ERASED – LA CITTÀ IN CUI IO NON CI SONO

Titolo ERASED – LA CITTÀ IN CUI IO NON CI SONO
Titolo originale 僕だけがいない街 Boku dake ga inai machi
Genere Thriller, Psicologico, Mistero, Soprannaturale
Durata 12 episodi (23 min.)
Anno 2016 (it. 2016)
Regia Tomohiko Ito
Soggetto Kei Sanbe (manga)
Sceneggiatura Taku Kishimoto
Character design Keiko Sasaki
Musiche Yuki Kajiura
Una produzione A-1 Pictures
In breve Satoru, un mangaka poco ispirato, ha il potere di ritornare indietro nel tempo di qualche minuto, per prevenire i pericoli e salvare le persone coinvolte. Un giorno, tornando dal lavoro, scopre che la madre è stata assassinata. Creduto l’autore del crimine, è costretto a scappare dalla polizia. Nella fuga, riesce a tornare indietro di ben 18 anni, quando ancora frequentava le scuole elementari. Rivede così i suoi compagni di un tempo e, tra questi, una bambina che a breve sarà abusata e uccisa.
Punti di forza L’attenzione dello spettatore si mantiene alta per tutta la durata della serie. Una storia profonda, che sviluppa i forti contenuti (come l’abuso minorile, il male che si nasconde ovunque) impiegando ottimi ingredienti. In particolare, convincono i personaggi, il ritmo, la tensione, la grafica e la colonna sonora.
Punti di debolezza L’assassino è troppo prevedibile e il finale deludente.
Visione del mondo Anche se il male può essere ovunque, persino nelle persone che ci sono più care, è sempre meglio fidarsi degli altri. In caso contrario, potremmo pentircene!
Per approfondire A visione ultimata abbandonate ogni diffidenza e leggete il nostro approfondimento su Erased e il coraggio di fidarsi.
Altre informazioni Approfondisci su Social Anime

ESPOSIZIONE E SOLUZIONE IN ERASED

Erased: Satoru al cinema

Erased – La città in cui io non ci sono è la dimostrazione di uno strano assunto per un thriller. Stando alla positiva accoglienza della rete, sembra si possa apprezzare della storia l’esposizione, e non la soluzione. Naturalmente, senza che il nostro giudizio ne risenta più di tanto a visione conclusa. È la stessa riflessione del famoso enigmista Giampaolo Dossena a proposito dell’indovinello della Sfinge. Quale animale all’alba ha tre zampe, a mezzogiorno due, al tramonto tre? Se l’esposizione è affascinante, e rimanda a un animale fantastico dalla “bellezza araldica”, la soluzione è “meccanica, deludente”.

La serie si riassume così, senza per forza considerarla riuscita a metà. Certamente il suo principale difetto poteva comprometterne l’esito. Anche se il finale infatti non si rivela all’altezza delle premesse, Erased si salva ricorrendo alla lezione di Alfred Hitchcock.

Alfred Hitchcock presenta: Erased

Erased inizia con la stessa tensione di un film di David Fincher o della serie The Killing (a cui il regista si è ispirato) e termina come un episodio minore di Detective Conan. Il colpevole poi è davvero molto prevedibile. Nelle prime puntate c’è in realtà un tentativo di mescolare le carte in gioco, di indurre lo spettatore a sospettare ora di un personaggio ora di un altro. Ma si avverte quasi subito un ripensamento e la strada del giallo deduttivo viene abbandonata. Non solo: da questo momento in poi, prende avvio il procedimento inverso. Gli autori fanno in modo che persino i più distratti non abbiano più dubbi sull’identità dell’infanticida.

Lo stesso Alfred Hitchcock, maestro del brivido, rifuggiva dall’effetto sorpresa del detective che incastra l’assassino, preferendo la suspense. Nei suoi film sappiamo subito chi è il colpevole. Dalle prime inquadrature lo vediamo strozzare la vittima (Nodo alla gola) o togliersi il passamontagna sorridendo sotto ai baffi (Complotto di famiglia). Al maestro del brivido interessa lo scarto tra ciò che conosce lo spettatore e ciò che conosce il personaggio. Chi guarda è in ansia, vorrebbe bucare lo schermo e avvertire James Stewart del pericolo imminente.

Il problema di Erased è che il colpevole si intravede ma non è riconoscibile. Ne conosciamo solo la silhouette, il travestimento, il ghigno, lo sguardo nascosto dal cappello. Probabilmente è necessario che non sia immediatamente sospettato né scoperto. Lentamente capiamo di chi si tratta, ma l’effetto sorpresa non è scioccante. In fondo non poteva che essere una sola persona. La soluzione non è brillante, anche se la tensione riesce a rimanere alta e a coinvolgerci per tutti e dodici gli episodi.

Cary Grant si rifugia nella cuccetta di Eva Marie Saint
Cary Grant si rifugia nella cuccetta di Eva Marie Saint
Satoru nascosto in camera di Airi
Anche Satoru, nascosto in camera di Airi, è in fuga dalla polizia

La formula di Erased

Gli ingredienti di Erased sono mezzi potenti per trattenere l’attenzione del pubblico e costituiscono la sua formula vincente. Paragonabile al tocco alla Hitchcock, che ha contribuito alla fortuna del regista inglese, facendo passare in secondo piano certe inverosimiglianze dei suoi film. Ciò che conta è suscitare emozioni, non il realismo delle vicende o, nel nostro caso, un finale troppo sbrigativo. Erased in questo senso ha imparato la lezione di Hitchcock, spesso richiamata a partire dal plot. Un comune individuo ingiustamente accusato di omicidio, ricercato dalla polizia, tenta di dimostrare la propria innocenza. L’esempio più celebre è Intrigo internazionale. Nel film c’è persino una bella ragazza che lo aiuta a scappare anche se (a differenza di Airi) la fiducia di Eva Marie Saint è solo apparente o ambigua.

La doppiezza dei personaggi è presente anche nella serie. Si pensi al padrone della pizzeria dove lavora Satoru. Lo vediamo confabulare con l’assassino o fingere di aiutare Satoru per incastrarlo. Non è un personaggio cattivo, anzi è presentato come un uomo onesto, ma sicuramente non è il più trasparente. Allo stesso modo sembra legittimo avanzare il sospetto che il fattorino, arrestato ingiustamente per abuso e omicidio di minori, non nutra un amore così sano per i bambini. Fa eccezione Airi che, come Ingrid Bergman in Io ti salverò, sacrifica l’immagine sociale per aiutare la persona che ama, creduta da tutti colpevole.

Molti altri sono i debiti con la filmografia di Hitchcock e la tradizione del thriller occidentale. A contribuire alla riuscita di Erased è senz’altro l’allestimento della tensione, che mette lo spettatore in ansia, nella condizione perenne del chi va là, anche nei momenti di rilassamento. Quando Satoru bambino organizza la fuga di Kayo, sottraendola da una madre violenta, non ci sentiamo per niente tranquilli. Il rifugio, un autobus in disuso, è sinistro quanto il Bates Motel. Ci sembra di sentire i passi felpati sulla neve dell’assassino intenzionato a salirci. Stessa ansia per i nascondigli precari di Satoru adulto, all’aperto (sotto un ponte) o al chiuso (nella cameretta di Airi) che siano.

Erased incendio

Soprassedere o meno sulla soluzione

Molti sono dunque gli  ingredienti, usati in maniera efficace, che appassionano il pubblico. Si aggiungano la forte tematica della pedofilia, i viaggi nel tempo e una buona colonna sonora. Infine merita un approfondimento il discorso sulla fiducia portato avanti da Erased. Di speranza, senza dubbio, ma affonda nell’inquietudine. Ed è ciò che veramente rimane a visione conclusa. Agli autori della serie non interessa tanto depistare lo spettatore sull’identità del colpevole, quanto dimostrare che il male spesso risiede nell’animo delle persone che ci sono più care. Eppure è sempre meglio scegliere di fidarsi incondizionatamente degli altri, perché la diffidenza si rivela decisamente più pericolosa.

La formula espositiva può essere in grado (dettaglio non trascurabile) di farci sorvolare su un finale deludente. Come il fascino evocativo dell’indovinello della Sfinge non richiede a tutti i costi una soluzione, anche la storia di Erased può fare a meno del suo epilogo. Sarebbe quasi preferibile che le vicende proseguano, mantenendo all’infinito lo spettatore incollato allo schermo e col fiato sospeso. A un certo punto avvertiamo il timore che qualunque spiegazione risolutiva, per quanto brillante, allenti bruscamente il forte coinvolgimento emotivo. Per questo possiamo ritenerci comunque appagati: non desiderandolo, qualunque finale va bene. E qualora lo cercassimo a tutti i costi, per quanto prevedibile, sarebbe difficile ridimensionare il nostro giudizio su una storia avvincente come poche.

Erased scheda tecnica

Ti potrebbe interessare:

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

SuperWebTricks Loading...