EDEN OF THE EAST

Titolo EDEN OF THE EAST
Titolo originale 東のエデン Higashi no Eden
Genere FantascienzaMisteroThriller
Durata 11 episodi (24 min.)
Anno 2009
Regia Kenji Kamiyama
Soggetto Kenji Kamiyama (orig.)
Sceneggiatura Kenji Kamiyama
Character design Chika Umino
Musiche Kenji Kawai
Una produzione Production I.G
In breve Misaki Mori si concede un viaggio a Washington come regalo di laurea. Davanti alla Casa Bianca assume uno strano comportamento che insospettisce la polizia. Viene salvata da un ragazzo nudo e smemorato che ha in mano una pistola e un curioso cellulare. Quando ritornano in Giappone, Misaki lo aiuta a scoprire la sua vera identità. Ma molti indizi lasciano suppore che il ragazzo sia un tipo poco raccomandabile.
Punti di forza Serie molto promettente per le intriganti atmosfere iniziali e l’ambiguità di personaggi, ben poco riconducibili a stereotipi.
Punti di debolezza Quando i nodi vengono al pettine, e si fa luce sull’identità di Akira e sugli scopi della Seleção, la storia perde il suo fascino.
Visione del mondo  Che cosa si può fare per salvare il Giappone dai mali del secolo?
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Eden of the East - Akira e i neet

EDEN OF THE EAST, O COME TI SALVO IL GIAPPONE

Quando parlo di Eden of the East, mi viene spontaneo chiedermi: “Che serie mi guardo stasera?“. Mi riferisco a una situazione precisa. Si avrebbe voglia di iniziare un anime, giusto un paio di episodi prima di andare a dormire, ma non si hanno idee a riguardo. La nostra lista delle serie da vedere non ha più titoli. I consigli degli amici non ci ispirano più di tanto. E per giunta, non vogliamo accontentarci del solito school drama. Che fare? Possiamo lasciarci ispirare dalle classifiche degli anime più belli stilate da pubblico e critica. Oppure spulciare sui vari database che si trovano in rete, filtrando le ricerche per genere o voto degli utenti.

Con quest’ultimo criterio, ci bastano quattro righe di trama come suggestione e ci creiamo delle legittime aspettative. È ad esempio il caso di Orange, che ha un plot di partenza intrigante. Ma anche Eden of the East sembra davvero promettente. Tanto per dirne una c’è il chara di Chika Umino (Honey and Clover, Un marzo da leoni). Mentre a livello di sceneggiatura, aleggia una forte componente misteriosa (e di sospetto) su Akira e sul suo passato. Un po’ come succede nel film Sciarada, in cui Audrey Hepburn non sa se credere all’amore disinteressato di Cary Grant, perché potrebbe essere un assassino interessato soltanto ai suoi soldi. Ad ogni modo, lo spettatore troverà risposta poco prima dei titoli di coda. Purtroppo non succede lo stesso con l’ambiziosa serie scritta e diretta da Kenji Kamiyama.

Eden of the East - Akira nudo

Un pastiche tra Mawaru Penguindrum e Code Geass

Non è infatti sufficiente la presentazione del piatto. Soprattutto per un thriller. Nel già citato Orange possiamo ancora sorvolare sulla soluzione del mistero delle lettere (ovvero, come riescono a viaggiare nel tempo?). Per due semplici ragioni: si tratta di uno slice of life, perciò l’interesse dello spettatore è concentrato su altro. E, se preferite, i suoi difetti sono ben altri. Ma per Eden of the East le cose stanno diversamente.

A mantenere alta la tensione e la curiosità è il desiderio di conoscenza: chi è Akira? Che cosa sta succedendo? A che servono quegli strani cellulari? Ci sono molti elementi che permettono di accostare Eden of the East a Mawaru Penguindrum. Entrambi si aprono su una situazione poco decifrabile che si riversa nella critica del sistema. Lo smemorato protagonista, così docile e protettivo, potrebbe essere in realtà un terrorista.

Eden of the East e tutti i mali del mondo

A questa considerazione agghiacciante si aggiungono riflessioni sulla giustizia e sulla forma di governo più adatta. E, a completare il pastiche, tutti i mali del mondo in undici episodi: dalla disoccupazione giovanile al femminicidio, dalla sanità per tutti al relativismo etico. Ma al di là della grande quantità (poco incisiva) di tematiche, rimane la delusione per una serie che scopre troppo presto le sue carte.

I misteri iniziali vengono trattati alla stregua di disguidi o malintesi, perché in realtà non ci sono grandi rivelazioni, e le tinte del thriller, così come l’impegno sociale, sfumano. Presto Eden of the East si trasforma in un survivor game fantapolitico, i cui partecipanti sono chiamati a salvare il Giappone, con tutti i mezzi possibili, dalla sua dissoluzione morale. Come Kunihiko Ikuhara, anche Kamiyama vorrebbe utilizzare l’allegoria – dai riferimenti biblici alla purezza dei neet nudi – per portare avanti un discorso politico. Ma il tentativo appare pretestuoso e superficiale, soprattutto se il confronto è con Paranoia Agent di Satoshi Kon, che affronta le stesse piaghe sociali.

Torniamo ora a una di quelle serate in cui non sappiamo cosa guardare, ma nemmeno ci vogliamo accontentare di un’anime a caso, tanto per spegnere il cervello. Eden of the East si guarda o no? La risposta è probabilmente viziata dalle aspettative: sì, ma solo se si è alla ricerca di una serie come Death Note e Code Geass.

Eden of the East - Akira

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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