ANGEL BEATS!

Titolo ANGEL BEATS!
Titolo originale エンジェルビーツ! Enjeru Bitsu!
Genere Commedia drammaticaPsicologico, Soprannaturale
Durata 13 episodi (20 min.) + 2 OAV
Anno 2010 (it. inedito)
Regia Seiji Kishi
Soggetto Jun Maeda (light novel illustrata da GotoP)
Sceneggiatura Jun Maeda
Character design Na-ga (originale), Katsuzo Hirata
Musiche Jun Maeda, Anant-Garde Eyes
Una produzione P.A.Works
In breve Yuzuru Otonashi si sveglia di soprassalto e scopre di essere defunto. Ora si trova in una specie di liceo dell’Aldilà, dove viene subito arruolato in un gruppo paramilitare di studenti ribelli. Scopo: boicottare le lezioni e infrangere sistematicamente la disciplina dell’istituto. Tutti i componenti della brigata sono accomunati infatti dall’aver patito sofferenze ingiuste nella loro vita terrena, e in questo modo intendono rivoltarsi contro Dio e il destino avverso.
Punti di forza Interessante l’idea di base. Fornisce il pretesto per sollevare qualcuno degli interrogativi fondamentali sull’esistenza. Il passato dei protagonisti è affrontato in modo sobrio e misurato: compito per niente facile, visti i temi trattati. Colonna sonora rockeggiante, senza dubbio il fiore all’occhiello della serie.
Punti di debolezza Troppi personaggi, per una durata totale di soli 260 minuti. Sceneggiatura caotica e confusionaria. La narrazione nella seconda parte è svolta in malo modo: lascia sul tappeto mille questioni irrisolte, o risolte in modo troppo sbrigativo. Alcune riflessioni potevano essere meglio approfondite, anche a scapito dell’azione.
Visione del mondo La ribellione dell’Uomo contro Dio ha qualcosa di eroico e romantico, nel suo titanismo. O forse non è piuttosto un sintomo della disperata incapacità di affrontare la vita per ciò che è, con le sue luci e ombre? Senza contare che la dottrina buddhista della reincarnazione sembra fatta apposta per offrire sempre un’altra chance.
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REBELS AGAINST GOD IN ANGEL BEATS!

Cosa succederebbe, se il Purgatorio (o il Limbo, non perdiamoci in quisquilie teologiche) assomigliasse ad un liceo? E se questo liceo fosse popolato dalle anime di adolescenti morti con una vita di sofferenza e di rimpianti alle spalle? Questo il presupposto intrigante da cui prende le mosse Angel Beats!. Seguiamo lo svolgersi degli eventi fin dai primi fotogrammi dal punto di vista di Yuzuru Otonashi, l’elemento estraneo. Estraneo in quanto, a differenza degli altri studenti, tormentati dai loro ricordi, non rammenta nulla della sua vita passata.

Angel Beats - Otonashi e Yuri

D’altro canto, non c’è tempo da perdere. Otonashi ha appena aperto gli occhi, e subito trova una specie di Haruhi Suzumiya che lo sommerge di parole. Si tratta di Yuri, la leader del battaglione SSS (un omaggio, appunto, alla brigata SOS?) dove la sigla sta per Shindan Sekai Sensen. Letteralmente, “Fronte del mondo dei morti”. Nome azzeccato, per una squadra partigiana con sede nell’Aldilà. Perché di questo si sta parlando: un gruppo di studenti ribelli che svolge attività di guerriglia all’interno dell’istituto. Niente morti, sia chiaro, negli scontri a cui assistiamo in Angel Beats!. Anche perché nessuno, ovviamente, può lasciarci la pelle: chi viene ferito gravemente prova lo stesso dolore di un vivo, è vero. Ma le sue lesioni si rimarginano in fretta e ben presto torna in piena salute.

L’azione del battaglione SSS si esprime piuttosto in attività di sabotaggio ai danni della scuola. E in una lotta cruenta e senza fine contro la bella e gelida presidentessa del Consiglio Studentesco, soprannominata Tenshi. Vale a dire, “angelo”. Non per il suo fascino, ma perché di umano sembra avere ben poco. Viso apparentemente spietato e inespressivo. Rigorosamente ligia alle regole dell’istituto e al mantenimento dell’ordine. Ma soprattutto, dotata di armi futuristiche fuse con le sue parti del corpo, stile Robocop.

Angel Beats - Tenshi

Tante domande, poche risposte in Angel Beats!

Otonashi non ha molto tempo per ambientarsi: deve addestrarsi nell’uso delle armi e imparare a combattere contro Tenshi. Ma soprattutto, deve capire come funziona il bizzarro universo nel quale è stato catapultato. A nostro avviso, è in questo aspetto che risiede la forza espressiva della serie. Perché Otonashi, nel tentativo di recuperare i suoi ricordi, è inevitabilmente costretto a fare i conti con il passato degli altri protagonisti. Ciò permette di tirar fuori le domande-chiave che noi esseri umani ci poniamo da sempre: Dio esiste? E se esiste, perché agli innocenti capitano cose orribili? E perciò, qual è il senso della vita?

La differenza con Madoka Magica e Mawaru Penguindrum è che i primi due ci provano, a formulare delle risposte. Angel Beats! pare invece ciurlare nel manico. Solleva polveroni che rinuncia a dissipare. Colpa senz’altro dell’estrema brevità della serie. Con soli 13 episodi da 20 minuti l’uno, è difficile articolare un discorso complesso. Colpa anche del mancato equilibrio tra raid rocamboleschi e pause meditative, tra dinamismo e staticità. Le imprese del battaglione SSS si risolvono spesso in una sequenza di gag, per giunta abbastanza fiacche. In generale, sono poco convincenti per l’assenza di un’autentica drammaticità. Si direbbe che sottraggano (inutilmente) spazio alle parti più introspettive, svolte invece in modo inappuntabile. Si pensi per esempio a quali disastri avrebbe causato una (pur capace) Mari Okada al posto di Maeda.

Angel Beats - Yui, Otonashi e Yuri

E chi ha fretta di andarsene?

Dimentichiamoci Menma di Ano Hana, con la sua impazienza di raggiungere il Nirvana. I ragazzi di Angel Beats! ci stanno benissimo, per citare Dante, tra color che son sospesi. Possono infatti riappropriarsi di una vita da adolescenti, per di più vissuta alla grande. E possono ribellarsi contro Tenshi e le regole dell’istituto, ai loro occhi simboli tangibili dell’ingiustizia di questo mondo e dell’operato di Dio. L’idea dell’uomo che si solleva contro la divinità sarebbe piaciuta molto a Byron. Non a caso, il motto del battaglione SSS è Rebels against the god.

Ma, alla fine, diciamocelo: che cosa rimane, di tante premesse così succose? Verrebbe da rispondere: una soundtrack accattivante e un plot godibile e originale, guastato però da una sceneggiatura raffazzonata. Pare il classico lavoro subappaltato a diverse ditte, senza un adeguato intervento di coordinazione. Forse è un giudizio troppo severo, ma riparliamone specialmente quando avrete guardato gli ultimi tre episodi, e ci saprete dire.

Per il resto, Angel Beats! rinuncia in diversi punti a sciogliere i nodi che ha intrecciato. E quando li scioglie, sembra optare per soluzioni semplicistiche e, tutto sommato, consolatorie. Ci si sarebbe aspettata maggiore profondità: avrebbe reso giustizia a personaggi interessanti, che dalla sceneggiatura avrebbero meritato un trattamento migliore. Al contrario, si è preferito procedere di gran carriera lasciando inespresse tante potenzialità pur presenti nella serie. Peccato.

Angel Beats - Yuri e Tenshi

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