EF – A TALE OF MEMORIES

Titolo EF – A TALE OF MEMORIES
Titolo originale ef – a tale of memories
Genere Drammatico, Sentimentale, Psicologico
Durata 12 episodi (24 min.)
Anno 2007 (it. inedito)
Regia Shin Oonuma
Soggetto Mikage, Yu Kagami (visual novel e manga illustrato da Juri Miyabi)
Sceneggiatura Katsuhiko Takayama
Character design 2C=Galore e Naru Nanao (orig.), Nobuhiro Sugiyama
Musiche Eiichiro Yanagi e Tenmon
Una produzione Shaft
In breve Renji Aso è un aspirante scrittore che non sa quale università scegliere dopo il liceo. Un giorno fa amicizia con Chihiro Shindo, una ragazza con una benda su un occhio che legge libri in una stazione abbandonata. Il loro rapporto è però messo in crisi da una sconvolgente rivelazione: Chihiro soffre di un grave disturbo della memoria che le impedisce di legarsi agli altri. In parallelo si seguono le vicende di Hiro Hirono, un giovane mangaka conteso tra l’amica d’infanzia e una ragazza incontrata per caso, dopo essere stata derubata.
Punti di forza L’incantevole comparto tecnico (fondali, luci, colori, musiche) suscita emozioni. Grande importanza per la riuscita della serie è riservata ai dialoghi e allo sviluppo psicologico dei personaggi.
Punti di debolezza I personaggi femminili strizzano troppo l’occhio al moe. Le vicende di Hiro e Miyako non sono forse all’altezza di quelle di Renji e Chihiro. 
Visione del mondo Quante montagne e quanti fiumi bisogna attraversare perchè la solitudine abbia fine e i ricordi dolorosi non ci tormentino?
Per approfondire Il seguito della serie è ef – a tale of melodies.
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EF – A TALE OF MEMORIES: CAPOLAVORO O ANIME SUGGESTIVO MA CONVENZIONALE?

ef-a tale of memories-spiaggia

ef – a tale of memories fa parte delle serie Shaft non dirette da Shinbo. A differenza di REC dell’anno precedente, affidata a un regista navigato e fuori dai giochi come Nakamura (Serial expecialist Lane, Kino’s Journey), stavolta c’è di mezzo un assistente interno allo Studio. Si tratta di Shin Oonuma, che si è fatto notare per aver partecipato alla realizzazione di Pani Poni Dash! e Negima!?.

Ma se la liaison tra una doppiatrice ambiziosa e un impiegato frustrato ci era sembrata una gradevole commedia senza troppe pretese, con  a tale of memories siamo a un livello decisamente superiore. O almeno questa è l’impressione a caldo che generalmente ha lo spettatore. E anche noi vorremmo unirci al coro delle tante recensioni positive. Prima però dobbiamo sciogliere un dubbio che ci ha accompagnato per tutta la visione.

Senza troppi giri di parole (e forse con qualche semplificazione) ci chiediamo se a tale of memories sia davvero una serie di qualità. O piuttosto se ci troviamo davanti a una storia ben confezionata ma, per dirla tutta, senza spessore e, in ultima analisi, già vista. Detto altrimenti: ef è un capolavoro o un anime convenzionale?

Quando si parla di a tale of memories la storia passa volentieri in secondo piano. Nonostante siano raccontate due vicende parallele ben strutturate, sarà difficile riassumerle senza cercare di trasmettere certe suggestioni stilistiche. A chi ci chiede un parere sulla serie, insisteremo sulla nostalgia evocata dai giochi di luci e ombre degli sfondi, o alle tonalità crepuscolari. Faremo riferimento alle ambientazioni particolarissime, come la chiesa e la stazione abbandonata, o a più comuni come la spiaggia e la terrazza della scuola. Ma sottolineeremo come tutte quante non costituiscano soltanto la scenografia, ma rappresentino piuttosto i luoghi di accesso ai veri sentimenti dei protagonisti.

Ef - A tales of memories-stazione abbandonata

Perplessità ed entusiasmo in ef – a tale of memories

La trama di ef – a tale of memories da sola potrebbe non rendere giustizia a una serie che si fa ricordare per ben altro e per ben oltre 13 ore! (Per chi non l’ha ancora visto, si fa riferimento alla durata della memoria di Chihiro). Ci sono comunque degli elementi interessanti nelle vicende, come le diverse prospettive con cui vengono affrontati i temi del ricordo e della solitudine. Se i problemi di memoria di Chihiro non le permettono di legarsi agli altri, è altrettanto vero che Miyako evita sistematicamente il contatto con gli altri per paura di soffrire. Teme infatti di non essere capace di lasciare traccia di sé nelle persone.

Eppure se pensiamo ad altri anime che condividono lo stesso plot di partenza, non ci viene in mente niente di entusiasmante. Confrontate ad esempio le avventure sentimentali di Chihiro e Renji con quelle di One week friends. Anche qui abbiamo una ragazza smemorata che non vuole farsi coinvolgere dagli altri e un irriducibile innamorato. Non basta il comparto grafico pastelloso, davvero niente male, a risollevare una storia fiacca. Se invece ci concentriamo su Hiro e Miyako/Kei, potrebbe essere più facile contare le stelle in cielo che i triangoli amorosi nell’animazione giapponese.

A rendere il tutto ancora più vago e attraente (ma fin troppo abbozzato) sono le due località diverse ma identiche (una in Giappone e l’altra in Australia) chiamate entrambe Otowa. E, soprattutto, i due personaggi misteriosi, che si aggirano in chiesa offrendo consigli ai protagonisti. Hanno le sembianze di un prete e di una suora, ma sono talmente eterei da sembrare degli spiriti, piuttosto che personaggi in carne e ossa.

Ef-A tale of memories-il prete e la suora

La messa in scena dei ricordi

Proviamo ora a dare una risposta alle nostre riserve su ef – a tale of memories. Sicuramente non si può giudicare una serie sulla base di elementi scenici estetici e/o estetizzanti. Allo stesso modo un testo (in prosa o in versi) non dovrebbe essere valutato per la mera musicalità delle parole. Il rischio è che ci sfuggano i contenuti.

Ma a differenza di Ano Hana, che cerca la lacrima facile, in a tale of memories si è preferito scegliere una strada più impervia per entrare nel cuore dello spettatore. Non c’è il sottofondo musicale straziante al momento giusto o la frase a effetto. A dare spessore alla storia c’è la messa in scena della parola, prorogativa del cinema di Rohmer. Il grande fascino della serie sono soprattuto i dialoghi intorno ai temi portanti dell’opera. Quando i personaggi aprono il proprio cuore, l’intero comparto tecnico si plasma sui loro pensieri e stati d’animo. I colori tenui del tramonto, o una stazione  dismessa che conserva i segni del suo passato, sono il terreno ideale della memoria. Le paure confessate da Miyako rabbuiano il bel panorama notturno, che assume invece i contorni della sua silhouette mentre si dondola malinconicamente su un’altalena.

Per concludere, abbiamo avuto qualche attimo di esitazione su come recensire a tale of memories. In fase di stesura però, ci siamo convinti che non ci troviamo davanti a un prodotto furbo, o povero di contenuti (ma ben agghindato). ef è un anime poetico, che sfrutta ogni forma di linguaggio (verbale e visiva) per indagare sui sentimenti dei personaggi.

ef-A-Tale-of-Memories-altalena

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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