi del tipo: “Ah, ma sai che sono gli stessi autori di Lupin e Anna dai capelli rossi!”. Col nuovo millennio perciò non ci siamo persi un solo lavoro realizzato da questa casa di produzione, riconoscibile per la cura dei fondali e il lirismo poetico delle sue storie. Sono stati recuperati vecchi film mai usciti al cinema (un esempio è Il mio vicino Totoro, arrivato nelle sale italiane con più di vent’anni di ritardo) mentre altri possono vantare ben due doppiaggi nel corso del tempo. Pioggia di ricordi di Isao Takata è una delle più recenti riscoperte Ghibli in Italia.

Gli anni si sentono, ma non troppo. A livello grafico la qualità è eccezionale per i primissimi anni Novanta. Mentre i contenuti, anche trent’anni dopo, sono facilmente attualizzabili, anche grazie alla scelta in fase di traduzione del termine “agricoltura biologica”, che i personaggi spesso pronunciano. Ma andiamo con ordine. E per complicarci la vita, useremo l’ordine temporale!

Oltre a un discorso strettamente nostalgico, Pioggia di ricordi non sembra vivere un’epoca soltanto. Da una parte, non è così immediato confinare il film in un decennio specifico. Dall’altra lo spettatore degli anni Duemila percepisce un riferimento alla sua contemporaneità. Come se il film continuasse a vivere, viaggiando tra passato, presente e futuro. Pensateci bene. Arriva in Itala nel 2015, ma esce in patria nel 1991. Fin qui nulla di strano, direte voi. Quanti film hanno subito la stessa sorte? La storia però è ambientata nel 1982, mentre i ricordi di Taeko risalgono al 1966. C’è da confondersi, come succede con i ricordi!

Pioggia di ricordi - Vita nei campi

Pioggia di ricordi: non solo nostalgia

Pioggia di ricordi coinvolge quella generazione nata durante il boom economico e che ora sta vivendo nello sfrenato consumismo della “bubble kezai”, la cosiddetta economia effimera. Ma proprio nell’estate in cui uscì il film di Takahata, scoppiò la Bolla e il Giappone entrò in recessione. Si presentò quindi al pubblico giapponese come un monito contro la falsa opulenza di quegli anni, anticipando la crisi imminente e proponendo un ritorno alla campagna e al lavoro dei campi. Non soltanto un messaggio di rispetto per la natura! Tramite Toshio, fervente sostenitore dell’agricoltura biologica, la protagonista, che ha sempre vissuto a Tokyo, dovrà fare i conti con i propri ricordi e scegliere la direzione che vorrà dare alla sua vita.

Un’operazione simile, ma con risultati deludenti, è rappresentata dal più recente Hanasaku Iroha. Qui i valori della vita sono ricondotti al duro lavoro e ai legami famigliari. Senza addentrarci nella storia, leggiamo un messaggio politico conservatore, per non dire reazionario. Mentre in Pioggia di ricordi si si respira una maggiore genuinità, quasi un preludio alle scelte degli ultimi anni di molti giovani italiani, che hanno accantonato la laurea o il lavoro precario per l’agricoltura. Alcune scene di vita agreste sembrano dei veri e propri manifesti di propaganda della rivoluzione culturale cinese. Volti sorridenti di contadini che raccolgono fiori di cartamo.

Il tempo in Pioggia di ricordi, qualunque esso sia, è quello autentico, scandito di volta in volta dai sogni. È il tempo dell’intimità e delle esperienze che conserviamo nella memoria. Sono episodi teneri o dolorosi, che scendono leggeri come una pioggerellina o forti come un acquazzone estivo. Ma tutti insieme formano il nostro vissuto, opponendosi a una società liquida che vorrebbe destinarci all’oblio.

Pioggia di ricordi - Ananas

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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