PERFECT BLUE

Titolo PERFECT BLUE
Titolo originale パーフェクトブルー Paafekuto buruu
Genere Drammatico, Thriller, Psicologico
Durata 81 min.
Anno 1997
Regia Satoshi Kon
Soggetto Yoshikazu Takeuchi (romanzo)
Sceneggiatura Sadayuki Murai
Character design Hisashi Eguchi (originale), Hideaki Hamasu, Satoshi Kon
Musiche Masahiro Ikumi
Una produzione Madhouse
In breve Mima è una pop idol che decide di abbandonare la carriera musicale per diventare attrice. Un suo fan non sembra apprezzare questa svolta e le dà il tormento, minacciandola e spacciandosi per lei su un blog. La situazione diventa insostenibile quando le persone che lavorano con Mima muoiono una dopo l’altra.
Punti di forza Perfezione formale che vanta innumerevoli tentativi di imitazione, in Giappone come a Hollywood. Sceneggiatura, regia, montaggio, colonna sonora, così come la suspense e le atmofere oniriche e opprimenti: tutto funziona.
Punti di debolezza Finale sbrigativo e grafica non sempre eccezionale dipendono dai limitati fondi destinati alle opere prime.
Visione del mondo L’identità dell’individuo entra in crisi, in una realtà sempre più artificiale.
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Perfect Blue di Satoshi Kon -acquario

Perfect Blue: l’esordio travagliato e perfetto di Satoshi Kon

L’esordio di Satoshi Kon alla regia con Perfect Blue è segnato da non poche difficoltà. Ideato originariamente come live action a puntate per il mercato home video, viene riadattato come film di animazione in seguito al terremoto di Kobe, responsabile della distruzione di molti studi cinematografici. Il budget limitato inciderà inoltre sulla qualità grafica e sulla sua durata “compressa” (80 minuti invece dei 120 previsti). Si può forse intravedere nel thriller televisivo in cui recita Mima una traccia del vecchio progetto con attori in carne e ossa. In questa prospettiva, è da leggere in chiave ironica il commento che ne fanno due telespettatori in libreria:

Mamma mia che stronzata.

Già, l’ho visto anch’io Doppio legame. Che pacco! Non ho ancora capito perchè i thriller in questo paese fanno  tutti cagare.

Nonostante la gestazione travagliata, a cui si aggiunge la sua iniziale diffusione come OVA (e non come film da vedere al cinema), Perfect Blue viene accolto molto bene da pubblico e critica, diventando il primo capolavoro di Satoshi Kon.

Perfect Blue d Satoshi Kon - idols

La fortuna di Perfect Blue nel cinema del Terzo millennio

Per quanto fastidiosi, gli impedimenti fanno emergere la genialità di un artista. Un aneddoto a riguardo è entrato nella storia del cinema. Durante le riprese di Otello, tratto dall’omonima tragedia di Shakespeare, Orson Welles si trova a corto di fondi. Come far vestire gli attori se non può permettersi gli sfarzosi costumi d’epoca? Basta farne a meno! Il regista sceglie di ambientare la scena in cui Rodrigo e Cassio si feriscono in un bagno turco. E così gli attori recitano coperti soltanto da un asciugamano!

Anche Satoshi Kon non dispone di ingenti somme. Ma con Perfect Blue realizza il primo thriller psicologico dell’animazione giapponese e il risultato non è il B-Movie che la produzione si aspettava. I riconoscimenti non si fanno attendere, né in patria né all’estero. Alla sua uscita nel 1997 viene premiato al Fant’Asia Film Festival di Montreal e al Fantasporto Film Festival in Portogallo.

Ma Perfect Blue va oltre. Se le influenze con grandi registi non mancano (dagli omaggi a Omicidio a Luci rosse di Brian De Palma ai film di Hitchcock come Psycho, fino a Velluto Blu di Lynch), saranno a loro volta i grandi registi hollywoodiani a rendergli omaggio.

Darren Aronofsky in due suoi film cita Perfect Blue. Ne Il cigno nero, la ballerina Nina Sayers, interpretata da Natalie Portman, ha molti punti in comune con l’ex idol e attrice Mima. Per approfondire le somiglianze e le differenze tra le due opere rimando a questo ottimo approfondimento su Black Swan. In Requiem of a dream c’è addirittura una sequenza identica al film di Satoshi Kon: quella inquadrata dall’alto, con Jennifer Connelly nella vasca da bagno.

Perfect Blue e Requiem of a dream

Altri grandi estimatori di Perfect Blue sono Terry Gilliam, che lo considera uno dei suoi film preferiti, e David Lynch che si è fatto ispirare per Mulholland Drive e Inland Empire. Ma quali sono i motivi di interesse, oggi come vent’anni fa, per l’opera prima di Satoshi Kon?

La frantumazione dell’Io

Perfect Blue è uno di quei film di fine millennio che, invece di chiudere un’epoca, fa da apripista alle nuove tematiche del cinema degli anni Duemila. Una delle più rappresentate – da Nolan, Finscher e moltissimi altri autori contemporanei – è l’identità che si frantuma a contatto con una realtà sempre più artificiale. Mima, gli altri personaggi e gli stessi spettatori confondono continuamente i piani, ma non sembra possibile mantenerli separati. Durante il film permane una sovrapposizione tra vita quotidiana, lavoro e realtà virtuale che ci fa dubitare continuamente di quello che vediamo.

Tracciare un profilo della protagonista non è meno difficile che ricostruire le vicende di un sogno. C’è la Mima idol, la Mima attrice, una presunta Mima che sul suo blog rivendica di essere quella autentica. E poi c’è l’immagine che dà di se agli altri. Secondo lo stalker ossessionato da lei, la idol gentile e pura, diventando attrice, si è sporcata, lo ha tradito e non esiste più. Lo spettatore solo apparentemente ha uno sguardo privilegiato sulla sfera privata di Mima. Arriva quasi a sospettare che le sue legittime paure, a causa delle minacce ricevute, non siano altro che paranoie. O, addirittura, che Mima sia allo stesso tempo vittima e carnefice.

Perfect Blue di Satoshi Kon

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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