FLAVORS OF YOUTH

 Titolo FLAVORS OF YOUTH
Titolo originale Shikioriori 詩季織々 (lett. “La poesia delle stagioni tessute insieme”) 
Genere Slice of life, Sentimentale
Durata 74 min.
Anno 2018
Regia Jiaoshou Yi Xiaoxing (Gli spaghetti di riso)

Naruki Nagakawa (Una piccola sfilata di moda)

Haoling Li (Amore a Shanghai)

Soggetto Haoling Li, Jiaoshou Yi Xiaoxing, Naruki Nakagawa (orig.)
Sceneggiatura Haoling Li, Jiaoshou Yi Xiaoxing, Naruki Nakagawa
Character design Takayo Nishimura
Musiche Asuka Sakai, Yuma Yumaguchi, Rei Ishizuka
Una produzione CoMix Wave Film, Haoliners Animation League
In breve La nostalgia dell’infanzia e del primo amore riemerge attraverso il sapore degli spaghetti di riso. La carriera in declino di una modella conosce una nuova primavera grazie ai sogni della sorella minore. I sentimenti di due amici cresciuti insieme sono messi alla prova dalla distanza.
Punti di forza L’universo di Makoto Shinkai condensato in tre episodi. Storie profonde e introspettive sorrette da un’ottima grafica.
Punti di debolezza Troppo spazio riservato al parlato. I finali (soprattutto dell’ultimo episodio) risultano troppo artificiosi. 
Visione del mondo I ricordi che portiamo nel cuore ci aiutano a camminare.
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FLAVORS OF YOUTH: C’È PIÙ GUSTO A ESSERE GIOVANI

Mentre aspettiamo l’ultimo lavoro di Makoto Shinkai previsto per il 2019, arriva sul palinsesto Netflix di agosto Flavors of Youth. Il regista di Your name e del Giardino delle parole lascia andare avanti le giovani leve del suo entourage, che danno vita a un nostalgico film a episodi in collaborazione con uno studio cinese.

Il risultato è apprezzabile quanto certi film Ghibli diretti dagli allievi di Miyazaki. Ovvero: si avverte l’influenza del maestro, ma non si raggiungono gli stessi livelli. Non per questo non vale la pena di vedere Flavors of Youth, tutt’altro. È godibile quanto un antipastino sfizioso prima della portata principale. Pensiamo all’abitudine della Disney di far precedere un cortometraggio al film per cui si è pagato il biglietto.

Certo, il nuovo film di Shinkai non comincerà subito dopo il terzo breve episodio. Ci vorrà ancora un po’ di tempo! Ma Flavors of Youth ce lo fa pregustare, con  i sospiri e le tonalità poetiche e nostalgiche a cui siamo affezionati. Scopriamo allora quali sono i sapori della gioventù più gustosi.

Gli spaghetti di riso o «La fame è qualcosa che corrode il cuore»

A proposito di sapori, il primo episodio di Flavors of Youth ruota intorno ai ricordi evocati dagli spaghetti sanxiang. L’effetto è quello della madeleine di Proust, il biscotto corto e paffuto che imbevuto nel tè riporta il narratore alla domenica mattina a Combray. E in effetti la storia che ci viene raccontata è una sorta di Ricerca del tempo perduto in salsa agrodolce.

Gli spaghetti di riso che mangia Ming conservano la memoria del tempo passato, ma la loro qualità e consistenza segnano le varie fasi della vita. Durante l’infanzia felice, trascorsa dal protagonista con la nonna nello Hunan, gli spaghetti fatti in casa sono traslucidi e bellissimi. La loro gommosità è solo un invito a dedicarci del tempo. Per aggiungere sapore al posto dei dadi usati dai ristoranti si usano come unici ingredienti “cuore e fatica”.

Flavors of Youth - Gli spaghetti di riso

Nell’adolescenza, Ming mangia spaghetti industriali ma gli ingredienti rimangono gustosi. La magia dell’infanzia cede il passo a un’età di turbamenti e nuove scoperte, dolci e devastanti come il primo amore. Da adulto i vecchi sapori di una volta sembrano destinati a sparire per sempre. In un take away, Ming mangia spaghetti troppo perfetti e uniformi, immersi in un brodo appena decente. Se scarseggiano gli ingredienti, i prezzi al contrario salgono.

In Spaghetti di riso ritroviamo molti elementi del cinema di Makoto Shinkai. Le inquadrature del cielo con la pioggia, l’attenzione alla preparazione del cibo, la città metropolitana che inghiotte le persone sono alcuni esempi. Per il suo carattere letterario, l’episodio (un po’ come succedeva per Lei e il gatto a cui sembra ispirarsi) risulta eccessivamente verboso.

Una piccola sfilata di moda o «Spiccare tra la folla e sbattere la testa»

Solitamente nei film a episodi, che andavano di moda soprattutto negli anni Settanta, la storia centrale è anche la meno riuscita. Una piccola sfilata di moda non fa eccezione.

Il primo pensiero va a  Perfect Blue. Anche nel film di Satoshi Kon c’era una donna dalla promettente carriera (una ex idol diventata attrice) che incontra qualche difficoltà lungo la strada. Tanto Mima quanto Ailing sono consapevoli che il successo dura poco. Eppure, finché sarà possibile, vogliono i riflettori addosso.

Se il plot di partenza è simile, gli sviluppi e gli esiti sono molto diversi. Nella seconda storia di Flavors of Youth, non c’è traccia della profonda analisi psicologica del film di Kon. E la critica al mondo dello spettacolo si risolve in famiglia. Rispetto all’episodio precedente, c’è meno prolissità. Ma la vicenda raccontata è troppo lineare, per emozionare lo spettatore.

Flavor of Youth - Una piccola sfilata di moda

Amore a Shanghai o «Un po’ di pioggia, poi il sole»

Flavors of Youth si chiude con l’episodio più bello e malinconico del trittico. Se Spaghetti di riso sembra la trasposizione di un racconto breve, Amore a Shanghai è piuttosto un medio o lungometraggio mancato. E delle tre storie, è forse quella in cui si avverte maggiormente l’influenza dei lavori precedenti di Shinkai.

Come in Oltre le nuvole, ci sono tre amici d’infanzia, che sognano di “volare” insieme. Magari non verso la torre altissima e misteriosa di uno Hokkaido ucronico, ma verso un futuro radioso in cui tutti e tre convivono nella stessa casa. Questo e altri pensieri sono affidati al nastro di un’audiocassetta che si scambiano Limo e Xiaoyu. Si chiedono quale sia il loro colore preferito o chi considerano la persona più importante di tutte. Ma la domanda più difficile da rispondere è di lei: “Senti, tu hai mai pensato al futuro?”

Come osserva Pan anni dopo, chi usa ancora le audiocassette? Nell’economia della trama, un espediente suggestivo per descrivere il passato che non torna indietro. Però un tempo, anche se la qualità era pessima rispetto ai cd che Limo ascolta in solitaria, era un modo per stare insieme e ascoltare della buona musica.

Come in 5cm per second, la distanza che separa i protagonisti diventa sempre più ampia, tanto nel tempo quanto nello spazio. E i toni sono volutamente drammatici:

Fammi sentire qualcosa che non sia un addio. […] Qualcosa che io possa riascoltare nel tempo.

Peccato però che la storia si esaurisca in poco più di venti minuti. Lo spettatore non si sarebbe stufato di vedere un’opera più lunga, anche se si tratta del solito motivo Lui ama lei, lei ama lui, ma non possono stare insieme…

Flavor of Youth - Amore a Shanghai

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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