I SOSPIRI DEL MIO CUORE

Titolo I SOSPIRI DEL MIO CUORE
Titolo originale 耳をすませば Mimi o sumaseba (lett. “Drizzando le orecchie”)
Genere Sentimentale, Slice of life
Durata 111 min.
Anno 1995 (it. 2010)
Regia Yoshifumi Kondo
Soggetto Aoi Hiragi (manga)
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Character design Kitaro Kousaka
Musiche Yuuji Nomi
Una produzione Studio Ghibli
In breve Shizuku trascorre gran parte del suo tempo in biblioteca a leggere romanzi, sognando di diventare una scrittrice. Un giorno si accorge che tutti i libri che sceglie sono stati presi precedentemente sempre dalla stessa persona, un certo Seiji Amasawa. Incomincia così a fantasticare sull’identità di questo misterioso lettore. Possibile che si tratti di un compagno di scuola che trova antipatico e dispettoso?
Punti di forza Una delicata storia d’amore in bilico tra sogni e responsabilità. Fa venir voglia di impegnarsi nella vita e di seguire le proprie ambizioni.
Punti di debolezza Tolta la rivisitazione di Country Road, la colonna sonora non è particolarmente rilevante.
Visione del mondo “È stato un bene che io mi sia forzata oltremisura: sono riuscita a capire me stessa un po’ più di prima” (Shizuku)
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I sospiri del mio cuore - Baron

I SOSPIRI DEL MIO CUORE E LA VERITÀ NEL ROMANZESCO

I sospiri del mio cuore è l’opera prima  dell’allievo preferito di MiyazakiYoshifumi Kondo. Purtroppo è anche l’unica, a causa della sua prematura scomparsa. Non è perciò possibile istituire confronti con altri lavori, come era successo con un altro regista GhibliHiromasa Yonebayashi, autore di Quando c’era Marnie e Mary e il fiore della strega.

Non si possono invece evitare i paragoni con Miya-san. Ma direi di chiudere in fretta il discorso, perché le influenze sono ben visibili e note a tutti. Sappiamo che Miyazaki ha avuto una parte notevole nel progetto, ad esempio curando  la sceneggiatura e realizzando lo storyboard. Entrerei fin da subito nel vivo del film, soffermandomi sugli aspetti che hanno catturato la mia attenzione, anche se non è semplice distinguere lo stile del maestro da quello dell’allievo.

I sospiri del mio cuore - un gatto in metropolitana

Magia, divagazione, realtà e… sospiri

Partiamo da Shizuka, coetanea di Kiki e di Marnie. Un’età non certo incantata. Kiki deve affrontare una dura prova di iniziazione, mentre Marnie non riesce ad accettare se stessa. L’eroina dei Sospiri del mio cuore vorrebbe già dare una direzione alla propria vita, seguendo l’esempio di Seiji, che intende trasferirsi a Cremona per diventare liutaio.

La magia in tutto questo non scompare, ma acquista altra forma. Deve fare i conti con le prime responsabilità. Diversamente da Totoro, non ci troviamo in un paesaggio bucolico e fuori dal mondo, ma in un appartamento fatiscente della periferia di Tokyo. Sognare sui romanzi presi in prestito in biblioteca non basta: non è più il tempo della favola per la favola.

Il romanzesco non può fondersi del tutto con la vita, ma risponde al gusto per la divagazione. C’è un’intera sequenza, piuttosto lunga, dove Shizuka perde tempo a inseguire un gatto. La ragazzina, novella Alice nel paese delle meraviglie, si convince che sia l’inizio di un’avventura. Non sbaglia di molto, perché il suo non è un inseguimento a vuoto. Finisce in un negozietto di antiquariato e conosce un personaggio stravagante che le mostra alcuni suoi tesori. Un misterioso pendolo e la malinconica statuetta del gatto antropomorfo chiamato Baron.

La favola si misura con la vita e, per certi versi, la rende più sopportabile. E’ più facile scrivere un romanzo, o comunque mettersi alla prova, se hai un lettore privilegiato o vuoi essere all’altezza della persona che ami. Così, se l’attesa diventa una prova d’amore, la si affronta con uno spirito pieno di determinazione.

Certo, non è esente il rischio di sembrare a tutti i costi troppo didascalici. I due protagonisti dei Sospiri del mio cuore hanno sogni (o sarebbe meglio dire progetti?) cui aderiscono con impegno, serietà e dedizione. Lo stesso si può dire sul fronte sentimentale. Shizuka e Seiji sono a tutti gli effetti degli adulti che si assumono le proprie responsabilità. Sembrano più adolescenti (e spensierati) i protagonisti diciassettenni della Collina dei papaveri. I loro problemi erano sostanzialmente due: salvare dalla demolizione il Quartier Latin e appurare di non avere legami di sangue. Difficile immaginare Shizuka e Seiji come possibili senpai in Takagi-san.

I sospiri del mio cuore - Drizzando le orecchie

Come valutare I sospiri del mio cuore

Se dovessimo tirare le somme, più che con Miyazaki, mi viene naturale stabilire parallelismi tra due opere prime. I sospiri del mio cuore (o più fedelmente “Drizzando le orecchie“) di Kondo e il romanzo omonimo di Shizuka. Mi riferisco in particolare allo scambio di battute tra lei e il nonno, che funziona come recensione del film.

Anche a noi, come il nonno con Shizuka, ci sentiamo in obbligo di ringraziare Kondo per averci permesso di vedere questo film davvero poetico (“Ti ringrazio, era molto carino”). E il giudizio potrebbe fermarsi qui, se Shizuka non fosse così autocritica (“E’ una bugia, una bugia… Mi dica la verità, per favore”). La giovane scrittrice capisce da sola che le cose che voleva scrivere non si legano, mentre la seconda parte è un pasticcio.

Questi difetti non li attribuiamo a Kondo, ma la risposta del nonno sembra calzare a pennello anche per il film:

Esatto. E’ impetuoso, è schietto, è imperfetto. Così come sono i violini di Shinji. Mi hai fatto fermamente vedere la tua gemma grezza appena estratta. Ti sei bene impegnata. Non c’è di che affannarsi. Prenditi il tempo per affinarti, per favore.

Purtroppo il regista dei Sospiri del mio cuore, per causa di forza maggiore, non ha potuto seguire i consigli del nonno. Ma in casa Ghibli non mancano giovani talenti che potrebbero “drizzare le orecchie”, recepire il messaggio e raccogliere la profonda eredità di questo piccolo capolavoro.

I sospiri del mio cuore Country road

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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