ANOTHER

Titolo ANOTHER
Titolo originale アナザー Anazā
Genere Horror, Thrilller, ScolasticoPsicologico, Mistero
Durata 12 episodi + 1 OAV (24 min.)
Anno 2012 (it. 2018)
Regia Tsutomu Mizushima
Soggetto Yukito Ayatsuji (light novel)
Sceneggiatura Ryō Higaki
Character design Noizi Ito (orig.), Yuriko Ishii 
Musiche Kō Ōtani
Una produzione P.A.Works
In breve Quando Koichi Sakakibara si trasferisce a Yomiyama, avverte nella nuova scuola uno strano clima di tensione. Nessuno dei nuovi compagni rivolge la parola a Misaki Mei, una ragazza taciturna con una benda sull’occhio.  Il loro legame ripristina purtroppo una maledizione che grava da quasi trent’anni sulla classe terza C. Gli studenti dovranno adottare efficaci contromisure per far fronte a una serie di avvenimenti terrificanti.
Another locandinaAnother ha tutte le carte in regola per appassionare chi è alla ricerca di serie ad alto contenuto di suspense, in stile Higurashi ed Erased. Se nell’animazione giapponese gli scolastici abbondano, non si può dire lo stesso dei thriller e, sul versante qualità, degli horror. Solo per questo, si potrebbe pure sorvolare sugli aspetti che convincono meno. Si tratta comunque di un buon prodotto, che ti incolla allo schermo per tutti e dodici gli episodi. La storia è veramente intrigante, soprattutto per come (non) viene presentata allo spettatore.

Koichi vorrebbe capirci qualcosa dello strano clima che aleggia in classe, ma nessuno sembra disposto a svincolarsi da allusioni, mezze frasi, occhiate. Persino la zia si limita a suggerirgli di rispettare assolutamente le regole della scuola, anche se possono apparire illogiche. Così funzionerebbe nella scuola media YominordA mantenere l’atmosfera carica di tensione ci pensa Misaki Mei. Il suo fascino misterioso e spettrale (siamo oltre il gothic lolita) mette in ombra lo stesso protagonista. Agli occhi di studenti e professori è la ragazza invisibile. Ha un occhio artificiale di un colore diverso dall’altro, con il quale vede cose che dovrebbero rimanere nascoste. Vive in un macabro negozietto di bambole di porcellana, che sembrano bambine morte.

I riferimenti letterari di Another (oltre alla light novel originaria) sono di tutto rispetto. Parliamo di Stephen King e John Saul, autori che Koechi legge durante la convalescenza in ospedale. La storia non solo ha alle spalle buoni maestri, ma sembra quasi che voglia raggiungere simili livelli. E ci riuscirebbe se non fosse per alcune cadute di stile.

Troppo spazio è riservato alle spiegazioni delle voci fuoricampo o di un nastro di una audiocassetta. Hanno come unico effetto quello di annullare le suggestioni di partenza. Il gioco del non detto diventa verboso e perde così il suo senso. E a nostro avviso penalizza molto la serie. Mentre la riuscita o meno del finale “a sorpresa”, che ha diviso molti spettatori, ci sembra in confronto una questione secondaria.

Punti di forza Una storia originale e ben costruita, ma soprattutto ad alta tensione. Il comparto grafico e sonoro è molto accurato e in linea con le atmosfere cupe e inquietanti.
Punti di debolezza Seconda parte della serie meno riuscita. È poco efficace svelare i misteri ricorrendo a lunghe dissertazioni. I personaggi sembrano anestetizzati di fronte alla morte.
Visione del mondo Il gruppo è più importante del singolo individuo, che per il bene della collettività può essere escluso. Ma solo il dialogo e la razionalità possono evitare che il sonno della ragione generi mostri.
Altre informazioni Approfondisci su Social Anime

Another foto di classe

Simone Pavesi

Curatore del sito "AnimeBambu.it"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SuperWebTricks Loading...