EF – A TALE OF MELODIES

Titolo EF – A TALE OF MELODIES
Titolo originale  ef – a tale of melodies
Genere Drammatico, Sentimentale, Psicologico
Durata 12 episodi (24 min.)
Anno 2008 (it. inedito)
Regia Shin Oonuma
Soggetto Mikage, Yu Kagami (visual novel e manga illustrato da Juri Miyabi)
Sceneggiatura Katsuhiko Takayama
Character design 2C=Galore e Naru Nanao (orig.), Nobuhiro Sugiyama
Musiche Eiichiro Yanagi e Tenmon
Una produzione Shaft
In breve Continuazione delle vicende narrate in a tale of memories, ma dal punto di vista di Mizuki. Parallelamente, si squarcia il velo che ricopre il passato di Amamiya (la pseudo-suora), Himura (lo pseudo-prete) e Kuze (il violinista) e si sciolgono i nodi lasciati in sospeso nella prima serie. 
ef - a tale of melodies - Himura, Mizuki, Kuze, Renji e Chihiro

Dove eravamo rimasti? Chihiro aveva scelto di sacrificare il suo rapporto con Renji per il bene di lui, ma l’amore tra i due si era rivelato più forte di tutto. Miyako era riuscita a sconfiggere le sue angosce più segrete, al fianco di Hiro. E quest’ultimo aveva affidato l’amica Kei, da sempre innamorata di lui, alle premurose cure di Kyosuke. Restava però da capire chi fosse realmente Amemiya, la suora (?) misteriosa. E quali segreti si celassero nell’oscuro passato di Himura.

A tale of melodies chiarisce appunto tutti i dubbi ancora irrisolti degli spettatori. E questo a rischio di non sfruttare adeguatamente il potenziale dei protagonisti della prima serie. D’altro canto, quando tre coppie, dopo tanto travaglio, riescono finalmente a formarsi, è davvero così interessante seguire gli sviluppi del loro rapporto? Ed ecco allora salire alla ribalta la vivace e (apparentemente) spensierata Mizuki, confinata nel ruolo di spalla di Kei negli episodi precedenti.

Scopriremo (niente da fare, tutti sono collegati con tutti…) che Renji e Mizuki sono cugini. Non c’è pertanto da stupirsi se la bionda amica di Kei si installa in casa Aso per fare la turista in Australia. Parentesi: lo sapevate, no? che erano due vicende parallele ambientate in due emisferi diversi del globo? Se con memories non vi fosse stato chiaro, adesso la cosa viene esplicitata. Comunque sia, Mizuki e Kei arrivano in visita dai parenti nella terra dei canguri. La prima conosce finalmente la fidanzata del cugino (nonché sorella dell’amica). Mentre la seconda si riconcilia una volta per tutte con la gemella, dopo anni di equivoci e di incomprensioni. 

Se speravate che a tale of melodies tentasse di scombinare gli equilibri modellati al termine della prima stagione, sarete senz’altro delusi. Anche qui, due sono i binari seguiti dalla narrazione. Mizuki incontra Kuze, e ne diventa amica. Lui non è più il giocoso donnaiolo che faceva provare l’uniforme da poliziotta alla mamma di Renji per vedere come stava. Sembra divenuto più lugubre e tormentato. Se ne darà conto nella trama. Ma soprattutto, saremo proiettati una decina d’anni addietro, nell’adolescenza di Himura, Amemiya e Kuze. E ci sarà posto anche per la sorella maggiore di Hiro (di fatto molto somigliante a Kei e Chihiro).

Con memories siamo a volte assaliti da un dubbio. Che sarebbe accaduto, se lo stesso plot fosse stato sviluppato da una studio più convenzionale? Non si sarebbe forse rivelato un autentico melodramma, a volte insipido e a rischio di sconfinamento nel ridicolo? L’ottimo risultato, sul piano formale, della sperimentazione effettuata dallo studio Shaft rende la questione abbastanza oziosa. Perciò la accantoniamo, e promuoviamo senza riserve.

Vorremmo poterci regolare così anche con a tale of melodies. E invece, questo drammone cupo, pesante e a volte perfino disperato, mette tanta (troppa!) carne sul fuoco, e purtroppo non è tutta carne di nostro gradimento. Anzi, il più delle volte sono tagli che al palato ti soddisfano poco, e in compenso ti rimangono sullo stomaco per un paio di giorni buoni. Che dire? Meglio rimanere con i punti di domanda (e le suggestioni) di memories, che rischiare di capire ogni cosa con le noiose (e deprimenti) spiegazioni di melodies.

Punti di forza Vorrebbero essere gli stessi di a tale of memories, ma stavolta i risultati sono altalenanti. 
Punti di debolezza L’aspetto drammatico è troppo ostentato, gridato, esagerato per apparire genuino. Manca molta della poesia della serie precedente. 
Visione del mondo La necessità di vivere la vita oggi, senza lo sgomento del futuro e il rimpianto del passato.
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ef - a tale of melodies - Mizuki

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