CHOBITS

 Titolo CHOBITS
Titolo originale ちょびっツ Chobittsu
Genere Commedia, Fantascienza, Sentimentale
Durata 26 (26 min.)
Anno 2002
Regia Mario Asaka
Soggetto CLAMP (manga)
Sceneggiatura Akiko Horii, Jukki Hanada, Sumio Uetake
Character design Hisashi Abe
Musiche Keitaro Takanami
Una produzione Madhouse
In breve Hideki si trasferisce a Tokyo per frequentare una scuola preparatoria, perchè ha fallito il test di ammissione all’università. Un giorno trova in mezzo ai rifiuti una ragazza svenuta. In realtà si tratta di un persocom, uno di quei robot dalle sembianze umane che vanno tanto di moda in città.

Chobits - locandinaChobits affronta uno dei temi più suggestivi e inquietanti raccontati dalla narrativa sci-fi: la coesistenza tra uomini e robot. Nella storia delle CLAMP, prevalgono però i toni leggeri della commedia. Niente a che vedere con Patema inverted o con le questioni di Time of Eve, già sollevate da Asimov e dalle sue leggi sulla robotica. Non ci si deve aspettare alcuna critica (se non accidentale) di carattere etico, politico o sociale.

Chobits sembra più interessato a rispondere ad altri interrogativi, squisitamente artistici e letterari. È meglio l’arte o la vita? Il sogno o la realtà? Una donna in carne e ossa o un persocom?

Probabilmente Hideki non si pone questo genere di domande. Ci viene presentato come un ragazzone di campagna, che vive in una fattoria dell’Hokkaido. Quando arriva a Tokyo, sembra essere sbarcato su un altro pianeta. Non ha mai sentito parlare dei persocom che tutti possiedono, ovvero degli androidi che hanno incorporate le funzioni di un computer e di un telefono cellulare.

Se non fosse squattrinato, ne comprerebbe uno anche lui. Fortunatamente trova un modello abbandonato nei rifiuti che riesce a riattivare grazie all’aiuto di Shinbo, un suo coinquilino e compagno di corsi. Il persocom viene chiamato Chii, perchè è l’unico suono in grado di pronunciare (come Nyu in Elfen Lied!).  Come è ovvio che sia, si tratta una ragazza bellissima di cui il protagonista finisce per innamorarsi.

All’inizio di Chobits, il discorso sentimentale tra esseri umani e persocom è improntato sul buon senso. Shinbo fa giustamente notare all’amico che sia meglio non affezionarsi troppo a Chii. Per quanto sofisticata, rimane una macchina. Come in Plastic Memories, gli uomini rischiano di considerare i persocom come dei surrogati di persone care non più in vita. Si veda ad esempio Yuzuki, che ha le sembianze e i comportamenti della sorella defunta di Minoru.

Non solo. I persocom (e i chobits) raggiungono una perfezione superiore a quella umana. Rappresentano, in un certo senso, l’idealizzazione dell’amore e della donna amata. Ne pagano le spese i personaggi femmini di Chobits, che non possono essere programmati dall’uomo per l’uomo. Innamorarsi di un persocom, significa infatti non aver bisogno d’altro dalla vita, tantomeno dei propri simili. E, anche se è difficile da credere, si può fare benissimo a meno della sessualità.

Ci rinfranca la saggezza di Shinbo, che non colpevolizza i persocom, ma gli uomini che trascurano le donne che hanno amato. Mentre Chii dà un colpo al cerchio e uno alla botte, quasi per stemperare una visione troppo maschilista“Qualcuno ama qualcun altro. Che questo cuore sia di un essere vivo o non vivo non importa… è sempre un cuore dolce e caldo”.

Punti di forza Serie godibilissima, a metà strada tra Video Girl Ai e Maison Ikkoku. Gli episodi non annoiano mai, nemmeno quelli autoconclusivi. Finalmente una storia dove i rivolti sentimentali e le attenzioni femminili non riguardano esclusivamente il protagonista. Interessanti le tematiche sul rapporto uomo-persocom. Sigla iniziale molto orecchiabile. 
Punti di debolezza È una soluzione troppo facile e poco realistica che le persone con cui Hideki entra in contatto, in contesti diversi e in una megalopoli come Tokyo, siano tutte in contatto tra di loro. Comparto tecnico non sempre eccezionale, soprattuto per quanto riguarda musiche e colori.
Visione del mondo Esseri umani o Persocom non fa differenza: l’importante è che sia “la persona tutta per me”, che ci ami per come siamo.

Chobits - Hideki e Chii

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Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

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